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Antichi replica a Giacomelli e a Chiti: il TG3 toscano è parte integrante della macchina egemonica della sinistra

di Redazione Pensalibero.it | 22 Marzo 2006

Il TG regionale della Toscana è una testata dedicata alla celebrazione del
Centrosinistra al potere. La mission aziendale del 2006 è chiara: il
prossimo sessantesimo anniversario della Repubblica deve essere soprattutto
la celebrazione del Sessantennio al potere della macchina egemonica del
vecchio PCI, ancora oggi viva e vegeta nei DS toscani.

Giacomelli, con le sue dichiarazioni di ieri, a proposito di un TG3 toscano
che svolge “seriamente la sua funzione di servizio pubblico”, si è laureato
poeta di una sinistra di origine democristiana, ormai talmente integrata nel
clima di greve conformismo imposto dai postcomunisti, da averne adottato il
classico stile di negare persino l’evidenza, pur di fare propaganda di
regime.

Se Vannino Chiti è a conoscenza di una presunta superiorità informativa del
Centrodestra in… Lombardia, ce ne porti i dati. Poiché conosciamo il
grande pluralismo spirituale, culturale e informativo della Lombardia e
poiché in Lombardia l’alternanza frequente al potere c’è stata ovunque,
anche nei più remoti paesini alpini e brianzoli, ne dubitiamo fortemente.

La Toscana è un problema, per la democrazia italiana, non la Lombardia, le
cui istituzioni hanno visto in pochi anni alternarsi amministrazioni dei più
diversi colori, mentre da noi il moderno principe del Granducato rosso, il
partito-stato, è al potere da sessant’anni e soffoca tutto ciò che non può
controllare. Compresa l’informazione locale.

L’opposizione, sia regionale che locale, si trova relegata al silenzio per
una carenza oggettiva di accesso ai mezzi d’informazione, sopravanzata dal
cosiddetto “diritto di comunicazione istituzionale” appannaggio sempre della
sinistra, al governo sia in Regione, che in tutte le Province, che nella
maggior parte dei Comuni. Persino i servizi, apparentemente “leggeri” e
“turistici” del Tgr “itinerante” sul territorio toscano, vanno sempre a
incensare sindaci e amministrazioni di sinistra, senza che mai una sola
volta si intervisti un portavoce o un esponente dell’opposizione.

Ciò che il Coordinatore delle relazioni politiche ed istituzionali dei Ds
non riesce a digerire è il dato, incontrovertibile, del 60%
dell’informazione politica dedicato all’Unione contro il 23,7% della Cdl.
Del resto, è sicuramente un problema di tempi, ma i tempi sono però il
sintomo di un male molto più profondo.

E’ vero che il tg regionale dedica a Fi e alla Cdl molto meno tempo di
quanto dedichi agli altri partiti della Sinistra, ma la realtà più
discutibile e pericolosa è un’altra. La testata ha abdicato alla sua
funzione di giornalismo di servizio per trasformarsi in cassa di risonanza
delle istituzioni occupate dalla sinistra.

Per questo la nostra Opposizione parla spesso (o forse troppo poco?) di
giornalismo di “regime”.

Il telegiornale regionale della RAI, essendo il più dotato di mezzi ed
essendo in gran parte finanziato dai cittadini attraverso il canone, è
colpevole di aver abdicato alla funzione di “giornalismo civico”: non c’è
mai un’inchiesta, un approfondimento, un tentativo di analisi sulla realtà
della Toscana. C’è la crisi, le aziende chiudono, gli imprenditori scappano,
e loro vanno a riprendere il governatore Martini che mestamente porta
solidarietà agli operai licenziati, cosa lodevole, ma paragonabile a un
cinegiornale Luce, se allo stesso tempo non si analizzano le responsabilità,
che sono anche del governo regionale, sulla crisi economica e sulle carenze
strutturali della nostra Regione.

In Toscana la sinistra esercita un potere egemonico. Il Tgr ne è strumento
integrante.

Dal caso Unipol in poi, però, l’opinione pubblica locale, ma anche nazionale
e internazionale, non ha più smesso di discutere pubblicamente sugli
intrecci di potere fra giunte rosse e banche rosse. Così come sui
collateralismi fra partito, sindacato, associazioni, istituzioni, stampa e
cultura. Su tutti i meccanismi sui quali si fonda la straordinaria
performance politica delle roccaforti rosse: la stessa aristocrazia politica
da sessant’anni al potere.

Non bastano più le reazioni scomposte, l’insistente ripetizione di slogan, i
trucchi dialettici, l’intolleranza, i paragoni con la Lombardia, per fermare
questa discussione pubblica sulla necessaria fine, anche in Toscana,
dell’egemonia della sinistra.

Tag: Giovanni Andreoni

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