

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Finalmente qualcuno che “non ha dato il cervello all’ammasso” !
In USA, tutt’oggi se a uno non piace il suo lavoro, si licenzia ed in una ora ne trova un altro. Lo stessa per la ditta: se un lavoratore è pigro o non piace come fa il suo lavoro, viene licenziato e la ditta in mezz’ora trova un altro lavoratore che la soddisfa.
Questo esige che il lavoro “esista” e renda.
La costituzione italiana dice che l’Italia è una repubblica basata sul lavoro, che il lavoro è un diritto, che lo stato deve rendere questo lavoro “effettivo”, cioè che produca i suoi effetti: deve esistere e deve rendere a tutte le parti.
In Italia il lavoro non esiste e non rende.
La politica che dovrebbe fare quello che i cittadini, che li hanno votati, vogliono, non è stata capace di creare e favorire il lavoro, ne di farlo rendere.
Ha ceduto a sindacati che hanno chiesto ed ottenuto quello che “non esisteva” e loro hanno portato le tasse a livelli da record mentre i sindacati sono diventati potenze che discutono con lo stato, cercando di mantenere privilegi ottenuti con l’ignoranza e la prepotenza.
Sergio