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Vendite al dettaglio. Boom E-commerce. Vogliamo ancora limitare gli orari dei negozi?

Per chi avesse ancora dei dubbi: il consumatore non è un soggetto manipolato dal venditore, ma è colui che decide quando e dove. L’interazione tra consumatore che sceglie e venditore che propone (anche attraverso la pubblicità) è la base del business di tutti gli attori del commercio.

di Vincenzo Donvito | 9 Febbraio 2020

I dati Istat sulle vendite al dettaglio dello scorso mese di dicembre 2019 sono esplicite: +0,5% rispetto all’anno prima e – soprattutto – +38,3% per E-commerce (1).
A parte l’aumento delle vendite in assoluto, che vuol dire buona salute per tutti, venditori e compratori, il +38,3% dell’E-commerce balza subito agli occhi e fa fare più di una considerazione, per il presente e per il futuro nonché per tutti gli attori coinvolti nella filiera del commercio.
Dato per acquisito che il mese di dicembre è un mese particolare per vendite e acquisti, rimane il fatto che queste percentuali di crescita sono comunque calcolate rispetto ad un altro dicembre, quello dell’anno prima. Per cui parlare di crescita da un lato, e boom dall’altro ha una certa logica.
Logica che deve prendere in considerazione il mercato e la concorrenza. E sembra proprio che quella dei negozi online stia conquistando il mercato: comodità, apertura 24/24, costi più bassi, consegne sempre più veloci e meno costose.
Come attrezzarsi per garantire tutti gli attori del commercio, negozi fisici inclusi?
Certamente non dando credito a chi, nel governo e non solo, ha progetti super sponsorizzati (anche da parte delle associazioni di commercianti) per limitare gli orari di apertura dei negozi. In genere, i sostenitori delle limitazioni di orari paventano scenari disastrosi per i commercianti che, costretti a star dietro agli orari delle grandi catene di vendita, con la limitazione di questi orari per tutti (grandi e piccoli), dovrebbero essere salvati. Scenari che, grazie anche ai numeri forniti oggi dall’Istat, sono fuori della realtà. Che è quella di acquirenti che si rivolgono lì dove per loro è più conveniente, in termini di prezzo e disponibilità, e se un negozio (come l’E-commerce) è aperto 24/24… più comodo di così?
Per chi avesse ancora dei dubbi: il consumatore non è un soggetto manipolato dal venditore, ma è colui che decide quando e dove. L’interazione tra consumatore che sceglie e venditore che propone (anche attraverso la pubblicità) è la base del business di tutti gli attori del commercio. Credere, come fa chi vuole limitare gli orari dei negozi, che siano invece solo i venditori a decidere e indirizzare il mercato, si mette fuori di una realtà in cui i consumatori scelgono anche in base alla propria comodità.
E’ evidente che il negozio di strada comunque compete male con l’E-commerce, se offre gli stessi prodotti e gli stessi servizi. Quindi questo negozio ha bisogno di differenziarsi, soprattutto per il servizio. Vogliamo levare, al negozio di strada, il servizio della libertà degli orari di vendita? A nostro avviso sarebbe solo un’ulteriore limite alla libertà di mercato e di concorrenza, prerogative che sono alla base di qualunque business.
L’E-commerce è altamente probabile che continuerà a crescere e sostituire i negozi di strada. Ma per impedire che questi ultimi, fatte le loro dovute scelte di differenziazione dei prodotti e del servizio (base, a nostro avviso, della loro esistenza), non abbiano buone opportunità, è bene che siano liberi di decidere i tempi delle loro offerte.
Auspichiamo che, nella “strana” maggioranza che tiene in piedi il nostro governo, quelli sensibili alla libertà di commercio tengano in considerazione queste valutazioni contro chi, invece, ha tra i suoi programmi irrinunciabili (almeno, così dicono…) la limitazione degli orari degli esercizi commerciali.

1 – https://www.aduc.it/notizia/vendite+al+dettaglio+dicembre+crescita+boom_136687.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: aduc, consumatori, costi, futuro, governo, istat, mercato, notizia, stia

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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