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Amazza l’odiato nero, anche se studia la Bibbia

di Oscar Bartoli | 21 Giugno 2015

Tra qualche giorno, quando la copertura mediatica sara’ diminuita, la gente scordera’ questo ennesimo atroce episodio di una guerra civile che non e’ terminata nel 1865 costando la vita al presidente Lincoln.

Provate a immaginare: alcune diecine di neri che siedono nei banchi della Emanuel African Methodist Episcopal  Church in un sobborgo di Charleston. Sono le otto di sera e sono andati in quella chiesa perche’ il pastore Clementa C. Pinckney, un senatore di quello stato, aveva indetto una riunione di studio della Bibbia.
Tra loro anche un giovane bianco che ascolta per circa un’ora. Poi si alza e comincia a sparare con una calibro 45 che ricarica per cinque volte. Uccide otto fedeli tra i quali sei donne mentre l’ultimo ferito morira’ nel vicino ospedale.

Salva un paio di persone che devono raccontare quanto accaduto e farsi portavoce del suo messaggio:
“I have to do it. You rape our women and you’re taking over our country. And you have to go.”

Poi esce dalla chiesa sale su una Hyundai 2000cc e se ne va. Per sua sfortuna le telecamere lo hanno ripreso all’ingresso della chiesa ed uno zio lo riconosce nei servizi televisivi ed avvisa la polizia.

Anche la macchina e’ stata inquadrata dal video e il ‘sospettato” viene bloccato a duecento quaranta miglia di distanza. Almeno questa caccia all’omo e’ andata in porto. Pensare che i due ergastolani fuggiti dal carcere di massima sicurezza nello stato di New York sono ancora uccel di bosco e si pensa addirittura che siano andati in Messico.

La pistola era stata regalata al giovane da suo padre il primo di aprile. Il ragazzo aveva precedenti penali per possesso di droga e per invasione di proprieta’ privata.

Il presidente Obama ha rilasciato una commossa dichiarazione nella quale dice che gli Stati Uniti sono uno dei pochi stati in cui certe cose possono ancora succedere, grazie alla diffusione della armi.

Ma si tratta di una battaglia persa.

Perche’ tra qualche giorno, quando la copertura mediatica sara’ diminuita, la gente scordera’ questo ennesimo atroce episodio di una guerra civile che non e’ terminata nel 1865 costando la vita al presidente Lincoln.

Perche’ Obama non trovera’ alcun sostegno tra deputati e senatori anche del suo partito, dato che le ruote continuano ad essere unte egregiamente dalla National Rifle Association alla quale aderiscono milioni di americani che reclamano il posesso di armi da guerra citando la Costituzione.

Perche’ questa grande nazione, che vuole esportare la democrazia nel mondo, e’ ammalata profondamente nel suo intimo ed alla merce’ dell’ultimo fuori di mente armato o di qualche gruppo di razzisti di estrema destra che odiano neri, ebrei, gialli, latini e mal sopportano gli italo-americani.

Ci auguriamo che il giovane che ha sparato non sia giustiziato. Meglio lasciarlo cuocere all’interno di un carcere dove stuoli di detenuti di lungo corso non aspettano altro che di averlo tra le mani.

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Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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