
Bruno Vespa è da decenni l’emblema di un giornalismo che ha smesso di fare domande e ha iniziato a costruire narrazioni di potere. La sua non è più informazione. É legittimazione e propaganda travestita da salotto televisivo.
Il problema non è una frase, un servizio o una puntata. Il problema è un metodo. È quell’aria da notaio della politica italiana che certifica ciò che conviene certificare e sorvola sistematicamente su ciò che disturberebbe davvero il potere.
Da anni Vespa rappresenta un modello preciso: quello del giornalista che non mette mai realmente in difficoltà chi governa, che non rompe mai lo schema, che non rischia mai. Un giornalismo rassicurante per chi sta in alto e inutile per chi sta sotto.
Ma quando Bruno Vespa dice “stai zitto” a un parlamentare, non siamo più nel terreno del giornalismo discutibile. Qui si supera un confine.
Non è più una conduzione di parte, non è più un’impostazione accomodante verso il potere: è un atto che colpisce direttamente il principio stesso del confronto democratico.
Enrico Rossi

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