“Ma quei gommoni li hanno messi lì per celebrare i cinquant’anni dall’alluvione del 1966? No, per utilizzarli quando i sottopassi della città si riempiono di pioggia”: a Firenze candore e sarcasmo si sovrappongono in un mix unico nel suo genere. L’installazione di gommoni arancioni sulla facciata di Palazzo Strozzi (l’istallazione si chiama Reframe e vuole richiamare il dramma dei migranti) poteva dribblare la vis polemica degli eredi di Dante? Neanche per sogno. E infatti sull’opera dell’artista cinese Ai Weiwei, che non è la marca di un nuovo cellulare come ha subito chiosato qualche dissacratore, il dibattito si è aperto. Ma si può star certi che non avrà una conclusione. Anche perché gli spunti per dividersi si susseguono a ritmo serrato. Solo negli ultimi mesi vanno ricordati l’opera di Jeff Koons “Pluto e Proserpina” sull’arengario di Palazzo Vecchio, accanto alla fontana del Nettuno (il Biancone per i fiorentini). Sfavillante nella sua livrea dorata, fu subito bollata come un invadente maxi Ferrero Rocher. Poi è toccato a Jan Fabre che ha piazzato una statua meno invadente al posto del cioccolatone dorato, ma in compenso ha occupato mezza piazza Signoria con una gigantesca tartaruga, scatenando mugugni a non finire. Nonostante tutte queste istallazioni siano temporanee (e ci mancherebbe anche… mi par di udire), l’arte e l’architettura contemporanea spiazzano, intimoriscono, forse addirittura intimidiscono. Non è un caso se la grande pensilina progettata dall’architetto giapponese Isozaki per la nuova uscita degli Uffizi, continua a far discutere a quasi un ventennio dalla sua ideazione. Né meravigliano gli attacchi artatamente sgangherati lanciati di recente dal polemista di professione Vittorio Sgarbi contro il nuovo (si fa per dire) Palazzo di Giustizia di Firenze, disegnato dallo scomparso architetto Ricci (Sempre facile prendersela con chi non può replicare). Così viene da chiedersi se opere come la Cupola del Brunelleschi o il campanile di Giotto, due costruzioni che hanno stravolto il volto del centro storico fiorentino, e ne costituiscono il vanto, oggi sarebbero realizzabili. Quesito ozioso: un ricorso al Tar che blocca tutto non si nega a nessuno.
Francesco Matteini

Comincio dal fondo, tranquillizzati, perché di “correct” in me c’é sempre stato molto poco e quel poco sta diminuendo di giorno in giorno. Quanto a Reagan, ne sono stato sempre un estimatore, ricordo ancora una volta alle superiori quando c’era lo sciopero contro “Reagan boia”, io ero sempre in classe. Ma non confondere Reagan e Trump, per carità e per favore, la distanza tra i due è incolmabile, essendo il primo un attore di Holliwood e il secondo un miliardario da strapazzo che dice una marea di stronzate e bugie, ma talmente ne hanno a morte dell’establishment, che la gente è pronta a votarlo, anche perché dall’altro lato c’é una corrottissima Clinton buona per la pensione, assetata di dollari e potere. Il fatto che Bush la voti, ti dice la misura di qullo che sia il livello di Trump, siccome sei uno con cervello e sensibilità, non potresti mai trasformarti in trumpiano.
Quanto alle mostre, che in altre lingue si chiamano esposizioni per esempio, la fai palloccolosa, lunga, pesante. Vivo a 5 minuti dalla fondazione Bayeler, museo ideato da Piano che pure detesti, ma che è geniale, dove si fanno le mostre piu rare e complete che si possano immaginare, in un luogo meraviglioso. Courbet, Matisse, Magritte, Degas, Segantini, Redon….e tantissimi altri, tra cui Louise Bourgeois, Koons, Cattelan….che dire, la bellezza, la genialità, la capacità, il talento, l’ispirazione….il resto, scusami, sono seghe mentali gigantesce. Cioé dovrei snobbare e non godere della bellezza in nome di cosa?!?
Mi sembri quello che per far dispetto alla moglie, si castra….
Insomma, se pensi che sia tutta una puttanata, falla te una mostra, una esposizione….esponi Marzio. Detesto Picasso, ma anche per lui, basta soffermarsi sulle prime opere giovanili per capire il suo talento di pittore….resta antipatico, ma non è divenuto Picasso cosi per niente.
Insomma Marzio, politically correct no, amante della bellezza e dell’estro, si.
Quanto alla battaglia omo, solo un omo puo’ capirla e eventualmente combatterla, ogni giorno.
