• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

WALL STREET RESISTE E CONSOLIDA

La borsa Usa ha recuperato le perdite di apertura giornata, ieri, in un contesto che rimane però, caratterizzato da incertezza, e presenza di tassi di interesse elevati. L’S&P 500, il Nasdaq 100 e il Dow Jones hanno registrato un leggero rialzo dopo aver aperto la sessione in rosso. Moody’s ha declassato il rating del debito sovrano degli Stati Uniti, diventando l’ultima grande agenzia ad abbandonare il rating tripla A, che di fatto lancia l’allarme deficit, in linea con la visione della Fed e di una parte del mercato. Nel frattempo, il pacchetto di tagli fiscali proposto dal presidente Trump, che include centinaia di miliardi di dollari in nuove riduzioni delle tasse, al momento non finanziate, è stato approvato nel fine settimana, nel tentativo di spingere la crescita attraverso una politica fiscale espansiva, che però contrasta con la necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici che allo stato attuale, sono preoccupanti.

di Saverio Berlinzani | 20 Maggio 2025

La borsa Usa ha recuperato le perdite di apertura giornata, ieri, in un contesto che rimane però, caratterizzato da incertezza, e presenza di tassi di interesse elevati. L’S&P 500, il Nasdaq 100 e il Dow Jones hanno registrato un leggero rialzo dopo aver aperto la sessione in rosso. Moody’s ha declassato il rating del debito sovrano degli Stati Uniti, diventando l’ultima grande agenzia ad abbandonare il rating tripla A, che di fatto lancia l’allarme deficit, in linea con la visione della Fed e di una parte del mercato. Nel frattempo, il pacchetto di tagli fiscali proposto dal presidente Trump, che include centinaia di miliardi di dollari in nuove riduzioni delle tasse, al momento non finanziate, è stato approvato nel fine settimana, nel tentativo di spingere la crescita attraverso una politica fiscale espansiva, che però contrasta con la necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici che allo stato attuale, sono preoccupanti. Tesla e Palantir hanno perso il 3%, mentre Apple ha perso l’1,5%, innescando una sessione negativa per il settore tecnologico. D’altra parte, UnitedHealth è salita del 7,5%, attenuando l’aggressiva svendita di quest’anno. Sul fronte geopolitico, si registrano le parole di Putin dopo il colloquio telefonico avuto ieri sera con Trump, che ha definito l’incontro molto significativo, istruttivo e utile. Non è molto ma almeno è qualcosa su cui lavorare. Trump dal canto suo ha affermato che Russia e Ucraina inizieranno immediatamente i negoziati per il cessate il fuoco.

VALUTE.

Sui cambi, i tentativi di rompere al rialzo per EurUsd a 1.1265 , il Cable a 1.3410 e il UsdJpy a 144.50, sono per il momento falliti, e le buone notizie uscite in serata sul fronte geopolitico, hanno alimentato un parziale ritorno del risk on con l’indice Vix che da quota 20.00 è tornato sotto i 18 punti. In questo momento la correlazione è sempre quella che abbiamo imparato a conoscere nel 2025, ovvero il dollaro sale in condizioni di appetito al rischio, mentre nel 2024 era il contrario. Le ragioni sono legate al fatto che il delta tasso che si è acuito tra biglietto verde e altre valute, rende il dollaro valuta da investimento, considerato il rendimento rispetto alle concorrenti. Va detto che se vogliamo vedere altre valute in ripresa, è necessario attendere che gli Stati Uniti entrino in rallentamento economico, così da spingere la Fed a ridurre il costo del denaro, rendendo il biglietto verde meno interessane sul fronte dei rendimenti.

