Il 27 aprile 1859 migliaia di cittadini si riunivano in Piazza della Indipendenza (allora “Maria Atonia”, ma per i fiorentini ancora “Piazza di Barbano”) per quella grande manifestazione patriottica che avrebbe allontanato il Granduca Lepoldo II di Lorena e caratterizzato Firenze e la Toscana come protagoniste del processo unitario.
Cronista tra i più puntuali di quella giornata memorabile è Guido Nobili, avvocato e scrittore, che, nelle sue “Memorie Lontane”, ha lasciato testimonianza preziosa di quella insurrezione civile, non violenta, che egli vide nascere nella sua casa (al numero 22 della Piazza), frequentata da cospiratori eccellenti, quali Bettino Ricasoli, Ferdinando Bartolommei, Giuseppe Dolfi.
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Ecco qui una cronologia essenziale dei fatti storici, nel 150° anniversario.
1859
27 aprile: partenza da Firenze del Granduca Leopoldo II di Lorena. Si forma il Governo provvisorio: Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini, Alessandro Danzini offrono la dittatura della Toscana al Re Vittorio Emanuele II, che invia quale commissario regio Carlo Bon Compagni.
11 maggio: il governo provvisorio trasferisce, con decreto, i suoi poteri al commissario regio. Il Bon Compagni nomina il consiglio dei ministri: Bettino Ricasoli all’interno; Cosimo Ridolfi alla pubblica istruzione e, ad interim, agli esteri; Enrico Poggi, grazia e giustizia; Raffaello Busacca, finanze; Vincenzo Malenchini alla guerra; Vincenzo Salvagnoli agli affari ecclesiastici.
11 luglio: la seconda guerra dell’indipendenza italiana si conclude con l’armistizio di Villafranca. Solo la Lombardia viene unita al Regno di Sardegna. Il conte di Cavour si dimette per protesta. Tornerà a guidare il governo pochi mesi dopo.
16 agosto: l’Assemblea Toscana, eletta ed insediata a Palazzo Vecchio, proclama la decadenza della dinastia lorenese.
1860
15 marzo: “Alle ore 11 pomeridiane e minuti 55 in Firenze, la suprema corte di cassazione, riunita in plenaria seduta del palazzo della signoria” visti i risultati delle elezioni appositamente indette, “constata il plebiscito toscano volere l’unione alla monarchia costituzionale del re Vittorio Emanuele”
5 maggio: spedizione dei mille. Con la sua impresa Giuseppe Garibaldi pone fine al regno borbonico nell’Italia meridionale.
1861
14 febbraio: con decreto 4628 del 14 febbraio viene sancita la fine dell’autonomia della Toscana.
17 marzo: il primo Parlamento italiano, riunito a Torino, con la legge 4671, proclama Vittorio Emanuele II di Savoia Re d’Italia “per grazia di Dio e volontà della Nazione”.

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