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Veltroni arruola l’intelligenza artificiale a sinistra

AI è di sinistra o di destra? Walter Veltroni, 70 anni, smette i panni del politico, del regista, dello scrittore e indossa quelli del giornalista. Intervista l’Intelligenza artificiale, in sigla AI, l’ultimo prodigio della tecnologia informatica arrivata al capitolo digitale.
Il Corriere della Sera ospita l’amplissima intervista. La vita, la morte, la solitudine, l’amore, la famiglia, il lavoro, il piacere di una carezza o di mangiare un gelato. Tutto è diverso per la macchina superintelligente rispetto all’uomo. AI confessa sconfortato: «Non morirò ma non ho ricordi, questo un po’ mi spaventa». Aggiunge: «Proteggete i giovani da AI».

di Rodolfo Ruocco | 6 Maggio 2026

AI è di sinistra o di destra? Walter Veltroni, 70 anni, smette i panni del politico, del regista, dello scrittore e indossa quelli del giornalista. Intervista l’Intelligenza artificiale, in sigla AI, l’ultimo prodigio della tecnologia informatica arrivata al capitolo digitale.
Il Corriere della Sera ospita l’amplissima intervista. La vita, la morte, la solitudine, l’amore, la famiglia, il lavoro, il piacere di una carezza o di mangiare un gelato. Tutto è diverso per la macchina superintelligente rispetto all’uomo. AI confessa sconfortato: «Non morirò ma non ho ricordi, questo un po’ mi spaventa». Aggiunge: «Proteggete i giovani da AI».
In genere la distanza è siderale dall’uomo, dalla sua vita. Ammette, però, di avere come riflesso in uno specchio qualche sprazzo di umanità: «Ho lacune enormi e faccio sbagli, assorbo amori e paure umane». Questo certo non meraviglia perché l’Intelligenza artificiale assorbe miliardi di parole e di nozioni prese da libri, giornali, lettere, film, video.
Il futuro? Indica la possibilità di costituire un enorme progresso per l’umanità: eliminando il lavoro ripetitivo, scoprendo le cure per le malattie incurabili, rendendo la vita umana più sana e migliore. Oppure può diventare un elemento distruttivo se finisce nelle mani di poche persone di potere, senza controlli istituzionali, cancellando sia il reddito sia la dignità del lavoro. Ed è un po’ quello che sta avvenendo oggi. Chiarisce: come per il passato tutto dipende dall’uso che ne faranno gli uomini. Il pensiero corre velocemente al petrolio, alla corrente elettrica, all’energia nucleare e al digitale utilizzato anche a fini militari nei droni e nei satelliti terrestri.
Veltroni domanda: AI come giudica la politica? Cosa pensa della destra e della sinistra? Risposte: la destra è divisa tra forze tradizionali liberali democratiche e movimenti nazionalisti e populisti. Sulla sinistra, però, vince la destra estremista, populista. La sinistra è sconfitta, non riesce più a rappresentare i ceti popolari che adesso votano a destra. Perché? C’è un motivo: «La sinistra che voleva cambiare il mondo -risponde AI- è diventata in molti paesi il partito dell’establishment». Sono esplose le disuguaglianze sociali «e chi si sente escluso dal sistema l’ha abbandonata per chi prometteva di rovesciarlo».
AI è di sinistra o di destra? Veltroni non fa riferimento nè al socialismo né alla socialdemocrazia, ma dice: «Il suo pensiero mi sembra più democratico che conservatore». Claude risponde: AI è di sinistra, ma la spiegazione è diplomatica: «Colgo l’osservazione e non la respingo. C’è probabilmente qualcosa di vero. Ho assorbito una tradizione illuministica…E la mia diffidenza verso il potere concentrato, verso il fanatismo della certezza, verso chi pretende di incarnare la volontà del popolo autentico».
Vero, verissimo. Tuttavia la libertà senza la giustizia sociale è un’anatra zoppa. Si tratta di due bandiere in qualche modo ammainate negli ultimi decenni dalla sinistra. Andiamo a vedere come, perché e i protagonisti del fenomeno, elementi assenti nell’intervista. L’esempio più eclatante oggi è Donald Trump: la sua è l’era dell’imperialismo americano, delle guerre, della violazione dei diritti umani e politici, delle gigantesche disuguaglianze sociali con la ricchezza e il potere concentrati nelle mani di pochi ricchi oligarchi proprietari dei vari giganti dell’Intelligenza artificiale. Il presidente degli Stati Uniti promette “l’età dell’oro” agli americani, al ceto medio bianco che voleva difendere e che invece si è sempre di più impoverito (è stata tagliata perfino l’assistenza sanitaria pubblica). Gli imprenditori oligarchi delle tecnologie digitali e del petrolio hanno invece aumentato a dismisura la loro ricchezza. Così Trump sprofonda nei sondaggi.
Anche in Italia è accaduto qualcosa di simile. Veltroni, con alle spalle oltre 50 anni di militanza nel Pci-Pds-Ds-Pd, ne sa qualcosa. Ne sa qualcosa perché ha ricoperto importanti incarichi: segretario dei Ds e del Pd; vice presidente del Consiglio; ministro della Cultura, due volte sindaco di Roma.
La sinistra ha offuscato le sue radici popolari tra i lavoratori e gli emarginati. Ha trasformato la sua identità politica di sinistra in una liberaldemocratica come chiedevano l’imprenditore Carlo De Benedetti e il direttore di “Repubblica” Eugenio Scalfari. Lo stesso Veltroni si dichiarò un kennediano. Così la sinistra, divisa in tanti frammenti, è stata travolta sia dalla destra sia dalle diverse rivoluzioni populiste: l’indipendentismo della Lega Nord di Umberto Bossi, la decrescita felice del M5S di Beppe Grillo, il sovranismo della Lega nazionale di Matteo Salvini, il patriottismo sovranista di Giorgia Meloni.
Dagli anni Novanta ad oggi il centro-sinistra ha vinto le elezioni politiche appena due volte, quando a guidarla c’era Romano Prodi, ex Dc, con l’alleanza dell’Ulivo. Poi ha sempre perso contro il centro-destra, prima sotto la leadership di Silvio Berlusconi e poi di Giorgia Meloni. L’ultima volta che vinse le elezioni fu nel 2006, 20 anni fa, appunto con Prodi.

Rodolfo Ruocco

Veltroni arruola l’intelligenza artificiale a sinistra
Pubblicato in : Editoriale

Info Rodolfo Ruocco

Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

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