In Africa la grande maggioranza degli stati non accetta i comportamenti e le pratiche omosessuali, e le condanna con molti anni di prigione o addirittura con la morte.
Cosa bisogna pensarne? Ha ragione Kenyatta, il chiacchieratissimo presidente del Kenya, a dire che le genti africane non sono sensibili ai diritti omosessuali? Oppure si tratta solo di una scappatoia dialettica la sua? E poi: non sembra strano che un continente che ha giustamente guardato con orrore al Sudafrica ed al suo osceno apartheid, proprio quel continente non si renda conto di essere la sede di un altro apartheid (quasi?) altrettanto odioso? Come è possibile una cosa del genere? E questo nonostante che il personaggio simbolo della lotta all’apartheid, Nelson Mandela, abbia voluto – pare – inserire personalmente nella nuova Costituzione sudafricana una norma a salvaguardia non solo della libertà di orientamento sessuale ma addirittura delle adozioni da parte di coppie omosessuali!
Come è possibile che il paese più importante dell’Africa subsahariana sia anche il più progressista del mondo sotto tale aspetto e il resto del continente voglia invece continuare a tenere spenta la luce della tolleranza? Mandela viene seguito solo quando fa comodo? Non bisogna intravedere un atteggiamento di grave ipocrisia in tutto questo?
Leggo poi su Wikipedia che la costituzione senegalese, ad esempio, dichiara la propria adesione ad una serie di dichiarazioni e convenzioni volte a proteggere diritti: quella dell’uomo e del cittadino del 1789, quella sulle donne del 1979, quella sui bambini del 1989 nonché la Carta africana del 1981. Possibile che tutte queste adesioni altisonanti lascino scoperta la questione delle pesanti sanzioni agli omosessuali in quel piccolo, bellissimo paese? E, se è così, non sarebbe forse il caso di redigere in fretta una nuova dichiarazione universale dei diritti dell’uomo un po’ più al passo coi tempi? Oppure mi sbaglio a proporre un’iniziativa del genere? Infatti, forse si teme che, in caso di confronto generale – e planetario – sul tema, i paesi omofobi possano prevalere sugli altri, ed in particolare sul cosiddetto Occidente avanzato? Ma qual è allora il reale stato del pianeta rispetto ai diritti umani oggi?
Direi quindi di tenerci ben stretta la nostra cara, vecchia Europa, e di renderla migliore di quanto non sia già: per ottenere questo, però, evitiamo di sbandierare la nostra presunta superiorità. Infatti, è proprio quando pensiamo di rappresentare un sistema di valori degno addirittura di essere esportato che sbagliamo, e ad essere esportato sarebbe invece un’idea micidiale quasi quanto quelle alle quali dovrebbe contrapporsi.
Occorre quindi essere orgogliosi della nostra cultura europea, sì, ma senza esagerare, e, soprattutto, senza giudicare con aria di superiorità davvero insopportabile persone di paesi tanto più poveri dei nostri, dai quali hanno ricevuto così poche occasioni di crescita personale.
Fabrizio Amadori

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