La vecchia furbizia espositiva di tutte le mostre, le famose sorelle dei mostri, di accostare la clava al bisturi per dimostrare che la storia esiste e esiste in positivo, per me non ha sostanza. Non è storia ma storicismo, due cose ben distinte. Così piazzare banalità a Versailles, o appiccicarle a Palazzo Strozzi entusiasma chi non distingue la storia dallo storicismo coatto, chi si accontenta di una continuità purché sia, in parole povere chi non distingue tra storia e vitalismo. La storia è sempre vitalista, il vitalismo raramente fa la storia. Tratto tipico questo dell’american way una volta intrugliata con le culture della tradizione a loro volta da essa intrugliate. Gli autori che mi citi, imbevuti di situazionismo ecc., sono dei vitalisti con nessuna forza per opporsi al mercato che vorrebbero irridere e che invece promuovono, di loro resteranno le citazioni sulle guide all’evento, e tante simpatiche foto. niente più. Non a caso tu accosti l’emozione per queste mostre all’evanescenza della musica, ma proprio la musica ci confessa la propria morte nell’essersi ridotta a ripetitività di combinazioni ludiche più o meno godibili. E non dirmi che hai appena ascoltato il pezzo di un contemporaneo che t’ha entusiasmato perché non ti credo, sei tu che reciti con te stesso per paura di scoprirti a vivere in un tempo tanto vitalista quanto sterile.. Dove rischi di invecchiare da destrone, smarrendo il portato politico dirompente della tua battaglia omo. E ti ricordo infine che Reagan, l’attoraccio di Hollywood, faceva voltare il naso alle vestali del politically correct, poi invece si rivelò un presidente di notevole spessore, anche a non condividerne le scelte. Allora, saltando da una battuta all’altre ti chiedo ora se ti stai iscrivendo al “politically correct “. Se mi rispondi sì, allora sì, divento certamente trumpiano.
Bada Paolo, ti stai accontentando del già visto e risaputo da oltre un secolo. Le arti visive sono imbottigliate come tutta la nostra storia e non sanno come uscire dalla loro inespressività se non con banali giochetti provocatori che per tirare avanti pretendono anche di agganciare grandi filoni critici. Ma è robetta per i neofiti del nuovo. Stai diventando renziano?
Marzio, parli di arte imbottigliata e poi mi incaselli nel vetusto sistema del “o con me, o contro di me”? Renziano, berlusconiano, finiano, grillino, quante se ne devono ancora sentire di queste anticaglie? L’arte visiva, da sempre, suscita sentimenti contrastanti o opposti. Come la musica contemporanea, esiste quella che ti suggerisce qualcosa e altra che ti lascia completamente indifferente. L’arte, come la satira, per me non possono avere limiti, né etichette. Non sono renziano, tanto meno natdelliano, sono me stesso o quel che credo di essere. Tra gli artisti contemporanei ci sono geni assoluti e tanta spazzatura. Nel passato è sempre stato lo stesso,, periodi e epoche hanno prodotto meraviglie e cose orrende nella pittura e nella scultura,per non parlare della musica. Certa musica classica, per me orrenda, ripetuta all’infinito nelle sale da concerto, dovrebbe essere eliminata.
Poi finiamola con questa idea della purezza dei luoghi e della sacralità dei palazzi, Ci furono delle petizioni qui in Francia per impedire la mostra di Jeff Koons al castello di Versailles, fatta (secondo il tuo criterio che appare ristretto( dai sarkosisti o dai conservatori. Ovvio, la mostra è stata fatta, i saloni di Versailles sublimati dalle opere di Koons che trovo assolutamente belle e di difficile realizzazione, e niente è stato dissacrato.I saloni di Versailles, quando erano occupati dal Re, erano anche luoghi di orge e malefatte.
Stai diventando Trumpiano?
Non si puo’ fare di tutt’erba un fascio, certa arte contemporanea è ben fatta e produce sensazioni diverse, ma fa effetto. Ho visto una grande mostra di Jeff Koons e sono rimasto estasiato, le sue opere sono tutt’altro che banali o volgari, ma fanno riflettere e sono realizzate con la piu grande cura e senso artistico. Lo stesso vale per Cattelan, molto criticato, ma le sue opere sono difficili da realizzare e stimolano l’immaginazione.
Detto questo, la pochezza di Nardella è insita nel suo personaggio, ma non lo attaccherei certo per aver scelto di addobbare qua e la la città di opere, che piacciano o no, fanno il loro dovere, cioé stimolano, fanno discutere e risvegliano i puristi addormentati nella storia.
Certo è che dovrebbero venire dopo aver speso per risolvere cose urgenti e lungarni che franano. Consiglierei a Nardella di mettere una cravatta al cinghiale (o porcellino) a San Lorenzo. Il maiale con la cravatta si addice.
Il cosiddetto nuovo palazzo di giustizia non è che il rifacimento un secolo dopo dei progetti mai realizzati dal futurista Sant’Elia, con in più appiccicati i richiami alla simbologia massonica, tanto per dare un po’ di colore ideologico all’insulsaggine complessiva. Quanto ai gommoni incollati a Palazzo Strozzi o altre stupidaggini simili, nascono solo dall’affanno di amministratori mediocri che cercano di pilotare e cavalcare le ricorrenze con poca intelligenza e molto senso del ridicolo. Piuttosto il Comune dovrebbe intervenire sull’uso di Palazzo Strozzi, un imbuto dove ormai si versa di tutto, quasi una discarica.
Pienamente d’accordo! Nessuno poi ricorda per esempio che la realizzazione del Lungarno Torrigiani, di cui oggi sono tutti preoccupati per il suo crollo, tra l’altro non certo un’installazione provvisoria, faceva parte del Piano Poggi ai tempi di Firenze Capitale, piano di modernizzazione della città , aspramente criticato dalle anime belle di allora. I Fiorentini non amano ciò che è contemporaneo e rimpiangono solo la Firenze del Medioevo e del Rinascimento. Allora però era una città moderna, oggi solo la città delle scorrerie del turismo di massa! Sergio Casprini