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Von der Leyen al bivio: l’Europa unita ha bisogno di scelte coraggiose

La presidente della Commissione terrà oggi il consueto discorso sullo Stato dell’Unione. Dovrà fare il punto sul processo di integrazione, segnalando le sfide in atto e delineando le prossime priorità. Sicurezza, bilancio, economia, cambiamento climatico non mancheranno nel suo intervento in emiciclo. Sullo sfondo vi sono le spinte nazionaliste che attraversano il continente e che tendono a disgregare la “casa comune”

di Agenzia Sir | 16 Settembre 2026

di Gianni Borsa*

Cresce l’attesa per il discorso sullo Stato dell’Unione che Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, pronuncerà oggi nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo.
Si tratta di un appuntamento fisso: durante la prima sessione plenaria post-estiva dell’Europarlamento il capo dell’Esecutivo fa il punto della situazione non solo sui lavori della sua squadra, sui programmi in corso, i risultati conseguiti, gli ostacoli da affrontare, ma anche sullo “stato di salute” dell’intera Unione europea. Una sorta di check up, verificando i passi compiuti e le sfide dietro l’angolo. Al discorso della presidente della Commissione segue un dibattito con le forze politiche presenti al Parlamento europeo, il quale può esercitare un ruolo di orientamento politico e democratico sull’azione della Commissione.
Fra i temi che Von der Leyen dovrà affrontare – o quantomeno non trascurare – vi sono le urgenze del momento, fra cui gli scenari geostrategici, la sicurezza e la difesa, l’energia, la competitività economica e il lavoro. Sicuramente un capitolo dovrà dedicarlo ai negoziati in corso fra le tre istituzioni Ue (Consiglio, Parlamento e Commissione) sul bilancio pluriennale 2028-2034, attorno al quale si identificano importanti scelte politiche (dove orientare fondi e investimenti).
Ancora una volta, però, al centro dell’attenzione vi saranno i conflitti, a partire da quello in Ucraina che sta imponendo ai Ventisette notevoli spese per sostenere la resistenza di Kievdalla guerra voluta da Putin e, allo stesso tempo, per costruire una “difesa comune europea” che non era stata finora tra le priorità dell’Ue. Ovviamente in un discorso non ci può stare tutto, ma Von der Leyen non potrà lasciare sottotraccia altri temi urgenti e prospettici: il costo dell’energia, gli squilibri sociali tra i Paesi aderenti, il cambiamento climatico (anche se negli anni recenti il “green deal” sembra relegato nel dimenticatoio), la gestione delle migrazioni e di Schengen, il processo di allargamento verso Balcani, Moldavia e la stessa Ucraina.
Dal punto di vista politico, però, ci sarà un convivato di pietra: lo strisciante nazionalismo eurodistruttivo che dilaga in Europa(e che trova sponde in altri Paesi, a cominciare dagli Stati Uniti). Le elezioni in Sassonia-Anhalt hanno suonato nuovamente il campanello d’allarme. Partiti anti-Ue, xenofobi, pro-Russia sono presenti nella decina di Paesi che nel giro di un anno andranno alle urne. Non si tratterà di momenti elettorali d’interesse esclusivamente nazionale, perché in gioco c’è la tenuta stessa dell’integrazione europea. E benché la Commissione sia un organismo “tecnico” e non politico, Von der Leyen non potrà, come lo struzzo, nascondere la testa sotto la sabbia. Dovrà dimostrare che conta sull’appoggio dei partiti europeisti all’interno dell’Europarlamento (popolari, socialdemocratici, liberali, verdi) per far procedere l’Ue27, evitando di strizzare l’occhio alle forze di estrema destra ampiamente presenti in Emiciclo. E le stesse forze europeiste – a partire dal Ppe, che più volte si è alleato con l’estrema destra – dovranno dare segnali di ritrovata unità, in un orizzonte di impulso all’Europa della pace, della solidarietà, della democrazia e dei diritti.
Dalla Von der Leyen si attendono parole chiare su questo ampio scenario.

Gianni Borsa

*Agenzia Sir

Pubblicato in : Primo piano

Info Agenzia Sir

L’Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa) nasce nel 1988, per iniziativa della Federazione Italiana Settimanali Cattolici e con il sostegno della CEI.
Il primo numero del SIR settimanale (l’attuale Fatti e pensieri) porta la data del 13 gennaio 1989. Il 20 settembre 1995, l’Agenzia lancia il proprio sito Internet: si tratta di uno dei primi servizi web cattolici in Italia. Il sito verrà rivisto graficamente e nei contenuti nel 1998, nel 2003, nel 2005, nel 2010.
Nel 2001 prende avvio, d’intesa con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, SIR Europa: servizio d’informazione europea che concentra la sua attenzione su diversi temi e aspetti del nostro continente.

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