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Addio a Cervetti l’ultimo comunista mite e di dialogo

E’ mancato Gianni Cervetti, un maestro, uomo mite, molto aperto, ma anche determinato e risoluto nel difendere e sostenere idee e progetti che in gran parte hanno coinciso con la stagione della impetuosa crescita elettorale del Partito Comunista Italiano. E’ stato un collaboratore prezioso di Berlinguer, un sostenitore convintissimo del tentativo di Gorbacev di avviare l’Unione Sovietica a una fase di riforme senza smontare (cosa impossibile) l’impalcatura del regime, ma soprattutto, a Milano, noi lo ricordiamo come l’uomo che inventò il Comitato unitario antifascista per la difesa dell’ordine repubblicano.

di Sergio Scalpelli | 8 Maggio 2026

E’ mancato Gianni Cervetti, un maestro, uomo mite, molto aperto, ma anche determinato e risoluto nel difendere e sostenere idee e progetti che in gran parte hanno coinciso con la stagione della impetuosa crescita elettorale del Partito Comunista Italiano.

E’ stato un collaboratore prezioso di Berlinguer, un sostenitore convintissimo del tentativo di Gorbacev di avviare l’Unione Sovietica a una fase di riforme senza smontare (cosa impossibile) l’impalcatura del regime, ma soprattutto, a Milano, noi lo ricordiamo come l’uomo che inventò il Comitato unitario antifascista per la difesa dell’ordine repubblicano.

Enrico Berlinguer e Gianni Cervetti

Riuscì, con socialisti e socialdemocratici, a coinvolgere la maggioranza della DC milanese in una iniziativa che servì non poco a reggere l’urto del dopo Piazza Fontana, della deriva radicale di un pezzo della sinistra extraparlamentare e soprattutto a evitare che la

Maggioranza silenziosa, saldando un pezzo importante della DC alla destra neofascista, cambiasse la storia della città e probabilmente dell’Italia. Fu amendoliano, riformista, amico di Craxi, ma rimase sempre un discepolo di Togliatti e del suo metodo.

Giorgio Napolitano e Gianni Cervetti

Se ne è andato un uomo mite e di dialogo. Un comunista italiano di grande livello, maestro nostro e di tanti più giovani di noi che continuano ad animare posizioni riformiste e di buona politica nel PD e dintorni. Mancherà molto e con lui sentirò ancor di più la nostalgia per la Grande Politica.

Sergio Scalpelli

Addio a Gianni Cervetti, storico dirigente del Pci

(AGI) – Se ne va un altro pezzo di storia di Milano e della Prima Repubblica. È morto, a quasi 93 anni, Giovanni Cervetti, per tutti Gianni, ex dirigente prima del Pci e poi del Pds-Ds. Nato nel 1933 a Milano, cresce nell’osteria dei genitori vicino Porta Magenta.

Nel 1956 viene inviato dal Partito Comunista a studiare economia a Mosca, dove conosce la sua futura moglie, Franca Canuti. Rientra a Milano nel 1961 e, dopo qualche anno, la sua carriera politica decolla.

La carriera nel Partito comunista

Dal 1969 al 1975 è segretario cittadino e provinciale del Pci, poi per quattro anni responsabile organizzativo nazionale, quindi dal 1979 al 1984 segretario del partito in Lombardia.

Gli incarichi istituzionali

Numerosi gli incarichi istituzionali: tra il 1970 e il 1994 è in ordine consigliere comunale a Milano, consigliere regionale in Lombardia, europarlamentare, deputato per due legislature fino al 1994.

L’amicizia con Napolitano

Nella sua lunga carriera politica ha stretto una grande amicizia con Giorgio Napolitano, con cui ha militato assieme nella corrente migliorista del Partito Comunista.

L’impegno culturale e i libri

Molto attivo anche in ambito culturale, il suo libro più famoso è “L’oro di Mosca: la testimonianza di un protagonista”, in cui Cervetti ricorda e analizza i finanziamenti sovietici al Pci durante la Prima Repubblica.

