Le dispute sulle elezioni regionali in Piemonte e Lombardia, con il seguito di veleni ed incertezze cira la legittimità dei risultati elettorali potrebbero essere finalmente l’occasione propizia per dare un taglio al farraginoso groviglio delle nostre procedure elettorali.
C’è una proposta che Pensalibero sostiene da anni e che torna di grande attualità: riguarda la prevista raccolta delle firme in calce alle liste che vengono presentate dai partiti.
E’ una procedura farraginosa e la violazione delle norme è palese. Spesso le candidature vengono decise all’ultimo minuto a causa delle lotte (legittime) all’interno dei partiti. E, come tutti sanno, già per questo la presentazione è in violazione di legge, poiché i sottoscrittori dovrebbero essere a conoscenza dei nominativi che sottoscrivono e non firmare in bianco.
La cosa è talmente evidente che ormai la violazione è diventata consuetudine.
Pensare che Formigoni, in Lombardia, potesse non disporre di firme per sottoscivere liste in suo appoggio è irrealistico. Non per questo potrebbe essere concesso a lui ciò che ad altri è vietato. Ovviamente lo diciamo in via ipotetica perché saranno eventualmente i giudici a stabilire se ci siano state violazioni.
Ma le norme non dovrebbero essere ostacoli per impedire la presentazione delle liste. Dovrebbero solo garantire la serietà delle consultazioni elettorali ed impedire candidature e liste strumentali o tali da falsare la reale volontà degli elettori.
Ciò potrebbe avvenire adottando procedure in vigore in altri Paesi. In particolare si potrebbero abolire le firme e richiedere, a garanzia della serietà e della consistenza delle candidature una cauzione. Tale cauzione sarebbe restituita a coloro che raggiungono una determinata percentuale minima di voti ( ad es. lo 0,5%) dei voti. Perderebbe la cauzione chi resta al di sotto.
ANCORA DISPUTE SULLE FIRME: ABOLIAMOLE UNA BUONA VOLTA
Le norme non dovrebbero essere ostacoli per impedire la presentazione delle liste. Dovrebbero solo garantire la serietà delle consultazioni elettorali. A tal fine si potrebbero abolire le firme e richiedere, a garanzia della serietà e della consistenza delle candidature una cauzione.

Caro/a Oristella,
si decida. Quando denunciamo abusi e storture della magistratura Lei ci da sulla voce perchè, ovviamente, ce la facciamo con i malfattori o, quantomeno, non siamo sufficientemente indignati.
E se Cappato fa un ricorso e i magistrati non lo accolgono cosa succede? Hanno ragione entrambe le parti?
“Non per questo potrebbe essere concesso a lui ciò che ad altri è vietato.”
Però qualcosina gliela concedete, o no?
“Come annunciato nei giorni scorsi, questa mattina Marco Cappato, il candidato presidente della Lombardia per la Lista Bonino-Pannella, ha presentato un esposto contro la ricandidatura di Roberto Formigoni a presidente della Regione. «La legge é chiarissima. Allo scadere del secondo mandato consecutivo con elezione diretta a suffragio universale, un presidente di Regione non puo’ candidarsi a un terzo mandato. Lo dice la legge 165 del 2003 e non c’é nulla da interpretare. Se la giustizia sarà in ritardo e interverrà dopo il voto, si dovranno rifare le elezioni».”