Non mi capita molto spesso di essere così platealmente d’accordo con Franco Debenedetti
Ma se l’obbiettivo politico non é liberarsi di Berlusconi, ma dare una risposta alle esigenze del Paese, allora è necessario capire le ragioni del suo eccezionale successo. Capire che nel 1994 non si è prodotto un vulnus che chiede di essere sanato, ma che sono saltate gerarchie culturali durate mezzo secolo, e che è impensabile ripristinarle. Capire che il consenso di cui Berlusconi gode nonostante (nonostante?) tutto ciò che di lui si dice, dà la misura di quanto sia profonda l’insofferenza e radicato il rifiuto proprio di quelle culture e di quelle convinzioni che l’antiberlusconismo vorrebbe restaurare. La misura di quanto sia sentita l’esigenza di superare il compromesso politico da cui è nata la Costituzione, di rivedere i rapporti tra poteri di governo, Parlamento, enti locali, ordine giudiziario, amministrazione.
Claudio Bellavita

La società francese non è assolutamente gerarchizzata.
Due i problemi della politica italiana dalla caduta del “muro” che ha cambiato il quadro politico ed economico mondiale.
Uno la constatazione dell’invasione e del controllo dei partiti di tutte le istituzioni centrali e periferiche, enti, tutte le forme di sindacati e in alcuni casi attività impreditoriali con il prevalere dell’interesse di partito rispetto all’interesse generale, da qui il rifiuto sempre più crescente della politca da parte dei cittadini. L’altro il consenso della classe politica di permettere la discesa in politica di un “concessionario dello Stato” infrangendo una regola di uno Stato democratico e civile, dando così l’avvio alla possibilità al non rispetto di sempre più numerose regole democratiche e civili. Da tutto ciò è derivata l’incapacità di comprendere e combattere il conflitto d’interesse che è esplicito per l’attuale Presidente del Consiglio ma implicito per la classe partitica.
L’opposizione ha così sbagliato il bersaglio affondando sempre più se stessa perchè esso non è Berlusconi ma ciò che rappresenta il superamento dell’interesse generale in favore di quello particolare.
Così si spiegano le false privatizzazioni in campo economico e la sostituzione del pubblico con convezioni o concessioni a privati nei servizi essenziali quali sanità. scuola, autostrade, ferrovie e trasporto aereo con aumeto dei prezzi, maggiori profitti per i privati, e riduzione dell’efficacia dei servizi, insoddisfazione degli utenti.
Questi principi hanno influenzato anche l’economia e la finanza, la prima per il d’interesse a impostare una politica industriale, indispensabile sopratutto in un’economia basata su piccole e medie imprese sottocatitalizzate per affrontare investimenti di medio-lungo termine, ricerca di base e internazionalizzazione e la seconda, banche, più interessata a profitti a breve, speculazioni finanziarie, che a finanziare attività di medio e lungo periodo.
Occorre ridare valore al rispetto delle regole e a favorire l’interesse generale rispetto a quello particolare per questo una riforma del sistema tributario, che impostato sulla lotta all’evasione e che annulli la dicotomia tra che è tassato alla fonte e chi non, è la priorità delle priorità.
Si stima che ca 600 MLD sono detenuti all’estero pari a un terzo del debito pubblico e contemporaneamente mancano i fondi per riforme indispensabili.
Bellavita ,davvero ,che permette giudizi così tranchantes :il noto “compromesso politico da cui è nata la Costituzione” aveva prodotto un risultato teso a garantire l’equilibrio dei poteri ,il riconoscimento dei diritti ,le guarentigie di un mantenimento della democrazia. Purtroppo poteri loggistici ed economici hanno subito operato per ritardarne( della Carta Costituzionale )l’applicazione completa e chiara ; orientando infine verso “riforme” di cui intravediamo solo la tendenza a garantire la Casta ,per un sistema oligarchico (e non democratico ,piccola precisazione) emergente già in assenza delle stesse (riforme ).Andiamo verso una “monarchia illuminata” ,giustificata dall’esigenza di “modernità” e “funzionalità”.
Se è questo che vogliamo ,diciamolo più chiaramente !