La musica e i riconoscimenti

È stato presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, dal 2008 al 2019. Dal 2009 al 2022 è stato presidente dell’Associazione culturale Italia Russia Lombardia. Per il suo esempio di passione civile, nel 2021 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano.

Il ricordo del sindaco Sala

“Ci ha lasciati oggi Gianni Cervetti. Milanese, comunista, galantuomo. Ha attraversato la storia di questa città e del nostro Paese con intelligenza, rigore e passione civile. Per me un amico caro. Un pensiero affettuoso alla sua famiglia. Ciao Gianni”. Lo ha scritto in un post su X il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Il cordoglio di Schlein

“Gianni Cervetti – ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein – ha attraversato il suo tempo con impegno profondo, animato da una passione che lo ha visto protagonista in ogni campo, da quello politico e istituzionale alla militanza sindacale, all’ambito culturale e musicale. Con Cervetti scompare una personalità di dialogo e risoluta, che ha vissuto intensamente e con coraggio politico il 900 e si è immersa con convinzione nel nuovo secolo, animando con il suo impegno ogni ambito. Desidero esprimere le più sincere condoglianze, mie personali e di tutto il Partito Democratico, alla sua famiglia”.

Verini, “profilo rigoroso e coerente”

“Con la scomparsa di Gianni Cervetti se ne è andata una delle figure più significative del Partito comunista italiano e della sinistra italiana ed europea. Una persona seria, un dirigente di grande spessore, un profilo riformista rigoroso e coerente, che seppe esprimere da dirigente milanese e nazionale quel partito, da parlamentare italiano ed europeo”, ha affermato il senatore e componente della Direzione Pd Walter Verini, spiegando che “fu l’uomo che, con Berlinguer, ‘emancipò’ il partito Comunista italiano dalla tutela finanziaria di Mosca: una scelta coraggiosa, di rottura, che rappresentò una tappa verso una ulteriore, piena acquisizione dell’autonomia dei comunisti italiani che Berlinguer porto’, in quegli anni, al massimo possibile”.

“Profondamente europeista, nel solco di Giorgio Amendola e inseparabilmente insieme con Giorgio Napoltano, Cervetti è stato un politico raffinato, colto, con un profondo amore per la musica e la cultura, per la sua Milano. Ascoltare i suoi interventi, densi di profonda cultura politica e conversare con lui, come anche a noi è capitato più volte, rappresentava sempre una ricchezza e un insegnamento”, conclude.

Agenzia Agi

Pubblicato in : Editoriale

Info Sergio Scalpelli

Sergio Scalpelli (Milano, 1959) incarna la figura dell’intellettuale prestato al management, con una traiettoria che intreccia politica, editoria e grande industria. La sua formazione si consolida tra Milano e Berlino, portandolo giovanissimo alla direzione della Casa della Cultura di Milano (1983-1992), che trasforma in un laboratorio di serrato confronto civile. Esponente della stagione riformista, ha vissuto da protagonista la transizione politica italiana, prima come dirigente del PCI milanese e poi come Assessore allo Sport e ai Giovani del Comune di Milano (1997-2001) nella prima giunta Albertini. In ambito editoriale, nel 1995 è tra i fondatori de Il Foglio, di cui è stato Amministratore Delegato fino al 1998, collaborando stabilmente con testate di riferimento come Limes e MicroMega. La sua carriera manageriale è indissolubilmente legata a Fastweb, dove per vent’anni (2001-2021) ha ricoperto il ruolo di Direttore delle Relazioni Esterne e Istituzionali, gestendo il posizionamento strategico del gruppo nelle telecomunicazioni. Attualmente è Presidente de Linkiesta Club e dell’Associazione Pierlombardo Culture (Teatro Franco Parenti), oltre a presiedere il Centro Internazionale di Brera. Saggista e attento osservatore delle dinamiche geopolitiche e urbane, continua a operare come cerniera tra il mondo dell’innovazione digitale, le istituzioni e le più vivaci istituzioni culturali milanesi. Su Pensalibero.it porta uno sguardo analitico che coniuga il pragmatismo del manager alla profondità della riflessione politica liberale.

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