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verbale riunione 15 febbraio 2007 club portofranco

di Redazione Pensalibero.it | 22 Febbraio 2007

Milano , 15 febbraio 2007

La riunione del Club Porto-Franco dedicata al “ Contenitore politico “ ha visto la presenza di una quarantina tra soci e simpatizzanti , prima di dar vita ad un interessante dibattito con quindici interventi , tutti ascoltati molto attentamente : ciascun partecipante ha avuto l’impressione di aver potuto conoscere posizioni tra loro anche molto diverse, ma tutte indistintamente formulate con spirito di grande attenzione, non dettata esclusivamente dall’educazione ,alle parole altrui .
L’incontro è iniziato con la discussione e l’approvazione ( con alcune riserve formulate da Corridore, Caputo e Marossi ) di un documento proposto dalla Presidenza dell’assemblea sulla questione Br : il documento , oltre alla sentita solidarietà a Pietro Ichino , contiene un giudizio molto netto sulla pericolosità del fenomeno emerso al termine della brillante indagine condotta da Procura e forze dell’Ordine ed una denuncia delle sottovalutazioni politiche e, soprattutto, della pericolosità degli atteggiamenti corrivi verso minoranze rumorose e massimaliste che sono presenti anche in Parlamento, che forniscono copertura politica oggettiva alla criminalità politica.

In apertura di riunione si è dato conto della assenza per cause di forza maggiore di Luciano Belli Paci , della mozione Mussi-Salvi-Spini al congresso dei Ds , che conferma il proprio interesse a partecipare al confronto ; e di quella di Felice Besostri , della medesima mozione, che , impossibilitato ad essere presente di persona, ha inviato un intervento via mail , proponendo la costituzione di un “osservatorio” permanente a Milano , per continuare il confronto che questa sera in qualche modo si avvierà.

