Accadrà a settembre. Intervento, nuova cura ormonale e poi il cambio ufficiale all’anagrafe. Chiara Romanini, 30 anni, avvocato e vice sindaco di Viareggio , diventerà Gianmarco. «E poi, finalmente, sarò quello che già all’età di sette anni ho sempre creduto d’ essere: un uomo». A Viareggio la storia la conoscono tutti o quasi e tutti avevano rispettato la scelta di questa persona sempre in prima fila nelle battaglie civili, onorando la sua privacy. Adesso Gianmarco ha deciso di fare outing, rivelando ai suoi concittadini che ha una compagna, che non vive in Toscana, e che desidera «avere una famiglia normale con figli grazie anche alla fecondazione eterologa che adesso è legale anche in Italia». Dal Tribunale di Lucca è intanto arrivato il nulla osta al suo intervento chirurgico.
Ecco, premetto, ma è solo mia opinione, che non sono convinta della bontà della fecondazione eterologa, per motivi, certamente non moralistici e nemmeno etici bensì emozionali e psicologici che coinvolgono i sentimenti di troppe persone, che non sto a spiegare e che ci porterebbero fuori tema.
Perchè il tema è: chi era Sergio per noi ragazzi e ragazze, ben quarantanni fa?
Era un amico, senza apostrofo. Nessuno della nostra generazione si poneva il problema del suo genere, rispettavamo la sua scelta, punto e basta.
Cosa è successo dopo, quando è esploso il gaypride e compagnia bella. E poi matrimonio e figli e uteri in affitto e banche del seme banche di embrioni e ovodonazioni e mezzi babbi e mezze mamme che si litigano i figli o altri che lasciano quello poco buono scegliendo quello buono, come meloni,… orrore .
Speriamo che venga riesumato re Salomone..
Forse semplificherò e banalizzerò il tema.. ma perchè quarantanni fa non scandalizzava e ora invece sta diventando una ragione di stato. Certo, molto è cambiato, perchè Sergio non sognava, o forse si, i famosi diritti civili. Forse ancora non pretendeva di essere ciò che non avrebbe mai potuto essere..era una persona a cui tutti volevamo bene e che stimavamo. E se avesse avuto una compagna l’avremmo accolta con grande piacere nel nostro gruppo.
E il pensiero vola dunque all’inizio degli anni 70, a Sergio. Ragazzo educatissimo, colto e gioviale, mio coetaneo, più o meno. Ogni tanto, quando aveva soldi sufficienti volava a Londra. Nulla di strano diranno i miei piccoli lettori, era il tempo di Mary Quant e di Carnaby street…Una marea di ragazzi andava a Londra in quegli anni. Woodstock e i figli dei fiori , gli hippies, mettete dei fiori nei vostri cannoni, fate l’amore e non la guerra ma che colpa abbiamo noi…. Nè più nè meno come oggi. Perchè la nostra generazione pssiede il trade mark… Si, lo so, i miei coetanei li hanno vissuti quegli anni, e diranno che barba che noia. Ma non è di questo che vorrei dire.
I giovani l’ hanno sentito dai genitori, i giovanissimi dai nonni.
Allora si parlava di rivoluzione sessuale, le donne si stavano emancipando e le ragazze volevano una libertà al pari dei ragazzi, dei maschi. Giustamente.
Ma forse non tutti sanno che, già allora, in modo timido e meno appariscent e si faceva avanti quel fenomeno, nihil novi, per carità, che poi sarebbe esploso alla fine del secondo millennio, negli ultimi decenni del secolo scorso. E la mia è un’esperienza, vissuta, avendo conosciuto e frequentato Sergio. Orgogliosa di averlo conosciuto. No, lo sottolineo perchè mi sono presa pure dell’omofoba….ma non è di questo che vorrei dire.
Sergio era nato donna. Non ricordo o non ho mai saputo quale fosse il suo nome all’anagrafe, alla nascita.
Sergio era per tutti noi un punto di riferimento, un ragazzo saggio e intelligente, molto gentile e dolce.
Non pretendeva di essere un uomo a tutti gli effetti, sapendo che nonostante tutti gli interventi, forse non lo sarebbe mai stato. O magari lo sperava. Non diceva «Voglio famiglia e figli» o magari ci sperava.
Non sono riuscita a rintracciarlo e me ne dispiace.
Di lui mi è rimasto un libello di poesie, “Luce nuova”, copia numerata e firmata dall’autore, a cura della Galleria d’arte Lo Sprone di Firenze con poesie dal 71 al 74 finito di stampare nel gennaio del 75. Copertina di Alessandra Dini.
Dove tutto finisce
vorrei darti qualcosa
che non ha fine
Quando le stelle
s’incontrano nel sole,
troverai un pensiero
che ti parla di me
Il vice sindaco Gianmarco, alle prese con un’estate bollente per i conti del comune che le passate giunte hanno lasciato con un deficit di 53 milioni di euro, ha già iniziato da tempo le cure ormonali. «Sono pesanti e mi scuso con qualcuno per le mie intemperanze», ha raccontato al Secolo XIX di Genova che ha anticipato la notizia. Poi una battuta: «Tra poco il sindaco dovrà rivedere le quote rosa». E in famiglia? Qualche problema l’ha avuto, soprattutto all’inizio («mio babbo aveva intuito») poi le cose sono migliorate. Il futuro? «Non m’interessa la carriera, solo avere una belle famiglia, figli e serenità».
Auguri, Gianmarco!

Salve, anche io per caso, dato che ogni tanto dò un’occhiata a pensalibero dove collaboro attivamente ormai da diversi anni, in modo amatoriale, vedo questo commento, graditissimo. Ho conosciuto Sergio e l’ho descritto così come lo ricordo. Non so più nulla di lui, ho cercato ma invano e forse non con i canali giusti. Anche io conservo il suo libro di poesie con affetto. Chissà se insieme potremmo riuscire a rintracciarlo. Vedo che pensalibero “dimentica” data e nome degli autori di articoli passati, dopo qualche anno. Tirerò graziosamente le orecchie al direttore e al web master ….
Magari sentiamoci , Alberto.
Un saluto,
Carla Ceretelli
ok
Salve, per pura casualità, la mia compagna mi ha regalato Luce nuova e me ne sono innamorato.
Utilizzo Chiaseranto nei miei cut-up o per prendere ispirazione per altri lavori.
Dall’articolo mi pare chiaro che sia mancato e mi spiace perchè mi sarebbe tanto piaciuto incontrarlo.
Sapete se vi sono delle fonti sulla sua vita o altre raccolte di sue poesie?
Mi piacerebbe sapere anche dove riposa per fargli un saluto.
Grazie