I fatti di cronaca di questi giorni rischiano di avere , per il modo nel quale sono stati affrontati da una parte considerevole della classe dirigente del centrosinistra intesa in senso lato , conseguenze molto serie e durature .
“Vallettopoli” ha avuto l’effetto di riportare indietro di molti anni il livello di civiltà giuridica e di costume di un Paese che già non era tra i più avanzati al mondo su questo terreno . Le disposizioni del Garante sulla non pubblicabilità di notizie , foto etc sono state emesse senza neanche fare finta che non si trattasse di un intervento “ad personam” in favore del potente di mazzo , hanno la rozzezza ed il profumo di interventi censori che ricordano quelli del pretore Salmeri che a Siracusa aveva imposto alle statue le mutande per coprire le pudenda. Precipitandosi a cercare di coprire maldestramente un pasticcio poco chiaro , abituale nel paese dei misteri , diminuendo la luce invece che incrementarla , si è riportata nel cono d’ombra la questione dell’appropriatezza delle indagini ( riuscirà il giudice Woodcook ad iniziare una indagine su un presunto reato commesso da un personaggio il cui nome non riempie le pagi ne della stampa dei parrucchieri ? E , soprattutto, riuscirà a concludere con una condanna una delle sue tante indagini ? ) , sul ruolo e sull’indipendenza sempre più presunta dei mezzi di informazione ( sbatti il mostro in prima pagina, basta che non sia mio amico o , soprattutto, amico del padrone) , sul ruolo sempre meno definito di chi , come lo stesso Garante o gli Ordini professionali , dovrebbero vigilare sul rispetto delle regole deontologiche e di civiltà .
La diplomazia dei movimenti , teorizzata da Bertinotti e praticata da Gino Strada , ha salvato la vita del giornalista Mastrogiacomo ( ma non quella dei due afghani rapiti con lui , anche se nessuno pare considerarli nel fare il bilancio della brillante operazione) ma ha avuto l’effetto in un sol colpo di riportare , come dice Sergio Romano stamane sul Corriere, la diplomazia italiana ai metodi dell’Ottocento , ridare ai servizi di intelligence italiana ( quelli invocati come alternativa alla guerra sempre e comunque, ricordate ? ) l’immagine di inaffidabilità internazionale e di “nemici del popolo” sempre in odore di deviazione in Italia ( qualcuno si ricorda di Nicola Calipari , mentre i suoi colleghi vanno “fuori dai coglioni” ? ) , operare infine l’ennesima trasposizione della nostra storia facendo apparire , come sempre solo a noi stessi , l’oggi scollegato dal passato , trasformando l’intervento militare compiuto quattro anni fa con la NATO contro il regime taleb ano in una sorta di mediazione umanitaria tra gaglioffi per noi uguali , anzi con funzione di riequilibrio verso gli assassini dell’autista di Mastrogiacomo , perchè il “fantoccio” Karzai-amico-degli-Usa non è stato abbastanza veloce a liberare i prigionieri di guerra.
” Dum Romae consulitur Saguntum expugnandum est” : stiamo forse ripetendo l’errore di farci assorbire e perderci nelle discussioni e nei dibattiti contingenti non dando la necessaria attenzione a questioni come queste ?
Franco D’Alfonso
Vallettopoli interventi “umanitari” figli e figliastri
L’intervento del Garante della privacy e la gestione del rapimento di Mastrogiacomo ricalcano un copione che fa apparire il nostro un Paese sempre uguale a se stesso.

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