
I segnali provenienti dall’America sono chiari: sono pronti a fornire tutto il gas e il petrolio necessari per sostituire le forniture russe. La nostra regione dispone delle infrastrutture e del potenziale necessari per contribuire in modo significativo all’indipendenza energetica dell’Europa”. Lo afferma su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Abbiamo avanzato proposte agli Stati Uniti in merito alle infrastrutture del gas, alla produzione di energia nucleare e a diversi altri progetti. Stiamo ora lavorando sui dettagli. Quasi ogni giorno, comunichiamo con i leader per garantire una posizione comune, tutti noi in Europa, sull’esercizio di pressioni sulla Russia: il giusto tipo di pressione. Non faremo regali all’aggressore e non dimenticheremo nulla”, ha messo in risalto. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di non poter mettere a rischio gli Stati Uniti inviando tutte le scorte di armi in Ucraina. “Non possiamo dare tutte le nostre armi all’Ucraina. Semplicemente non possiamo farlo. Sono stato molto magnanimo con il presidente Zelensky e con l’Ucraina, ma… non posso mettere in pericolo gli Stati Uniti”, ha detto Trump in un’intervista a Fox News. Trump ha ribadito che gli Stati Uniti hanno bisogno per loro dei missili da crociera Tomahawk, nonostante le ripetute richieste di Kiev. Ha inoltre affermato di aver discusso le prospettive con il presidente russo Vladimir Putin. Nonostante il conflitto in corso, il presidente Trump ha evidenziato che esistono grandi potenzialità per gli scambi commerciali con Kiev, auspicando che Russia e Ucraina mettano fine al conflitto. Zelensky ha esortato i suoi alleati ad abbandonare qualsiasi politica di pacificazione nei confronti della Russia, al ritorno dalla sua visita a Washington, dove non è riuscito a ottenere i missili Tomahawk. “L’Ucraina non concederà mai alcuna ricompensa ai terroristi per i loro crimini e contiamo sui nostri partner affinché mantengano questa posizione”, ha scritto Zelensky su Telegram, invitando i suoi alleati europei e americani ad adottare “misure decisive”. L’Ue è pronta a proporre una nuova stretta contro la flotta ombra russa, le petroliere che trasportano il greggio di Mosca aggirando le sanzioni con bandiere di comodo. E’ quanto emerge da un documento, visionato dall’ANSA, che sarà oggi sul tavolo dei ministri degli Esteri Xavier Bettel del Lussemburgo. Durante la notte alcuni droni ucraini hanno colpito l’impianto di lavorazione del gas di Orenburg, nel sud della Russia, provocando un incendio. L’importante impianto è gestito dal gigante statale del gas Gazprom ed è situato nell’omonima regione vicino al confine con il Kazakistan. Fa parte di un complesso di produzione e lavorazione che è uno dei più grandi impianti al mondo nel suo genere, con una capacità annuale di 45 miliardi di metri cubi. Secondo il governatore locale russo, Yevgeny Solntsev, gli attacchi di droni hanno incendiato un’officina dell’impianto e ne hanno danneggiato una parte. Non ci sono state vittime. “Quasi ogni giorno, i terroristi russi compiono centinaia di attacchi contro le nostre infrastrutture critiche e civili. Solo questa settimana, la Russia ha utilizzato più di 3.270 droni d’attacco, 1.370 bombe aeree guidate e quasi 50 missili di vario tipo contro l’Ucraina”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, evidenziando l’impegno “costante” a “rafforzare la difesa e collaborare con i partner per migliorare quella aerea: l’iniziativa Purl”, “sedici o 17 membri dell’Alleanza hanno ora aderito all’iniziativa (Elenco dei requisiti prioritari dell’Ucraina) ”, che prevede l’acquisto di armi statunitensi da parte dei Paesi europei per rafforzare le forniture a Kiev. vale a dire la lista delle esigenze prioritarie per l’Ucraina, “gli investimenti nell’industria della difesa ucraina, i formati bilaterali e multilaterali”. Il ministro della Difesa ucraino Denys Shmyhal gli ha fatto eco, definendo l’incontro “davvero molto positivo” e chiedendo il sostegno di tutti: “Per il 2026 il nostro fabbisogno per la guerra è di 120 miliardi: 60 verranno dal nostro bilancio, il resto deve essere fornito dai partner, o con un contributo dello 0,25% del loro Pil, tra Europa e non Europa, oppure grazie all’uso degli asset (risorse) russi bloccati”. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha affermato che si è trattata di una “conversazione produttiva” e ha confermato che il Regno Unito sosterrà fermamente l’Ucraina nella sua lotta e continuerà a inviare aiuti militari e umanitari.
Giuseppe Basilico

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