Alonso Ramírez
prima voce
A Dinorah Hernández
Sí
continuiamo a non saperne nulla delle nozze
il lavoro ci asfissia
sto imparando a ballare e sembra mi venga bene
lei sta meglio, grazie per avermelo chiesto
lo so che ho messo su peso, mi rimetterò a posto
quest’anno ricomincio con la tesi, te lo giuro.
Quando verrò? L’altro week end.
Forse domenica.
Cercherò di farcela, promesso.
No, non ti ho dimenticato.
Cos’altro ti racconto?
Ma’
la vita è meno di quello che sognavi per me
e un po’ di più di quello che mi aspettavo io.
Credimi
anche se si accumulano i giorni in cui non ci parliamo
io ti ascolto costantemente
specialmente quando pregusto le parole
quando imparo in maniera compulsiva
o quando rendo il mio abbraccio assoluto
attorno a tutto ciò che amo di cuore
come mi hai insegnato.)
(voz primera
a Dinorah Hernández
Sí
seguimos sin saber detalles de la boda
el trabajo no da respiro
aprendo a bailar y resulta que sirvo
ella está mejor de salud, gracias por preguntar
ya sé que estoy gordo, algo haré
el año entrante retomo la tesis, lo juro.
¿Cuándo voy? El otro finde.
Veré si el domingo.
Haré lo que pueda, palabra.
No, no te he olvidado.
¿Qué más te cuento?
Ma
la vida es menos de lo que soñaste para mí
y un poco más de lo que yo esperaba.
Creeme
aunque se acumulen los días sin hablarte
te escucho a toda hora
en especial cuando saboreo las palabras
cuando aprendo por compulsión
o cuando hago absoluto mi abrazo
a todo lo que amo de corazón
como me enseñaste.)
elegia per Julio Cesar Mondragón Fontes
La prima volta che ti ho visto il tuo viso e i tuoi occhi non erano lì. Ho letto come te li hanno strappati. È stato raccapricciante. Il freddo che mi saliva dalla spina dorsale mi ha reso insopportabile la vacuità del mondo.
É un brutto momento per essere umani. È un brutto momento per sapere e sentire. Le distopie che temevo sono già la realtà in cui vivo.
Passatami la nausea ho deciso di sapere di più di te. Ho scoperto che sei stato un eroe la cui ultima decisione è stata di correre per aiutare i propri compagni attaccati dalla polizia. Che tua figlia è ancora una bimba in fasce. Che avevi l’età di mia sorella minore. Che sei stato in una notte più coraggioso di quello che io sarò forse in tutta la mi vita. Eri un brav’uomo e ci sei stato strappato assieme ad altri 43.
Dalla morte e dalla distanza sei già stato il maestro che non si laurerà ad Ayotzinapa.
Mi hai insegnato l’orrore della storia e quanto di migliore ha l’essere umano.
Se esistesse il cielo, mi piacerebbe dirti di guardare verso giù le moltitudini che ti piangono, chiedono giustizia e cercano i tuoi compagni.
Non potranno strappare gli occhi a tutti. Non potranno chiudere la bocca a tutti. Non potranno arrestarci, ucciderci o farci sparire tutti.
Niente potrà consolarmi del fatto che tu non ci sia più…. salvo che continui ad esserci come seme per un mondo che, spero, finalmente vedremo diverso.)
(elegia-para Julio Cesar Mondragón Fontes
La primera vez que te vi tu rostro y tus ojos no estaban ahí. Leí cómo te los quitaron. Fue espeluznante. El frío que subía por mi espina me hizo insoportable el vacío del mundo.
Es mal momento para ser humano. Es mal momento para saber y sentir. Las distopías que temí son ya la realidad en que vivo.
Pasado el mareo decidí saber de vos. Descubrí que fuiste un héroe cuya última decisión fue correr para ayudar a sus compañeros atacados por la policía. Que tu hija es aún una bebé de brazos. Que tenías la edad de mi hermana menor. Que fuiste en una noche más valiente de lo que yo quizá nunca lo seré en mi vida. Eras un buen hombre y nos fuiste arrebatado junto a otros 43.
Desde la muerte y la distancia has sido ya el maestro que no se graduará en Ayotzinapa. Me has enseñado el horror de la historia y lo mejor del ser humano.
Si hubiera un cielo, me gustaría decirte que miraras hacia abajo las multitudes que te lloran, piden justicia y buscan a tus compañeros.
No nos pueden sacar los ojos a todos. No nos pueden callar a todos. No podrán arrestarnos, matarnos o desaparecernos a todos.
Nada podrá consolarme de que ya no estés… Excepto que estás, siendo semilla para un mundo que, espero, por fin se vea distinto.)
Alonso Ramírez (Heredia, Costa Rica, 1983) ha formato parte dei laboratori letterari Netzahualcóyotl e Libertad Bajo Palabra. Frequenta i generi di poesia, racconto, saggio e cronaca. Organizza eventi culturali ed insegna in laboratori di poesia. É autore del libro di haiku e saggio Corazón de los Días (Ediciones Espiral, San José, 2010), e vari suoi testi sono stati pubblicati in Italia, Messico, Stati Uniti, Svezia. Collabora con la rivista messicana Spleen! Journal e con il Progetto 7LUNE.
La poesia è proposta nella traduzione di Silvia Favaretto su concessione del Progetto 7LUNE www.progetto7lune.blogspot.com
La rubrica è da un’idea e a cura di franchini
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