Dopo 5 anni di manifestazioni e lotte, dopo che venne spenta l’ultima cella elettrolitica nello stabilimento Alcoa, finalmente una buona notizia per i lavoratori e le famiglie di Portovesme. E’ stato da poco firmato il passaggio dello stabilimento di Alcoa a Invitalia e da questa a Sider Alloys.
Non abbiamo mai lasciato soli i lavoratori e fin dall’inizio non abbiamo permesso che la disperazione prendesse il posto della speranza e portasse alla rassegnazione. Anche quando tutto sembrava finito.
I lavoratori dell’ex Alcoa di Portovesme hanno dato un esempio di solidarietà e tenacia al Paese intero. Da parte nostra, ci abbiamo creduto e abbiamo costruito e ricercato insieme una soluzione industriale per il rilancio del sito.
In più, nel corso dell’ultimo incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, in apertura, il Ministro Calenda ha anche confermato la partecipazione, con una quota del 5% delle azioni totali della società, dei lavoratori agli utili dell’impresa. La quota di partecipazione annuale sarà simbolica; mentre – ed è questa la novità – un rappresentante dei lavoratori parteciperà nel Consiglio di Sorveglianza.
La novità è assolutamente positiva. E’ la prima volta che questo accade nel nostro Paese ed apre spazi inediti sul ruolo del sindacato e dei lavoratori dentro l’impresa. Dovremo ora, insieme, capire le modalità e gli aspetti giuridici, ma l’industria del futuro per essere sostenibile e competitiva, non può non prevedere la partecipazione del lavoro organizzato e dei lavoratori alla gestione strategica dell’impresa. La cultura della partecipazione e della condivisione, come avviene in Germania e nei Paesi Scandinavi, rende le imprese più solide economicamente e più sostenibili socialmente.
L’elemento della partecipazione, spesso osteggiata sia dalle imprese, che da una parte del sindacato, è stata ripresa anche nel recente accordo tra Confindustria e Cgil Cisl Uil sul nuovo sistema di relazioni industriali e modello contrattuale.
In via innovativa, Confindustria ha accettato di rendere prioritario in questa intesa il tema della partecipazione, come dalla Cisl tenacemente proposto; prendendo con ciò atto che la partecipazione diretta e organizzata dei lavoratori è sempre più favorita dai nuovi processi di innovazione tecnologica.
Per tornare alla vicenda Alcoa, ci sembra pertanto fuorviante e inadeguato lo scetticismo che una parte del sindacato ha immediatamente manifestato – ed è ancora più grave prediligere le nazionalizzazioni ad un ruolo strategico e partecipativo dei lavoratori.
L’11 aprile scorso, i lavoratori riuniti in assemblea, hanno approvato all’unanimità la possibilità di entrare al 5% nell’azionariato dando mandato alle organizzazioni sindacali di affrontare la questione, e questa è la dimostrazione che i lavoratori sono sempre più saggi del sindacato ideologico.
Il prossimo 3 maggio è previsto un nuovo incontro presso il Ministero per lo Sviluppo Economico per aprire la discussione sul Piano Industriale. Per quella data verrà analizzata la bozza di contratto per l’entrata di Invitalia nel capitale societario della Sider Alloys e dei lavoratori con il 5%, mentre Governo e Regione forniranno le risposte in merito al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per il secondo semestre 2018.
Molti sono stati i “benaltristi” scesi in campo in questa vertenza, politici e non, che hanno raccontato che l’unica alternativa alla disoccupazione era andare via dalla Sardegna, come avevano fatto altri giovani sardi e che l’industria non era il futuro, che serviva investire in altro, ad esempio nel turismo, salvo poi omettere che crollato il contributo dell’industria al Pil sardo, non è salito quello del turismo.
La realtà è che alla Sardegna come al resto del Paese serve più industria e quella primaria come l’alluminio rappresenta la spina dorsale di tutto il nostro sistema industriale.
Il futuro della Sardegna e del Paese passa anche da qui.
Marco Bentivogli (http://www.mu-me.it)
Segretario Generale Nazionale Fim Cisl

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