Ancora una volta l’inghippo sta tutto nelle furbizie e nei compromessi che sono alla base della legge elettorale. La quale non prevede soltanto soglie di sbarramento, premi di maggioranza e cancellazione del voto di preferenza nel disperato tentativo di perpetuare la presenza in Parlamento dei partiti che già ne fanno parte e di ricattare i membri delle due Camere.
Le norme elettorali impongono anche che i partiti sottoscrivano un programma e che nelle schede sia indicato il presidente del consiglio in caso di vittoria. Non è una idea in se malvagia, tutt’altro. Se non fosse che la nostra Costituzione vuole invece che sia il Presidente della Repubblica a scegliere chi debba svolgere tale compito, nel ragionevole presupposto che il prescelto sia in grado di ottenere la fiducia delle due Camere.
Lo stallo e le polemiche di questi giorni, scandali a parte, sono in gran parte dovuti a questa contraddizione.
Per cui, il Presidente della Repubblica dice cose vere e giuste quando rivendica il diritto di decidere se sciogliere o meno le Camere nel caso che venga meno la maggioranza all’attuale governo. Lo esige la Costituzione, che impone al Capo dello Stato di verificare se il Parlamento sia in grado o meno di esprimere una maggioranza diversa. Dunque Napolitano ha pronunciato delle ovvietà. Ma quando un Presidente della Repubblica parla, è il fatto in sé che acquista importanza, non ciò che dice. E non c’è da meravigliarsi se qualcuno giudichi tale intervento come una intromissione. Tanto più che per lustri la testa degli italiani è stata imbottita con l’idea che, per effetto delle varie leggi elettorali, vigesse un sistema maggioritario, bipolare e, da ultimo, addirittura bipolare. Sistema nel quale, se viene meno la maggioranza votata dagli elettori, si torna alle urne.
Ecco: ora si può ben vedere cosa è la nostra politica. Una parte di coloro che avevano sostenuto a spada tratta maggioritario, bipolarismo, bipartitismo cercano ora miseramente di andare al governo con congiure di palazzo. Un’altra parte pretende di usare l’arma dello scioglimento anticipato con assoluta leggerezza: non per meglio perseguire gli interessi degli italiani ma per regolare i conti con i propri avversari interni (la sciagurata legge elettorale permette ai vertici dei partiti chi togliere e chi mettere in Parlamento).
Su tutto aleggiano, ancora una volta, oscure manovre per determinare assetti di potere al di fuori di qualsiasi prassi democratica. In tutto questo marasma, come già detto, non basta l’alleanza Casini, Rutelli, Fini, Lombardo a rappresentare quel nuovo di cui c’è urgente bisogno. Nemmeno se veramente si schierasse anche Montezemolo.
n. c.

“Su tutto aleggiano, ancora una volta, oscure manovre per determinare assetti di potere al di fuori di qualsiasi prassi democratica. In tutto questo marasma, come già detto, non basta l’alleanza Casini, Rutelli, Fini, Lombardo a rappresentare quel nuovo di cui c’è urgente bisogno. Nemmeno se veramente si schierasse anche Montezemolo.”
Ci mettiamo anche Cuffaro?????
Stanno succedendo cose importanti nel mondo, come è importante tutto ciò che succede nel mondo. L’America si ritira dall’Iraq dopo aver tollerato che fosse distrutto, la Cina sorpassa il Giappone e nella stessa Cina si inaugurano fabbriche con 400.000 dipendenti a sostegno dei consumi occidentali, l’Iran trova l’atomica, l’America Latina insegue la sua bella strada ambigua tra droga e sviluppo, l’Europa intanto omerianamente dormitat, in Italia un fine intellettuale come Claudio Magris si lamenta perché in politica si dicono troppe parolacce. Cazzo! come esclamò Zavattini in una celebre trasmissione rai, ma è mai possibile che qui si riempiano giornali di cose inutili come le case a Montecarlo e la politica non è da meno, mentre il mondo se ne va per conto suo? Ma la sinistra, che non ha nulla da fare, perché non occupa il suo tempo a ripensare un suo ruolo – e il ruolo dell’Italia possibilmente futura – nell’Europa sperabilmente non addormentata?