Caro Nicola
ho pensato di inviarti queste due righe per sapere se potevano interessare te e i lettori di Pensalibero.
In occasione del 150° anniversario dell’unione della Toscana al Regno avrei una proposta “provocatoria” (nel senso che potrebbe provocare un dibattito interessante……..).
Non sarebbe il caso di proporre il ricollocamento della statua equestre di Vittorio Emanuele II° (di Emilio Zocchi) in piazza della Repubblica?
Lo so che fin da Telemaco Signorini non si sono lesinate critiche (per Giovanni Fanelli neppure sufficienti) alla piazza stessa, senza però risolvere mai il problema.
Ma lei, la piazza, è ancora lì (non credo che qualcuno voglia distruggerla), tenuta in un “limbo urbanistico”, in attesa di cosa?……….. Di una terza guerra che bombardi Firenze e tolga il problema ai fiorentini?……………..
Quindi, la piazza resta ……………… zoppa, vuota, senza senso.
Non è forse preferibile una piazza che abbia il suo originario aspetto e significato (anche se agli architetti fa venire il mal di pancia), magari in attesa di una vera soluzione, piuttosto che una piazza con la giostra?……..
Qual’è il significato di questo luogo? Quello di un parco di divertimenti? Una Disneyland “curturale”?
Perché ora, di fronte a una tale aberrazione, a un tale vuoto, a un tale non-sense, gli architetti non si ribellano?
Se la piazza riacquisisse il suo monumento a Vittorio Emanuele II° (inaugurato non a caso il 20 settembre del 1890, ma poi spostato nel 1931 sul piazzale delle Cascine), indipendentemente dai mal di pancia di chi vuole dimenticare un pezzo fondamentale della nostra storia, non guadagnerebbe qualcosa? Non tornerebbe, finalmente, ad essere una Piazza?
Non voglio tediarti su funzione e significato di una piazza cittadina, però mi interesserebbe il tuo parere sulla mia “provocazione”.
Cari saluti, Andrea Viero
Il Re in Piazza della Repubblica? Oltretutto tramite una statua che Luigi Bertelli detto il Vamba ebbe subito a bollare come Emanuele a corpo sciorto? Devo riconoscere, caro Andrea, che come provocazione non c’è male.
Altro discorso se mi chiedi quanto ricollocare il monumento equestre potrebbe contribuire al recupero ed alla valorizzazione di Piazza della Repubblica. Credo che il trasloco non sarebbe seguito nemmeno dalla centesima parte dei fiorentini che si assieparono quando fu inaugurata, come ricordi, nel 1891, coi palazzi ancora in costruzione ricoperti da grandissimi teli.
E poco migliorerebbe l’aspetto ormai incerto della piazza.
Il grande danno, per Firenze, certo fu fatto quando si decise “il risanamento” o, per dirla coi critici di questa decisione “lo sventramento”. Tuttavia, all’epoca, secondo me, almeno la vocazione del luogo non venne tradita: centro commerciale e della vita cittadina era stato fino dall’epoca romana e tale restava a fine ‘800.
Ma oggi?
A me pare abbia perso l’anima. Almeno, fino agli anni ‘50 e ’60, ancora conservava la funzione di ritrovo dei fiorentini di ogni ceto: non solo i prestigiosi intellettuali delle Giubbe Rosse.
Centro degli affari non può più essere perché i tempi nuovi hanno portato l’economia ad organizzarsi diversamente. Ma nemmeno può essere, collocata come è tra i due poli, religioso e politico, di Firenze, un luogo completamente in balia di turisti, giostrai, saltimbanchi e prestigiatori.
Provocazione per provocazione, meglio, allora, per richiamare nuovamente i fiorentini, che vi si svolga, uno o due giorni la settimana, il mercato. Come in tutte le piazze più significative delle città, grandi e piccole, della Toscana.( N. C. )

Perché la finestra del mio “CONTRO IL RESTAURO DEL VISSUTO – VIVERE LE CITTA’ 1 ” è stata cancellata da una decina di giorni? Troppo difficile rapportare l’intervento a Firenze e a Pensalibero?
Caro Nicola
ti ringrazio della tua tanto sapiente quanto gradita risposta. Certo è tutto vero quello che dici, ma il vulnus al centro di Firenze resta, ancor più abbandonato, vuoto e senza senso, rispetto a quanto era già al tempo della sua realizzazione.
Colgo l’occasione per informarti che, comunque, non sono solo a pensarla come ti ho scritto (vedi “Urbanistica e memoria – Quella piazza glaciale. E la statua per rincuorarla.” di Renzo Manetti, architetto e urbanista, sul Corriere fiorentino del 15.11.09): omissis…….“una sola cosa rendeva meno povera la piazza: il monumento equestre a Vittorio Emanuele II°, che sorgeva esattamente al centro e dava un senso al grande spazio vuoto, rendendo meno assurdo l’arco che ad esso fungeva da quinta.”…….omissis.
Ne faccio, come avrai capito benissimo, una questione di estetica (con la quale, peraltro, un mercatino ordinato non sfigurerebbe) perché una piazza senza il suo punto di riferimento principale è tristemente orfana.
Perché allora, seguendo l’esempio di tutte le municipalità che hanno problemi controversi e irrisolti, non fare un concorso internazionale per la sistemazione della piazza? (Forse è ancora sanguinante la ferita dell’ingresso agli Uffizi?)
Resta il fatto che, così com’è, la piazza non va bene e la prima operazione storicamente corretta sarebbe quella di rimettere a posto il suo legittimo abitante. Poi l’eventuale concorso potrebbe trovare una sistemazione che ne rinnovi l’aspetto.
I fiorentini non meritano questo vuoto storico proprio nel cuore della loro storia.
l’antico centro della citta’ a vita nuova restituito. ecco ,si ,quale occasione miglire per restituire il sommo poeta alla sua citta’ collocandovi il suo monumento proprio al centro