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Vaticano, ddl Zan, Stato: riflessioni militanti ai partigiani delle libertà individuali ed economiche

La battaglia delle battaglie è UNA: via l’art.7 della Costituzione.

di Vincenzo Donvito | 28 Giugno 2021

Tanto clamore (1) ancora in corso, con tanto di intervento del premier Mario Draghi per ribadire la laicità del nostro Stato. Tutto scontato. Alla fine, con molto meno clamore, è altrettanto scontato che le preoccupazioni del Vaticano verranno prese in considerazione: qualche codicillo di puntualizzazione nel ddl Zan verrà inserito per formalizzare quel che sembrava scontato: la legge contro la transomofobia non taglia la lingua a nessuno… ma, non si sa mai, se nelle scuole vaticane dovessero “saltare” le giornate di informazione in materia previste dalla legge, che questo non sia giudicato atto transomofobico. Insomma, come per tante altre questioni nella nostra società civile ed economica, esisterà la regola ma con l’eccezione pro Vaticano (tipo Ici, Imu, Tari, tasse varie turistiche, 8xMille, etc).
E, Concordato vigente, le preoccupazioni vaticane hanno una loro legittimità. Anche se ci sono alcuni che hanno alzato la voce per l’ingerenza di uno Stato estero nei nostri affari interni… a parte che non sarebbe la prima e l’ultima volta… ma a noi, che deploriamo, per esempio, la transomofobia in patria di uno Stato estero come l’Ungheria di Orban, e lo facciamo, oltre che criticando il fatto che quel Paese fa parte dell’Ue e viola i principi dell’Unione, anche per le leggi all’interno di quel Paese… a noi la questione dell’ingerenza non interessa. Anzi. Riaffermiamo con vigore il diritto all’ingerenza, non solo in Ungheria, ma ovunque si violino i diritti umani ed individuali (2). Nel caso Vaticano, l’ingerenza non ha solo una matrice politica, ma una legittimità istituzionale: Concordato e art. 7 della Costituzione (Patti Lateranensi).
Tutto questo per rilevare che il problema è politico.
Noi lo affrontiamo. Culturalmente, politicamente ed istituzionalmente.

Culturalmente… ci vuole tempo, che sembra lavorare per noi. Facendo attenzione di non farci l’abitudine, di non dare per scontato l’eternità di una cultura dominante. Non tollerando, quindi, tutte le imposizioni conseguenziali (tipo: ci fa fatica o preoccupa non esentare il figliolo a scuola dall’ora di religione; mandare il figliolo alle scuole cattoliche – Università incluse – perché, comunque, sono tanto bravi…; tollerare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche; tollerare le funzioni religiose per celebrare le ricorrenze dello Stato). Il papato di Francesco I è sempre quello del Vaticano, anche se ha tante virtù, che possiamo valorizzare e insieme far comunella, ma non delegando ad esso la “gestione della bontà”: nella lotta per la libertà religiosa nel mondo, per esempio, è bene appoggiare le associazioni vaticane pro-cattolici perseguitati, ma “appoggiare” non significa delegare loro la gestione di questa libertà (gestione in cui mediamente
le associazioni cattoliche sono assenti quando da difendere c’è la libertà dei musulmani, per esempio in India).

Politicamente ed istituzionalmente sono aspetti legati. Il secondo è conseguenza del primo, quello a cui deve mirare l’azione politica.
Ed è qui il problema. Siamo disposti, oltre a declamare, a passare all’azione? Il ddl Zan è azione. E poi?
Riforma 8xMille (oggi chi non indica la confessione a cui devolvere questa percentuale delle sue tasse per sostenere le confessioni religiose, devolve comunque in base alle indicazioni di chi ha scelto: va da sé che l’80 dell’8xMille va al Vaticano).
Via i crocifissi dalle aule scolastiche.
No alle funzioni religiose in occasioni di ricorrenze dello Stato.
Le istituzioni religiose/cattoliche con vantaggi fiscali solo se sono no-profit.

La battaglia delle battaglie è UNA: via l’art.7 della Costituzione
Il Concordato non si può abolire. Così ci ha detto la Corte Costituzionale in occasione di una precedente richiesta referendaria: è materia di accordi internazionali (espressamente indicata come escludente nella legge sui referendum)… anche se il Concordato è conseguenza dell’art.7 della Costituzione dove si integrano nella stessa i Patti Lateranensi… e quindi di quali accordi internazionali si tratterebbe visto che stiamo parlando della Costituzione dello Stato italiano? Di questo rilievo, però, si ragiona male e con tempi degni della temporalità ecclesiale. Occorre quindi affrontare il problema alla radice: una legge di revisione costituzionale che cancelli l’art.7!! A cascata… casca tutto.
Qui si concentra la riflessione militante. E si apre il confronto su chi ha il potere di una simile proposta, depositata la quale, si apre il fronte militante di sostegno civico alla stessa.
Sostegno che non riguarda sono quelli che una volta si chiamavano anticlericali (termine abbastanza desueto e antico), ma tutti coloro che hanno a cuore le libertà individuali ed economiche, non a caso la pietra della discordia oggi è montata sui diritti Lgbtq+.


1 – https://www.aduc.it/comunicato/vaticano+legge+zan+politica+spese+contribuente_32807.php
2 – diritto all’ingerenza non campato in aria, ma, per esempio, previsto anche, nella sua specificità, nell’istituzione Corte Penale Internazionale (ICC) con sede a L’Aja (Den Haag)/Paesi Bassi.


Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: aduc, battaglia, corte costituzionale, costituzione, draghi, estero, india, informazione, laicità, mario draghi, mondo, referendum, religione, scuola, sostegno, tasse

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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