Il dibattito vero e proprio si è aperto con l’intervento di Brunella Polignano , aderente al Club ed all’Associazione Radicale Milano, che ha ricordato come molti si siano riavvicinati alla politica con il progetto Rnp , oggi in stallo irreversibile. La gente, ed in particolare i giovani , partecipano alle iniziative riguardanti argomenti di loro interesse, non per richiamo di partito : a questo proposito , i temi e le proposte sollevati dai “volenterosi” vanno in questa direzione .
Brunella afferma di non saper indicare un possibile “contenitore” di queste istanze politiche , ma sottolinea come sia importante che l’area politica che si ritrova su queste scelte e su queste tematiche trovi occasioni per fare iniziative politiche assieme.
Tomaso Greco, segretario milanese de “I Socialisti” , ritiene che se il problema fosse “far pesare” il riformismo la soluzione migliore sarebbe entrare nel Partito Democratico . Per Greco occorre lavorare prioritariamente su Milano attraverso una sorta di “Federazione dei riformisti” : più che nuovi pensatoi , occorre lavorare da subito ad una formazione / partito : i contenuti sono importanti, ma in questo momento è più importante concentrarsi sul contenitore.
Paolo Zinna, socio del Club ed esponente dell’Associazione +39, considera velleitario in termine di sbocco politico il tentativo dei “Volenterosi” Occorre ragionare in termini di referenti sociali e di rappresentanza , aggregando le forze omogenee : in tal senso considera fondamentale la presenza e la vicinanza dell’Associazione Radicale Enzo Tortora. Zinna si dichiara agnostico e certo non pregiudizialmente contrario al Partito Democratico , ma trova controproducente l’appello ad aderire alla mozione Fassino , perché delinea un’adesione acritica a nome della tradizione socialista ad un progetto non ancora chiaro nemmeno ai proponenti.
Non è possibile farsi intrappolare in un progressismo generico e senza principi . Zinna vede in maniera diversa , e con evidente maggiore simpatia , la proposta di costituente e manifesto liberal socialista formulato da Turci , quantomeno come direzione di marcia se non come punto di arrivo.
Alberto Grancini , socio del Club ed assessore provinciale per lo Sdi, considera l’operazione Partito Democratico esclusivamente un’operazione di potere . Ritiene tuttora validi i contenuti della fallita Rnp e considera molto interessante il tentativo di Turci : è ben chiaro che occorra andare oltre lo Sdi , che tuttavia può garantire una base organizzativa all’auspicata aggregazione politica . E’ il momento di mettere fine alla proliferazione di associazioni e partitini e di dare vita ad un Partito , realizzando quella parte di disegno Rnp che non siamo stati capaci di realizzare.
Roberto Caputo , consigliere provinciale neo aderente allo Sdi ( ed al Club) , concorda con il no al Partito Democratico e sulla necessità di discutere del contenitore in termini operativi. La fusione Ds-Margherita apre uno spazio politico significativo : dobbiamo garantire un approdo ai tanti che non entreranno nel futuro PD. A Milano abbiamo un problema ancora più grave , perché complessivamente il gruppo dirigente del centro-sinistra ha inanellato talmente tanti errori da essersi ormai praticamente autodistrutto : è quindi su Milano che dobbiamo concentrare la nostra azione e lo spirito di aggregazione . Caputo ha ricordato infine come l’adesione al Pse sia la discriminante ineludibile, proprio quella che mina alla base la nascita del PD.
Davide Corridore, consigliere comunale , ha esordito ricordando come il cambiamento della politica sia stato così profondo da rendere impossibile il ritorno al vecchio schema di partito . Il passaggio della politica dal “luogo” delle organizzazioni partitiche al “non luogo” delle comunicazioni , di Internet , ha fatto sì che il “contenitore” sia in realtà una capacità relazionale reticolare.
Corridore si dichiara agnostico nei confronti del PD come alcuni che lo hanno preceduto : le caratteristiche attuali sembrano tali da non essere una soluzione positiva , può darsi che diventi con il tempo qualcosa di diverso e di migliore.
Il nostro problema è avere chiaro che il tema fondamentale del fare politica è creare organizzazioni e movimenti di scopo : nel nostro caso, una rete che abbia come “scopo” la città . In mancanza di uno scopo comune , le “identità” tendono a mangiarsi fra loro , erodendo il perimetro del consenso invece che allargarlo.
Il nostro obiettivo può essere la sfida per un nuovo governo cittadino , che lavori sui problemi della città , cercando di rappresentare i giovani , gli “outsider” che si moltiplicano in virtù di una politica di maggioranza che esclude e si rinserra nel recinto del proprio consenso elettorale . Il mancato investimento sui giovani a Milano porta ad una nuova grande povertà , la mancanza di speranza nel cambiamento. A parere di Corridore occorre lavorare da subito a questo progetto , rompendo il ciclo perverso degli appuntamenti e delle candidature successive che riporterebbero inevitabilmente il centro sinistra a ridursi agli ultimi mesi del 2011 ad effettuare le proprie scelte : lavorare da subito , senza competizione interna, al progetto significa fare grande politica nazionale partendo dalla realtà civica , non rinserrarsi in una realtà provinciale.
Andrea Parini, socio del Club e dirigente nazionale dello Sdi, ha affermato che i “contenitori” attuali contengono in realtà solo un certo numero di persone , i “credenti” nell’identità o nelle tradizioni , e non dimostrano capacità di elaborazione ed aggregazione politica . Occorre quindi partire dai contenuti , anche a costo di sacrificare persone ed ambizioni personali, perché il contenitore nasce attraverso il lancio di battaglie politiche mobilitanti : il debito pubblico si abbatte affrontando a viso aperto le questioni sanità, pensioni , riforma della Pubblica Amministrazione.
