Sul dorso toscano del Corriere della Sera, Franco Camarlinghi, amico e talvolta collaboratore di Pensalibero ( peccato talvolta! ) ha dipinto da par suo l’affresco del PDL e del suo indiscusso leader in Toscana.
Ma sarebbe riduttivo affermare che nell’affresco di Camarlinghi si staglino solo le vicende del PDL e della Toscana. La storia politica ed imprenditoriale di Verdini è densa di rapporti trasversali. Nella piana fiorentina, tra Firenze e Prato, popolata di Comuni densamente abitati e industrializzati, tutti da sempre orientati a sinistra, non si conquista una banca senza adeguati appoggi, quando, politicamente, le uniche esperienze erano stati un paio di insuccessi nelle liste repubblicane.
Del resto Verdini da consigliere regionale, prima di arrivare al parlamento nazionale, era l’interlocutore privilegiato delle giunte di sinistra. Il suo assenso fu decisivo per il varo della legge elettorale regionale ( via le preferenze, soglia di sbarramento al 4%, premio di maggioranza ) sulla quale fu poi ricalcata quella per il parlamento nazionale. Nello spiegare i motivi dello sciagurato inciucio, Verdini ed i suoi, compresa AN, non si peritarono a rivendicare come grande merito l’avere ottenuto che i consiglieri regionali passassero da 50 a 65, in modo da garantire a Forza Italia l’elezione di almeno un consigliere in ogni provincia.
Sulla scelta dei candidati, deboli e perdenti, alle cariche di presidente della Regione Toscana e Sindaco di Firenze, si è detto di tutto: persino che a Verdini stesse bene perdere pur di continuare a farsi gli affari suoi. Di sicuro leggende metropolitane, anche se le scelte non depongono certo a favore del Verdini leader politico. Diverso, invece, il giudizio sulle sue capacità di guadagnarsi alleanze e appoggi nell’attività imprenditoriale. Sono le attività per le quali risulta indagato nelle ultime eclatanti indagini sulla presunta “Cricca delle grandi opere”, sulla altrettanto presunta P3, etc.
Nella rossa Toscana, alleanze ed appoggi dell’imprenditore Denis Verdini e dei suoi amici e soci più stretti, sono trasversali.
Ecco perché l’articolo di Camarlinghi potrebbe non riguardare solo il PDL e la Toscana e offrire uno spaccato più ampio, politicamente e geograficamente. Spaccato di cui viene data anche la chiave di lettura.
P.

Mi pare che l’unica trasversalità possibile sia quella che, si chiami P3 od in altro modo ,sistema in Toscana ed a Firenze in particolare, affari e politica . Non lo si vuol dire ?