Ora, dopo quanto è successo, la crisi di governo, l’appuntamento di Bertinoro assume una importanza addirittura imprevista.
Si era pensato ad un seminario per approfondire i contenuti politici e programmatici di una Costituente laica, liberale e socialista. Potrebbe diventare il luogo dove immaginare un radicale rinnovamento del sistema politico che si è instaurato in Italia negli ultimi quindici anni.
Il Polo Laico liberal/Socialista, l’Associazione per la Rosa nel Pugno, i circoli di area laica e socialista che hanno promosso l’incontro che si svolgerà il 3 e 4 marzo avevano pensato ad un”pensatoio” di contenuti per un soggetto liberalsocialista.
Inevitabilmente il dibattito dovrà essere più ampio, perché la crisi di sistema è esplosa più di quanto ancora non appaia. Al Senato, sulla politica estera, non c’è stato un semplice incidente di percorso. C’è stata la dimostrazione inconfutabile che questo bipolarismo non soddisfa le esigenze del Paese.
I due Poli non reggono; l’impossibilità di governare del centro-sinistra è esattamente speculare alla stessa impossibilità palesata dal centro destra nei cinque anni trascorsi al governo. E il motivo non risiede soltanto nella esigua maggioranza attualmente disponibile al senato, perché il centro destra aveva una maggioranza ampia ed è durata cinque anni: ma a costo di non realizzare le riforme necessarie, perché, altrimenti, qualcuno dei partiti della coalizione si sarebbe sfilato.
Dunque, a Bertinoro, sarà giocoforza inevitabile parlare del sistema politico italiano: dalla legge elettorale alla non più tollerabile spoliazione del cittadino di tutti i suoi diritti nelle scelte politiche.
La crisi di governo e lo sfaldamento del sistema bipolare richiameranno a Bertinoro presenze che vanno anche oltre il primitivo intento di riunire i liberalsocialisti.
Il confronto è sempre un bene e non c’è motivo per invocare delimitazioni ed esclusioni a priori.
Purchè si resti fedeli all’obbiettivo originario: dare vita, se ce ne saranno le condizioni, ad una Costituente per un soggetto Laico, Liberale e Socialista.
Per realizzare la quale è indispensabile l’intreccio e la contaminazione delle esperienze delle quali ciascuno è portatore: sarebbe contraddittorio pensare che i liberali debbano confrontarsi solo con i liberali e i socialisti con i socialisti e pretendere, in questo modo, di arrivare ad un soggetto liberalsocialista.
E sarebbe del tutto fuori luogo riproporre il rituale e logoro dilemma su quale dei due poli scegliere.
I due poli, lo abbiamo visto, non godono buona salute. E pochi pensano di ritrovarli tali e quali alle prossime elezioni.
Nicola Cariglia

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