Dobbiamo essere grati al segretario della UIL, Luigi Angeletti. La sua dichiarazione netta, chiara ed onesta, con la quale si è dissociato dall’appello comune rivolto da imprese e sindacati al governo per chiedere “un segnale di discontinuità nell’affrontare la crisi”, rappresenta uno di quei rari gesti che mettono a nudo il male oscuro della democrazia italiana: gli interessi apparentemente contrapposti che si alleano per il potere alla faccia degli elettori; l’ipocrisia delle rispettabili facciate che nascondono il vizio di dire cose ed adoprarsi per il contrario; l’abitudine dei poteri finanziari, sindacali e religiosi (ultimi ma non da meno!) di condizionare obliquamente la politica e l’adeguarsi di quest’ultima ai condizionamenti verso gli interessi costituiti a scapito dell’interesse generale.
Non stiamo a cincischiare: Confindustria, grande stampa, ambienti confessionali, associazioni economiche e sindacati, con l’appello promosso a vele spiegate dal Sole 24 Ore ed altri organi padronali si pongono un solo obbiettivo: portare a compimento il disegno di un nuovo governo docile ai loro voleri, senza prendersi il disturbo di chiedere agli elettori il loro parere. Il tutto in nome di un patto scellerato, del tutto simile a quello del ’92: da un lato via libera alle richieste dei poteri economici, soprattutto in tema di svendite del residuo patrimonio di aziende pubbliche; dall’altro disco verde al governo di una coalizione che, definendosi di sinistra o centrosinistra, offrirebbe la migliore copertura per questa ennesima rapina.
Il segretario della UIL, Angeletti, ha messo il dito nella piaga.
“Un comunicato – ha detto a proposito dell’appello- che in altri tempi si sarebbe definito in puro stile doroteo. Non appartenendo questo stile al nostro patrimonio culturale, in quel comunicato non possiamo riconoscerci”.
Per Angeletti, questi non sono tempi da “volemose bene”. Sono tempi da confronto duro di interessi contrapposti, altro che finte note unitarie!
E non è un caso che solo la UIL ed il suo segretario si siano dissociati. Storicamente la UIL è il sindacato che rappresenta i lavoratori di ispirazione laica, socialdemocratica e socialista. Nel corso della sua storia, che ha superato i sessanta anni, ha sempre dovuto farsi largo con posizioni che scompaginavano i giochi delle intese “coperte” tra forze politiche ed interessi economici apparentemente contrapposti.
Angeletti si è riallacciato coerentemente alla storia migliore della UIL e ci offre lo spunto per una considerazione. Nella crisi che appare senza sbocco della politica italiana, indicazioni utili e capaci di conquistare il rispetto dell’opinione pubblica sono venute dalla cultura laica e riformista rappresentata , in campo sindacale, dalla UIL.
E’ venuto il momento che da questa stessa cultura laica e riformista venga organizzata una proposta altrettanto forte che occupi lo spazio che le compete nella politica italiana.
P.

Bravo P. Hai colto nel segno.Anch’io come ho visto la notizia un paio di giorni fa l’ho commentata positivamente all’interno del gruppo “Garofano Giallo”, che sta tentando di riavvicinare tutte le anime che si richiamano al socialismo democratico e libertario.
Per inciso il gruppo, cui aderiscono circa un migliaio di “FACEBOUKISTI”, ultimamente sta organizzando un grande raduno a Stella per l’anniversario della nascita di Sandro Pertini.