Harvey e Irma, gli uragani che hanno investito l’America tra la fine d’agosto e l’inizio di settembre, hanno sconvolto l’agenda politica del presidente Trump, molto attento, nell’ultimo mese, a evitare di ripetere gli errori che, nel 2005, dopo il passaggio di Katrina su New Orleans, fecero precipitare la popolarità di George W. Bush, ritenuto colpevole di sottovalutazione del pericolo e di lontananza dalle vittime.
In un relativo disinteresse dell’opinione pubblica, le scelte del presidente procedono a zig-zag, specie in politica interna: Trump incassa successi, ma fa anche marce indietro, sui numerosi fronti aperti.
Oscillazioni sui fronti interni, chiodo fisso in politica estera
La Corte Suprema avalla la piena applicazione del cosiddetto ‘muslim ban’, il divieto d’ingresso negli Usa per chi proviene da sei Paesi musulmani – Iran, Yemen, Siria, Libia, Sudan e Somalia -, nell’attesa, però, di pronunciarsi a ottobre sulla costituzionalità del provvedimento (che comunque scadrà a novembre). Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2017/09/usa-trump-zig-zag-squadra/

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