Lo avreste immaginato il Pci di Berlinguer che si schiera in parte contro un’operazione politica portata avanti dal segretario del partito con il consenso della maggioranza del partito? Al di là della scelta SI o NO, e al di là dei giudizi su Renzi, a me sembra che la decisione di Bersani, D’Alema e Cuperlo, schierati apertamente per il NO, rappresenti non tanto la fine del PD ma la fine dell’idea di partito. Ormai i congressi non servono più a nulla. Una volta esistevano i dissidi ma erano tutti interni al partito; si facevano illazioni, si conoscevano le correnti e i capi corrente, esistevano persino le fronde interne ma né in Parlamento né, a maggior ragione, durante un’elezione o un referendum, si mai è visto, se non sbaglio, una parte di un partito che vota contro la sua maggioranza del suo partito e il suo segretario. Salvo i casi dei franchi tiratori, ma in quel caso siamo nell’ambito della segretezza. L’idea diffusa durante la prima Repubblica, in relazione ai partiti, era quella di comporre un’opposizione forte nel corso del prossimo congresso e perciò si visitavano le sezioni, si parlava con la base, si proponevano idee e contenuti diversi, ma immaginare un Napolitano che votasse contro Berlinguer in Parlamento o in un referendum non era concepibile. La cosa che più disturba è che la fine dei partiti, oppure la trasformazione di questi in una confederazione di consorterie, porterà inevitabilmente a un ulteriore indebolimento della politica. Nel caso del PD stiamo assistendo a una lotta per il potere, cioè a una lotta per la ripresa del partito, da parte di alcune componenti più la “variabile D’Alema” perché costui agisce solo per odio profondo verso chi non gli ha dato la “poltroncina” (Lotti dixit) che desiderava per concludere dignitosamente la carriera (ed è stato un errore di Renzi non accontentare D’Alema, avrebbe avuto un avversario in meno). Da Cuperlo mi aspettavo una posizione del genere (il famoso “Cup…erlo dissolvi) ma mi sorprende Bersani, sinceramente, perché, se non erro, in Parlamento quella riforma pasticciata l’ha votata! Io continuo a pensare, ma credo di essere l’unico, che se al referendum, Renzi, che ormai ha contro proprio tutti, raccatterà più del 40% sarà per lui una vittoria significativa perché su quel blocco potrà contare per le successive elezioni politiche, mentre il fronte del NO, estremamente eterogeneo, non avrà, per singolo componente, lo stesso blocco sociale dalla propria parte. Mi sbaglierò ma…….. chi vivrà vedrà.
Pier Franco Schiavone

Lascia un commento