PROSPETTIVE EUROZONA

Secondo le prospettive della Commissione europea, l’economia dell’area dell’euro dovrebbe crescere dello 0,9% nel 2025 e dell’1,4% nel 2026, in calo rispettivamente rispetto all’1,3% e all’1,6% previsti lo scorso autunno. Il declassamento è principalmente attribuito all’impatto dell’aumento dei dazi e all’accresciuta incertezza derivante dai recenti e bruschi cambiamenti nella politica commerciale statunitense. Sul fronte dell’inflazione, si prevede ora che la disinflazione proceda più rapidamente di quanto precedentemente previsto, ovvero scenda al 2,1% entro la metà del 2025, raggiungendo l’obiettivo della BCE prima del previsto, e che scenda ulteriormente all’1,7% nel 2026, in calo rispetto all’1,9% previsto in autunno. Per la Germania, la maggiore economia dell’Unione, la Commissione prevede che l’attività economica ristagnerà sostanzialmente nel 2025. Le crescenti tensioni commerciali dovrebbero pesare pesantemente sulle esportazioni, sebbene si preveda un modesto aumento dei consumi privati. È probabile comunque che gli investimenti rimangano stabili.

LA PBOC TAGLIA I TASSI

La Banca Popolare Cinese ha tagliato i tassi sui prestiti a maggio, come da previsione. Si è trattato della prima riduzione dal mese di ottobre scorso. La mossa serve ad attutire le potenziali ricadute della guerra commerciale con gli Stati Uniti. Il tasso sui prestiti a 1 anno è stato ridotto di 10 punti base al 3,0% mentre il tasso di interesse sui prestiti a 5 anni è stato ridotto dello stesso margine al 3,5%. UsdCnh stabile in area 7.2200.

LA RBA ANCHE…..

La Reserve Bank of Australia (RBA) ha tagliato i tassi di 25 punti base al 3,85% nella riunione di questa notte. Si è trattato del primo taglio da gennaio ed è in linea con le aspettative del mercato. La mossa ha portato i costi di finanziamento ai minimi degli ultimi due anni, poiché sia l’inflazione complessiva che quella core si sono ridotte nell’intervallo obiettivo della RBA del 2-3%. Il consiglio ha osservato che i rischi di inflazione sono ora più bilanciati, sebbene le prospettive rimangano incerte, soprattutto a causa della volatilità delle politiche commerciali globali. Il contesto economico si è deteriorato, a causa dell’aumento dei dazi statunitensi, spingendo la RBA a considerare uno scenario di forte ribasso. Sebbene si preveda ancora una ripresa della crescita del PIL australiano, La banca centrale si è detta pronta ad agire ancora, anche se potrebbe farlo in modo più graduale a causa della debolezza della domanda estera e del rallentamento dei consumi. Il mercato del lavoro rimane solido, con la disoccupazione stabile al 4,1%. La RBA monitorerà attentamente i dati e i rischi per orientare le decisioni future.

RENDIMENTI TITOLI DEL TESORO USA

Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito verso il 4,55% lunedì, il livello più alto da metà febbraio, mentre il rendimento a 30 anni ha superato il 5% per la prima volta da aprile, raggiungendo il massimo da ottobre 2023. Le ragioni sono legate alle crescenti preoccupazioni per le prospettive fiscali degli Stati Uniti a seguito della perdita del rating creditizio più elevato del Paese. Moody’s ha declassato il rating del credito degli Stati Uniti da Aaa ad Aa1, citando l’aumento del debito pubblico e un deficit di bilancio in aumento. Ad aggravare le preoccupazioni fiscali, la proposta di legge, approvata dalla Commissione, del presidente Trump per la riduzione delle tasse, che include centinaia di miliardi di dollari di nuovi tagli senza copertura. L’amministrazione Trump, tuttavia, sostiene che i tagli fiscali stimoleranno la crescita economica, aumentando le entrate pubbliche e, in definitiva, ridurranno il deficit. Tutto da dimostrare, specie se rimarranno in vigore i dazi, che rappresentano un costo che riduce i consumi, a tendere. Sul fronte della politica monetaria, i mercati continuano ad anticipare due tagli dei tassi di interesse da parte della Fed quest’anno, con riduzioni previste a settembre e dicembre. Buona giornata.

Saverio Berlinzani

Pubblicato in : Economia, EditorialeTag: amministrazione, anni, apple, banca centrale, bce, borsa, cambiamenti, commissione, commissione europea, conti, conti pubblici, costi, debito pubblico, declassamento, euro, eurozona, fine settimana, germania, la germania, lavoro, mercati, mercato, mercato del lavoro, politica monetaria, proposta di legge

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti