Valdo Spini si candida a sindaco di Firenze. E lo farà con una conferenza stampa “Lavorare insieme per Firenze: una citta’ da riconciliare e da rilanciare”, in programma per mercoledi’ 12 novembre nel capoluogo toscano. Nel corso della conferenza stampa sara’ reso pubblico l’appello per la candidatura di Spini sottoscritto da oltre 200 personalità fiorentine.
L’iniziativa di Spini è presa in autonomia rispetto al PS, partito nel quale si era candidato alla Camera alle ultime elezioni. A quanto trapela dagli ambienti a lui vicini, che fanno capo ai circoli Fratelli Rosselli, Spini sarebbe appoggiato da una o più liste civiche ma non da partiti “ufficiali.
E’ invece tramontata l’ipotesi di una discesa in campo del segretario PS, Riccardo Nencini alle primarie perdesignare il candidato del centro sinistra. Con quattro candidati già in corsa il PD non intende correre il rischio di vedersi soffiare la candidatura da qualche esponente di altri partiti e si è rifugiato nelleprimarie circoscritte ai soli esponenti del PD. Ai possibili alleati, compreso il PS, è stata consegnata una prima bozza di programma sulla quale si è aperto il confronto.
Ovviamente la mossa di Spina crea difficotà ai socialisti fiorentini che già avevano dovuto subire la migrazione verso il PD dell’assessore Eugenio Giani eletto cinque anni fa con oltre millecinquecento preferenze.

Il dissentire su scelte politiche, o meglio su mosse tattiche tipiche di questa “seconda repubblichetta” ci dovrebbe comunque spingere a non essere autorizzati ad adoperare terminologie non proprio musicali.
Rinnovo quanto ho scritto, ma esprimo tutta la mia stima al compagno Valdo Spini.
Spini è uno dei tanti sugheri del “sugherificio” fiorentino e nazionale, gente che con la scusa di triti ideali e passioni politiche non esce mai di scena. M.S.
Circa due anni fa un compagno cui voglio bene, in una pubblica manifestazione, mi bollò per ossessionato a causa del fervore che mettevo, e che metto ancora, nel chiedere il rinnovo generazionale per i socialisti e per il centro/sinistra.
Rinnovando che la mia richiesta rappresenta una scelta politica a fronte di chi continua a fare politica in una cooperativa di salami, mi trovo oggi la notizia che il compagno Valdo Spini, il cui nome dice qualcosa almeno ai socialisti della mia generazione, dopo aver cambiato qualche partito, dopo essersi reso autore della interessante proposta delle primarie (salvo poi inaspettatamente non portarla avanti) si mette in proprio, con un partito personale, come fa Di Pietro.
A Bertinoro, e io faccio parte del POPOLO di BERTINORO, abbiamo chiesto un partito VERO, fatto di donne e di uomini che si impegnano in politica, fatto di giovani, e a vocazione maggioritaria.
In questa prospettiva bisogna riscontrare consensi e numeri della base perché non interessa al POPOLO di BERTINORO l’ennesimo partitino “costruito” da pochi addetti ai lavori come la defunta Rosa nel Pugno. Figuriamoci un partito personale!
Siccome io sono il solito ossessionato, avrò la premura di star zitto, ma prego qualcuno di spiegare non solo a Valdo Spini, ma anche alle “200 personalità fiorentine” che stanno prendendo una cantonata.
E’ arrivato il momento che tutta una generazione deve dare il passo e che per Firenze, come per Milano e altrove, c’è tutta una carica di giovani, di nuovi alla politica e di esclusi dalla casta che possono subito cominciare a fare la Loro parte.
Eugenio Giani , simpatico “uomo-sandwich” della corte di Domenici ,è passato dallo PSI al partito di Lambertow Dini ,quindi allo SDI ,poi al PD ,in una carrieristica coerenza.
Valdo Spini ha certo una immagine più “sindacaiola” , in quanto fiorentino ,persona di cultura propria e non per competenze acquisite . Ma non sarebbe troppo di “rottura” con le passate amministrazioni locali ( se u’ n’è zuppa è pan bagnato ) e forse potrebbe consentire un “passaggio indolore” dello scettro comunale . Certo garantirebbe la continuazione della stessa musica di sempre.