• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Vescovi svizzeri, voto sull’iniziativa anti-migranti: “La fede cristiana invita a costruire ponti e a nutrire la speranza”

“La fede cristiana invita a costruire ponti e a nutrire la speranza di una convivenza giusta e pacifica”. E’ quanto ricorda la Conferenza dei vescovi svizzeri in una nota diffusa sull’iniziativa referendaria “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)”, che sarà sottoposta a votazione domani, domenica 14 giugno. L’iniziativa – promossa dall’UDC, principale partito della destra svizzera – chiede di limitare la popolazione residente permanente nel Paese, stabilendo che non possa superare i dieci milioni di abitanti prima del 2050. Se la popolazione residente permanente superasse i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050, il Consiglio federale e il Parlamento sarebbero obbligati a stringere drasticamente i criteri per il diritto d’asilo e il ricongiungimento familiare. E se queste misure non bastassero, la Svizzera dovrebbe disdire gli accordi internazionali che favoriscono la crescita demografica, mettendo a serio rischio sia l’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, sia la partecipazione ai trattati di Schengen e Dublino. Tanto che alcuni hanno definito l’iniziativa una potenziale “Brexit svizzera”.

di Agenzia Sir | 15 Giugno 2026

di M.Chiara Biagioni*

“La fede cristiana invita a costruire ponti e a nutrire la speranza di una convivenza giusta e pacifica”. E’ quanto ricorda la Conferenza dei vescovi svizzeri in una nota diffusa sull’iniziativa referendaria “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)”, che sarà sottoposta a votazione domani, domenica 14 giugno. L’iniziativa – promossa dall’UDC, principale partito della destra svizzera – chiede di limitare la popolazione residente permanente nel Paese, stabilendo che non possa superare i dieci milioni di abitanti prima del 2050. Se la popolazione residente permanente superasse i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050, il Consiglio federale e il Parlamento sarebbero obbligati a stringere drasticamente i criteri per il diritto d’asilo e il ricongiungimento familiare. E se queste misure non bastassero, la Svizzera dovrebbe disdire gli accordi internazionali che favoriscono la crescita demografica, mettendo a serio rischio sia l’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, sia la partecipazione ai trattati di Schengen e Dublino. Tanto che alcuni hanno definito l’iniziativa una potenziale “Brexit svizzera”.

Nel presentare l’iniziativa popolare il Consiglio federale spiega che alla fine del 2025 la Svizzera contava circa 9,1 milioni di abitanti. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone nel 2002 la popolazione è aumentata di circa 1,7 milioni di persone e l’aumento è dovuto soprattutto all’immigrazione. Il numero di immigrati dipende principalmente dal mercato del lavoro. In tempi di prosperità economica, le imprese ma anche strutture pubbliche come ospedali e case di cura, non trovano sufficiente personale in Svizzera e si rivolgono spesso all’area dell’Unione europea per reperire la manodopera specializzata mancante.

​In vista del voto, la Conferenza dei vescovi svizzeri ha pubblicato un documento di orientamento intitolato “Sviluppo demografico, migrazione e bene comune”. Pur non dando un’indicazione di voto esplicita e diretta (come da tradizione per non violare la neutralità politica delle urne), i vescovi invitano i loro fedeli “a informarsi con attenzione, a discernere le argomentazioni e a mantenere uno dialogo rispettoso”. Ma soprattutto ricordano “i valori fondamentali della dottrina sociale della Chiesa, volti a promuovere il bene comune e una convivenza armoniosa”. I vescovi citano l’enciclica Fratelli tutti in cui “Papa Francesco invita in particolare ad affrontare le sfide sociali con spirito di solidarietà e di amicizia sociale, favorendo una vera cultura dell’incontro. Il fulcro di questo approccio – spiegano i vescovi – è la dignità inviolabile di ogni essere umano”.

“Le decisioni politiche e sociali devono sempre rispettare la persona, in particolare coloro che sono più vulnerabili, in cerca di protezione, o ancora troppo facilmente giudicati e condannati in modo generalizzato”.

Per “bene comune” si intende “accesso ad alloggi a prezzi accessibili, a infrastrutture sostenibili, all’istruzione, all’assistenza sanitaria, alla sicurezza e alla coesione sociale”. La nota della Conferenza episcopale svizzera fa riferimento in particolare alla tutela del matrimonio e della famiglia che “costituisce un bene prezioso” mentre “le separazioni familiari inutili contraddicono il senso di responsabilità sociale”.

Il documento invita a superare i timori legati all’esclusione, evidenziando che in un mondo interconnesso la solidarietà, lo Stato di diritto e la cooperazione internazionale con l’Europa e il resto del mondo sono fondamentali per la coesione sociale e il bene comune. “La solidarietà richiede un trattamento giusto e dignitoso delle persone in situazioni di vita difficili, nonché una cultura del dibattito che tenga conto con serietà delle preoccupazioni, senza tuttavia alimentare né legittimare l’esclusione”, scrive l’episcopato svizzero che aggiunge:

“In un mondo profondamente interconnesso, lo Stato di diritto, l’affidabilità delle istituzioni e una cooperazione internazionale responsabile sono indispensabili”.

M.Chiara Biagioni

*Agenzia Sir

Pubblicato in : Dossier

Info Agenzia Sir

L’Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa) nasce nel 1988, per iniziativa della Federazione Italiana Settimanali Cattolici e con il sostegno della CEI.
Il primo numero del SIR settimanale (l’attuale Fatti e pensieri) porta la data del 13 gennaio 1989. Il 20 settembre 1995, l’Agenzia lancia il proprio sito Internet: si tratta di uno dei primi servizi web cattolici in Italia. Il sito verrà rivisto graficamente e nei contenuti nel 1998, nel 2003, nel 2005, nel 2010.
Nel 2001 prende avvio, d’intesa con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, SIR Europa: servizio d’informazione europea che concentra la sua attenzione su diversi temi e aspetti del nostro continente.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti