
“Non dobbiamo evitare di menzionare la competizione, ma la nostra competizione dovrebbe essere sana e dovrebbe essere mantenuta entro certi limiti”. Lo ha dichiarato ieri Xi Jinping alla Casa Bianca, uno dei momenti centrali della sua visita negli Stati Uniti. Il leader cinese ha colto l’occasione per tornare sul concetto di “stabilità strategica costruttiva”, concordato a maggio durante il vertice tenuto con Trump a Pechino. Tra i temi più rilevanti sollevati dal presidente cinese figurano la necessità di collaborare nell’IA – che deve restare sotto il controllo umano – e Taiwan. A differenza della consueta formulazione, stavolta Xi ha posto “l’opposizione all’indipendenza” di Taipei tra i principi alla base della stabilità tra Cina e Usa. I due capi di Stato si sono inoltre scambiati opinioni su importanti questioni internazionali e regionali, tra cui la situazione in Medio Oriente, la crisi ucraina e la penisola coreana.
Al di là dei proclami ufficiali, le tensioni sul piano economico restano evidenti. Lo dimostra l’assenza delle aziende cinesi alla cena di Stato preparata da Trump, che ha invece visto la partecipazione di buona parte del mondo imprenditoriale americano. Nel 2015, in occasione della precedente missione a Washington, con Xi si erano presentati Jack Ma di Alibaba, Pony Ma di Tencent, Robin Li di Baidu e Yang Yuanqing di Lenovo.
La visita proseguirà oggi con una tappa agli Archivi Nazionali, dove si prevede che entrambi i leader discuteranno della storia e della direzione dei rapporti tra i due Paesi.
Xi-Trump, sostegno sotterraneo della Cina all’Iran alimenta tensioni
Mentre il presidente statunitense Donald Trump incontra Xi Jinping a Washington per il summit bilaterale, una nuova inchiesta del Wall Street Journal mette in mostra l’entità del presunto sostegno materiale e finanziario fornito all’Iran. Secondo le indiscrezioni del quotidiano economico, la Cina continua ad acquistare oltre l’80% del petrolio iraniano garantendo miliardi al regime tramite società ombra e banche cinesi, nonché intensificato un ponte aereo per la spedizione di componenti “dual use” come droni, sistemi di guida per missili e precursori chimici, destinati al ministero della Difesa iraniano. Inoltre, intelligence e immagini satellitari cinesi sono state collegate a agli attacchi iraniani contro le truppe statunitensi. Nonostante le pressioni del Congresso americano per affrontare la questione al summit di Washington tra Trump e Xi, l’amministrazione statunitense ha finora mostrato riluttanza a criticare apertamente Pechino per evitare di compromettere i rapporti bilaterali, mentre la Cina respinge le accuse sostenendo di rispettare le norme internazionali.
China Files

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