
Per la seconda seduta consecutiva la Banca centrale del Regno Unito ha lasciato i tassi invariati al 5.25%, il massimo degli ultimi 15 anni. Nello statement si legge che i recenti segnali di indebolimento della congiuntura vanno di pari passo ad una inflazione che resta comunque elevata e ciò complica l’azione delle autorità monetarie. Su nove votanti 6 hanno preferito lasciare i tassi invariati mentre in tre avevano deciso per un rialzo. Inoltre si percepisce che il Comitato avrebbe deciso di mantenere un approccio restrittivo per un periodo prolungato per riportare l’inflazione al 2%, mentre le previsioni dei prezzi sono state riviste leggermente al rialzo, in un contesto di economia stagnante. Sterlina stabile nonostante tutto. Sui mercati, nel frattempo è tornato l’appetito al rischio con l’indice Vix che in tre sedute è sceso da 22 a 16 mentre i rendimenti dei titoli di stato hanno cominciato a rompere i supporti, in particolar modo quelli Usa, che dopo due settimane di oscillazione tra 4.8% e 5% sul decennale, sono scesi sotto quota 4.70% oggi per la prima volta. Il che ha fatto tornare il sereno sulle borse con Wall Street che ha chiuso in verde con il DJ e l’S&P a +1.7% e + 1.9% mentre il Nasdaq ha fatto registrare un +1.8%. Sul fronte dati peggiorano i numeri sui disoccupati settimanali, sia le nuove richieste di sussidi, sia quelli continuativi, mentre gli ordinativi all’industria sono saliti invece di più del consensus. La battaglia sui mercati resta tra risk on e risk off e in questo momento sembra tornato un certo appetito al rischio. Durerà ? Dipende tutto dai dati e oggi a tal proposito, l’attenzione si sposta sui Non Farm Payrolls.
VALUTE.
Sul mercato valutario, rialzo per Euro e Sterlina anche se per ora nessun punto cruciale è stato violato, con EurUsd sopra 1.0600 e massimi visti a 1.0665 mentre la valuta britannica è salita sopra 1.2200 ma non riesce per ora a violare le resistenze chiave che passano sopra 1.2300. I livelli per la moneta unica sono posti a 1.0700 30 area, una fascia larga, ma da osservare per la confluenza di molte resistenze ravvicinate. Per quel che riguarda lo Jpy segnaliamo la tenuta del supporto di 150.00, per ora molto solido, in assenza di qualsiasi commento delle autorità monetarie giapponesi, che sembrano accontentarsi di questi livelli. Andare short UsdJpy, sembra ancora pericoloso dato il delta tassi e lo swap al ribasso improponibile per chi volesse entrare short di medio termine. Un altro conto è l’operatività di breve che consente degli swing intorno ai punti cruciali. Interessante rialzo anche di EurChf che ha recuperato quota 0.9620 dando spazio a tutti cross del Chf di riemergere dai minimi storici come NzdChf e CadChf. Interessanti movimenti anche per le oceaniche con Aud che ha testato 0.6456, livello di resistenza chiave prima di fermarsi. NzdUsd meno efficace e ancora lontano, per ora dalle resistenze cruciali poste a 0.5960 70. Rottura dei supporti per UsdCad che ha aiutato i movimenti al ribasso di AudCad e NzdCad. Supporti chiave posti a 1.3690. Oggi l’attenzione dei mercati si concentrerà sui Non Farm Payrolls, che usciranno alle 13.30 per via del fatto che negli Usa c’è ancora l’ora legale. Le attese sono per un calo a 180 mila unità, ben inferiore al dato precedente di 336 mila. Vedremo cosa ci riserveranno in termini di price action, ma solo un dato estremamente positivo potrebbe far riprendere la corsa del dollaro, altrimenti destinata a interrompersi.
Saverio Berlinzani

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