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Zarina. Lo straordinario romanzo della serva che divenne imperatrice di Russia

Questo libro risponde egregiamente all’esigenza di dare voce a una protagonista della storia europea agli inizi del XVIII secolo e alle persone che interagirono con lei, mediante un racconto che è ,al tempo stesso, storicamente accurato, trascinante, appassionato.

di Gabriele Parenti | 20 Gennaio 2020

Più che un romanzo storico una biografia romanzata ma anche questa definizione è inadeguata  perché è proprio la straordinaria vita di Caterina I che somiglia a un romanzo. Tuttavia, nel recente libro di Ellen Alpsten Zarina (Dea Planeta editore)  l’invenzione narrativa, c’è ,eccome ed è realizzata in modo magistrale perché oltre a riempie i vuoti che sono inevitabili nelle cronache e nelle biografie ufficiali delinea in modo approfondito la psicologia della donna che seppe divenire zarina.

Nei romanzi dell’ 800 come I promessi sposi o le Confessioni di un italiano (solo parzialmente ne I tre moschettieri) i protagonisti sono di fantasia mentre i grandi personaggi storici sono sullo sfondo o hanno un ruolo secondario. Oggi invece si tende a dare voce a figure che sono state al centro di vicende storiche ma di cui ci sono state tramandate biografie “impersonali”, attente più agli eventi che alla psicologia dei personaggi.

Questo libro risponde egregiamente all’esigenza di dare voce a una  protagonista della storia europea agli inizi del XVIII secolo e alle persone che interagirono con lei, mediante un racconto che è ,al tempo stesso, storicamente accurato, trascinante, appassionato.

I dialoghi  ma anche la descrizione degli stati d’animo, dei  pensieri, del modo d’agire ci offrono un’ immagine tridimensionale di questa donna dalla spiccata personalità e di grande intelligenza.

Nata e cresciuta in una famiglia molto povera e, per di più nella triste condizione di figlia illegittima, fu venduta a un mercante come “serva”, poi quando  fu fatta prigioniera dai russi, divenne preda di guerra del generale Menšikov. amico personale dello zar Pietro il Grande.

Svolgeva mansioni di lavandaia. Capì che la sua bellezza poteva metterla in un pericolo mortale se Daria, l’amante di Menšikov, le fosse stata ostile e l’avesse considerata una concorrente. Con umiltà e con il suo carattere affabile  riuscì, invece, a farsi benvolere  da lei  e a divenire più un’amica che una serva.

Poi lo zar, che spesso prendeva parte alle  feste di  Menšikov, la notò e da quel momento la sua vita cambiò .Non divenne l’amante passeggera ma la compagna di vita di Pietro il Grande  che poi la sposò (cambiò il nome da Marta a Caterina) e fu la prima zarina a essere solennemente incoronata.

La vicenda raggiunge il suo acme nel Palazzo d’Inverno, nel febbraio 1725.  quando Pietro il Grande è in agonia. Accanto a lui  Caterina, la regina astuta e seducente che tutti hanno imparato a temere e ad ammirare. La donna piena di risorse che ha profuso ogni sforzo pur di rimanere al fianco dell’imperatore; colei che più di ogni altra lo ha amato  anche se talvolta lo ha odiato. e che in certe circostanze ha anche salvato

Il romanzo  narra vari episodi  di astuzia  politica, abilità diplomatica e slanci di generosità per salvare dalla morte o dall’esilio cortigiani che incorrevano nella  terribile ira dello zar.

Era l’unica persona che osasse tenergli testa anche se sapeva cosa rischiava a  contraddirlo e  lui apprezzava  questo coraggio. Anzi, si mostrava però generoso nei suoi confronti

Peraltro, in occasione di momenti particolarmente critici fu lei a suggerire a un Pietro che appariva disorientato di fronte alla sconfitta, la linea da seguire per uscirne indenni

Agli eccessi di crudeltà dello zar, spesso in preda a sorta di furor barbaricus  (come nella tragica vicenda del figlio di primo letto Alessio, torturato a morte) opponeva sempre una saggia moderazione e anche quando adottò misure drastiche contro amanti del marito che rischiavano d’insidiare la sua posizione, lo fece perché sapeva che il ripudio voleva dire finire i propri giorni in un convento di clausura.

Così, quando Pietro morì senza designare un erede non avendo figli maschi,perché solo due figlie femmine erano sopravvissute, si trovò di fronte al bivio :accettare che salisse sul tron il figlio di Alessio e affrontare il convento ,la Siberia o la morte – perché i nuovi  sovrani in genere non volevano convivere con ingombranti predecessori – oppure tentare il tutto e per tutto e divenire lei stessa imperatrice di Russia.

Questa quarantenne di umilissima origine, che non aveva ma imparato a leggere e a scrivere ma che aveva vissuto vent’anni a fianco di un grande statista, seppe giocare bene le proprie carte. Con l’aiuto di ministri e generali ebbe partita vinta e fu la prima donna a esercitare un potere sovrano sullo sterminato impero russo.

Gabriele Parenti

 

Ellen Alpsten è nata e cresciuta sugli altipiani del Kenya, e in seguito ha frequentato l’Institut d’études politiques di Parigi. Dopo la laurea ha lavorato come presentatrice e produttrice per Bloomberg, a Londra dove. Dal 2004 scrive per testate internazionali come Vogue, Standpoint e CN Traveler. Vive a Londra con il marito e i tre figli.

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: di pietro, figlio, misure, parigi, personaggi, persone, romanzi

Info Gabriele Parenti

Giornalista professionista e scrittore, ha svolto per numerosi anni, all’interno della RAI, attività di progettazione e conduzione di programmi radiotelevisivi per le reti nazionali e per la Sede Rai Toscana.

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