L’Enoteca Pinchiorri è, nel campo della ristorazione, un’istituzione di Firenze. Al pari di Ferragamo nella moda o Frescobaldi nel vino. Un locale da anni al top in tutte le guide specializzate. Noto e apprezzato in tutto il mondo. Anche se i più lo conoscono di fama, perché il menù alla carta non è proprio per ogni tasca. Stavolta, però, ha fatto un arrosto. E ha diviso (nuova questa) i fiorentini. La mezza pagina di inserzione pubblicitaria acquistata sul quotidiano La Nazione per fare gli auguri a Francesco Totti in occasione del suo quarantesimo compleanno, ha scatenato i tifosi viola. Su Fb, ormai piazza virtuale a tutti gli effetti, e in particolare sulla pagina del ristorante, un diluvio di insulti e proteste. Qualcuno, per la verità una minoranza, ha provato a difendere l’iniziativa, etichettando come “provinciali” i contestatori. Obiezione respinta: il tifo ha il provincialismo, anzi, il campanilismo, nel proprio Dna. Campione o non campione, il capitano di una squadra avversaria, nella logica pallonara, è un “nemico”. Fra l’altro l’inserzione pubblicitaria mostrava un testo davvero spassionato: “Auguri di buon compleanno a Francesco Totti (er Pupone) – Firenze ti ama – Ancora di più i cinquanta dello staff al completo”, quindi la firma del titolare “Giorgio Pinchiorri”. Apriti cielo, spalancati terra, come esclamavano i nostri vecchi di fronte ad un cataclisma. Ed in effetti di cataclisma mediatico si è trattato. Qualcuno ha perfino appeso uno striscione di protesta contro l’Enoteca alla cancellata dello stadio. E gli ultras della Fiesole, affinché non ci fossero equivoci, durante la partita di giovedì con il Qarabag hanno intonato un coretto non riproducibile, di solito riservato agli “odiati” Lippi e Conte, nel quale si mettono insieme Pupone e genitori. Pinchiorri ha tentato di correre ai ripari: si è scusato con dichiarazioni sui giornali, spiegando che la fede viola sua e dei suoi collaboratori non è in discussione e che intendeva solamente omaggiare un grande campione. Ma non è bastato a frenare lo tsunami di improperi. Il problema è il “fai da te” un po’ superficiale. “Ho dato un’occhiata al testo che mi è stato sottoposto in modo troppo frettoloso”, ha spiegato Pinchiorri. Esattamente il contrario di ciò che fa, da grande professionista, con i piatti che mette in tavola. Stavolta, però, dall’Enoteca si è alzato puzza di bruciato.
Francesco Matteini

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