Nel momento in cui Di Maio dà dello ” sfigato ” a Salvini vuol dire che l ‘ argine si è rotto e che ormai la parola d’ ordine che è passata è ” liberi tutti “. Almeno fino alle Europee. La lite è diventata prassi quotidiana. Su ogni tema il distinguersi con attacchi anche feroci sta attraversando tutti gli esponenti politici della maggioranza. Ci si scontra sulla politica estera dal Venezuela alla Cina, sul tema della sicurezza, dei migranti, della legittima difesa, dei diritti civili, del convegno di Verona. E mentre fino a poco tempo fa il premier Conte giostrava in maniera equilibrata tra i suoi due vice, ora si comporta come un grillino puro, arrivando a provocare Salvini sullo ” ius soli “. Ma è solamente una sceneggiata elettorale, oppure veramente si è aperta una ferita insanabile tra Lega e M5S ? Difficile risposta, lo capiremo unicamente dopo il voto del 26 maggio. Certamente nelle elezioni regionali la Lega con il centrodestra vince, mentre il M5S dimezza i voti. Gli spifferi romani parlano di un Salvini sempre più deciso a prosciugare Forza Italia e costruire una nuova alleanza con la Meloni, Toti, Fitto e Musumeci, scaricando Berlusconi. Ma il vecchio leone, se pur ferito, in questi mesi darà battaglia. Sperando di riempire il vuoto che si sta creando al centro dopo lo spostamento a sinistra di Zingaretti e a destra di Salvini. Chi ci rimette in questa confusa bagarre è solo l’ Italia, alle prese con una grave stasi economica, che rischia di peggiorare dopo le elezioni europee. Mattarella è una garanzia, ma i miracoli non sono ancora alla sua portata
Volano gli stracci nel governo gialloverde
Chi ci rimette in questa confusa bagarre è solo l’ Italia, alle prese con una grave stasi economica, che rischia di peggiorare dopo le elezioni europee.

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