
Ieri sono stato al carnevale di Viareggio, invitato da vecchi amici. C’era il sole, una folla enorme e tanti carri per una festa popolare bellissima.
Quest’anno c’è stato pure il ritorno della satira politica e i viareggini non hanno risparmiato l’ironia contro Meloni e i neofascisti ma anche contro la sinistra, a cui veniva somministrata l’estrema unzione.
Però il carro che mi è piaciuto di più è stata “la tempesta”, opera di Lebigre e Roger.
Questo il commento a spiegazione:
“Viviamo tempi turbolenti in una realtà complicata da guerre, povertà, con i diritti dei più deboli dimenticati e venduti a vantaggio del profitto di pochi e con un’economia folle e cannibale. E allora? Ci vorrebbe una bella Tempesta impertinente, colorata e potente che ci ridia lo slancio di un grande spirito. Una grande sciamana che spazzi via male, egoismo, indifferenza che faccia sprigionare l’energia di una nuova primavera.”
Al passaggio di questo carro, applaudissimo, mi sono persino commosso: sono scherzi che fa il carnevale di Viareggio.
Enrico Rossi

Lascia un commento