Ben sapendo che intraprendere una battaglia significa individuare degli avversari politici , nei conservatori di ogni risma.
Giacomo Properzj, storico esponente repubblicano milanese, si è dichiarato molto contento di aver trovato nella serata così tanti interessanti interlocutori per quel progetto di rinascita dellapoltica e di coinvolgimento dei giovani che egli stesso sta cercando di avviare attraverso l’iniziative delle “Cene” che pure è già giunta a duecento partecipanti : soprattutto ci si è trovati tra persone che pensano al futuro e non hanno la testa rivolta ad un passato pure glorioso. Properzj ha creduto alla Rnp , così come negli anni giovanile aveva vissuto con entusiasmo e partecipazione la straordinaria avventura della “Rosa” di Mitterrand. Lo spazio elettorale , soprattutto a Milano , esiste ed è evidente : la percentuale della lista Ferrante e della Rnp , nelle ultime elezioni , ammontava a circa il 10 % : occorre lavorare , da subito , per prepararsi a riconquistare il Comune .
Per far questo occorre ragionare sulla grande area metropolitana e sui soi problemi , occorre fare una opposizione molto decisa alla politica immobilista e continuista della maggioranza e della Giunta Moratti , cercando di mettere argine ai disastri , quali la svendita delle aziende gioiello quali l’Aem , che questi si sono trovati e che null’altro hanno saputo fare che mettere all’incasso, privando il Comune in futuro di essenziali strumenti di azione e sviluppo.
Marco Dragone, socio del Club , ha fatto notare come curiosamente nel centrosinistra dopo le sconfitte e nelle difficoltà, invece di cambiare i gruppi dirigenti , si sia proceduto e si cerchi ancora di procedere a ..cambiare i partiti ! Occorre fare subito un partito , con una dose di follia indispensabile , per rimettere insieme questa area che l’esperienza di Porto-franco ha contribuito ad individuare : ricordandosi però che a questa area serve anche un leader che la riunifichi.
Walter Marossi , altro socio del Club Porto-Franco , ritiene che il contenitore in realtà sia individuato , ed è il candidato sindaco o presidente , con gradazioni diverse in funzione delle differenti leggi elettorali : è il candidato che propone , media , individua la linea ed il progetto . I partiti identitari non hanno grande senso, non presentano effettive grandi differenze politiche e non sono più propositivi . Anche Marossi pensa che si debba ragionare di reti , all’interno delle quali i partiti hanno compiti di organizzazione : quello che dobbiamo fare è cominciare a discutere subito delle candidature e costruire intorno ad esse il progetto e la politica.
Sergio Vicario ha ricordato come l’esperienza di Porto-Franco sia stata proprio quella di individuare una identità , attraverso scelte come quelle di adesione al Manifesto di Euston , e contribuire a creare reti . La trasversalità che viene assicurata dalle battaglie politiche come quelle sui diritti civili, sui “fannulloni” , sulle infrastrutture rinviate o negate , è indispensabile per non essere rinchiusi nel recinto di una sinistra nella quale per inerzia prevale costantemente l’istinto conservatore rispetto alla voglia ed alla propensione a rischiare che non è certo tipica di gruppi addensati per questioni di puro potere o antiqualcosa.
Per dare seguito al dibattito di stasera, ha detto Vicario,noi mettiamo a disposizione le piccole capacità relazionali e politiche di cui disponiamo , cercando negli altri , nei consiglieri nelle istituzioni , nelle formazioni e nei partiti di area , le altre “maglie” di una ideale rete riformista .
Mario Artali , primo firmatario dell’appello dei “socialisti per Fassino” , ha invitato tutti al realismo ed a prendere atto del fatto che nessuno può affermare di avere in tasca la soluzione giusta . A parere di Artali , se il Partito democratico si farà , non potrà che essere un partito socialdemocratico, membro del Pse. In qualsiasi caso , la scelta di Artali e di altri compagni è quella di mantenere , attraverso il De Amicis piuttosto che altri Club ed associazioni come Porto-Franco, un terreno comune di confronto e contatto di area , senza dare e subire scomuniche .
Il Presidente del Club , Franco D’Alfonso , ha tratto alcune “non-conclusioni” della serata . Non si è sciolto il nodo, né poteva esserlo, se è nato prima l’uovo – contenuti oppure la gallina – contenitore : ma si è potuto verificare che quanti si muovono in questa area si ritrovano tendenzialmente d’accordo su scelte politiche niente affatto scontate, come per esempio quelle contenute nel documento Br-Ichino approvato in inizio di serata.
Le scelte sul “contenitore” non competono certo al Club porto-Franco , il cui ruolo è diverso e riguarda , come ricordato da Sergio Vicario , il suscitare discussioni e creare reti e relazioni positive: questo compito spetta ad altri , come l’associazione di Turci che organizza un incontro a Bertinoro il 3 e 4 marzo prossimo al quale parteciperanno quasi tutti i presenti alla serata.
Il Club intende riprendere nel futuro immediato il tema di Milano , della costruzione di un progetto politico e del lancio di una candidatura vincente a Sindaco , iniziando a tessere le prime maglie di quella “rete” da tutti invocata come elemento essenziale di una rinascita riformista.

– Torna all’articolo sul Club Porto Franco

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