La foto di Anna Frank in maglietta romanista pensata da un filosofo laziale mi pare un trovata troppo pateticamente alla ricerca dell’indignazione generale per avere davvero una qualche importanza. L’indignazione ci può, e ci deve essere, quando si scopre un carteggio filonazista di George Bernard Shaw, di Celine o di Heidegger: infatti, le loro parole, in questo caso, sembrano non dar conto di uno spirito superiore. La società borghese di fronte a scoperte del genere rimane giustamente sgomenta, e si chiede come sia possibile una simile convivenza in uno stesso uomo, e teme di dover mettere in discussione quelle che sembravano granitiche certezze. Che un ultrà del calcio possa uscirsene con trovate del genere, invece, non mette in discussione alcunché: tantomeno la dabbenaggine del suo autore, il quale anzi la vede dimostrata nella maniera più evidente, chiara e indiscutibile.
Fabrizio Amadori

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