
Tragico per destino, infido per necessità. Chi vorrebbe essere al posto di Trump e Putin?
L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sono considerati dalla Russia come possibili sedi per un vertice tra il presidente americano Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, hanno detto all’ agenzia di stampa britannica Reuters due fonti russe a conoscenza delle discussioni. Trump ha affermato di volere porre fine alla guerra in Ucraina il prima possibile e si è detto pronto a incontrare Putin. Putin si è congratulato con Trump per la sua elezione e ha dichiarato di essere pronto a incontrare Trump per discutere di Ucraina ed energia. Una fonte ha detto che in Russia c’è ancora una certa opposizione all’idea, poiché alcuni diplomatici e funzionari dell’intelligence sottolineano gli stretti legami militari e di sicurezza che sia il Regno che gli Emirati Arabi Uniti hanno con gli Stati Uniti. L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti non hanno risposto alle richieste di commento. Il Cremlino ha rifiutato di commentare. Mosca sta prendendo in considerazione l’Arabia Saudita o gli Emirati arabi uniti per organizzare il vertice fra Donald Trump e Vladimir Putin, scrive la Reuters, rilanciata dal Moscow Times, citando fonti informate. I Presidenti di Russia e Stati Uniti hanno ribadito la loro intenzione di incontrarsi per porre le basi del negoziato per una soluzione del conflitto in Ucraina. Funzionari di alto grado russi si sono recati personalmente nei due Paesi per valutare la possibilità anche se elementi del corpo diplomatico e dell’intelligence hanno sollevato obiezioni a causa dei loro stretti legami militari e di intelligence con gli Usa. Nessuno dei due Paesi ha aderito alla Corte penale internazionale che nel 2023 aveva spiccato un mandato d’arresto per Putin – che ha visitato sia Arabia saudita che Emirati arabi uniti alla fine di quell’anno – per presunti crimini di guerra legati al trasferimento di minori ucraini in Russia. “Proprio il mese scorso, ancora una volta, la Gran Bretagna ha individuato una nave spia russa nelle acque britanniche e avete chiarito a Mosca che tali atti britannici erano semplicemente inaccettabili. Per fermare questi attacchi una volta per tutte, dobbiamo alzare il tiro e assicurarci che la nostra deterrenza non lasci spazio a dubbi. Possiamo farlo investendo ancora di più nella difesa. Per dirla in un altro modo, per prevenire la guerra, dobbiamo spendere di più”. Lo dice il Segretario generale della Nato Mark Rutte in un punto stampa con il premier britannico Keir Starmer nella sede della Nato. “L’impegno inglese per la Nato è più forte che mai: abbiamo discusso come affrontare insieme la minaccia russa. Stiamo lavorando per finire la guerra ma dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare la difesa ucraina. Sono qui per lavorare con i partner europei contro Putin”. La Gran Bretagna è orgogliosa di lavorare con la Nato. Vogliamo una messa a punto un piano ambizioso tra Gran Bretagna e Europa sulla difesa”, ha aggiunto. Vladimir Putin ha firmato un decreto sullo svolgimento di un analogo dell’Eurovision: Intervision. Il concorso musicale si terrà nel 2025 a Mosca e nella regione di Mosca. Secondo il decreto, il concorso si svolge “al fine di sviluppare ulteriormente la cooperazione culturale e umanitaria internazionale”. Il candidato alle presidenziali rumene Calin Georgescu ha dichiarato che le sue recenti affermazioni sulla partizione dei territori ucraini sono “un’ipotesi assolutamente teorica”, ha detto ai microfoni del canale All News privato Digi24. Ha anche definito “limitato” chi lo aveva criticato e ha proseguito: “Stavo parlando di una cosa molto semplice, comunque. La Polonia ha ricevuto cento milioni di euro dall’Unione Europea per il rafforzamento della frontiera con la Russia e la Bielorussia: lo ha reso noto il premier polacco, Donald Tusk. “Convincerò (i leader europei) che non c’è alternativa, che l’Europa deve finanziare il nostro confine orientale, lo ‘Scudo orientale’. Tusk ha parlato al suo arrivo a Bruxelles dove si terrà un vertice informale dei Capi di stato e di governo dell’Ue dedicato alle necessità della Difesa europea ma in cui il dibattito verrà probabilmente dominato dai dazi minacciati dall’Amministrazione Trump. Nell’ultimo anno del mandato del Presidente Joe Biden, le decisioni sulle spedizioni chiave e sulle armi in Ucraina sono state bloccate non solo da mesi di ritardi del Congresso, ma anche da dibattiti interni sui rischi di escalation con la Russia, nonché da preoccupazioni sul fatto che le scorte statunitensi fossero sufficienti: lo rileva un’inchiesta dell’agenzia britannica Reuters. Ma come fate a invocare la nostra comprensione e il nostro rispetto se ci sparate adosso senza che noi vi spariamo adosso?
Giuseppe Basilico

Lascia un commento