
Israele e la Siria hanno “concordato un cessate il fuoco, sottoscritto da Turchia, Giordania e i paesi vicini. Invitiamo drusi, beduini e sunniti a deporre le armi e, insieme ad altre minoranze, a costruire una nuova e unita identità siriana in pace e prosperità con i suoi vicini”. Lo afferma l’ambasciatore americano in Turchia, Tom Barrack. Si amplifica ancora il bilancio delle vittime a Gaza. Almeno 100 palestinesi sono stati uccisi nei raid israeliani sulla Striscia dall’alba di ieri, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da fonti ospedaliere. Tra questi, hanno detto le fonti, ci sono 37 richiedenti aiuti nel territorio bloccato. La Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta dagli Stati Uniti, ha rilasciato una dichiarazione, ieri pomeriggio, smentendo le notizie secondo cui oltre 30 palestinesi sarebbero stati uccisi dagli spari israeliani nei pressi della sua struttura nella Striscia di Gaza meridionale. “Oggi non si sono verificati incidenti presso nessuno dei nostri siti di distribuzione degli aiuti, né in prossimità di essi”, ha affermato la fondazione. “L’attività delle Idf che ha causato vittime è avvenuta ore prima dell’apertura dei nostri siti e, a quanto ci risulta, la maggior parte delle vittime si è verificata a diversi chilometri di distanza dal sito Ghf più vicino”, aggiunge. Almeno 638 persone sono morte da domenica nelle violenze tra drusi e beduini, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Israele è intervenuto mercoledì con imponenti bombardamenti nel cuore della capitale Damasco, colpendo anche il quartier generale dell’esercito. Nuovi scontri sono scoppiati poi tra fazioni tribali beduine e drusi all’ingresso di Sweida. Circa 200 combattenti tribali si sono scontrati con uomini drusi armati della città usando mitragliatrici e proiettili. Israele si prepara a inviare attrezzature mediche a Sweida mentre gli scontri persistono nonostante il cessate il fuoco. Il Ministero della Salute israeliano ha dichiarato che si sta preparando a inviare attrezzature mediche e medicinali a un ospedale di Sweida, nella Siria meridionale, dopo le segnalazioni secondo cui la struttura sarebbe stata gravemente danneggiata durante i recenti scontri.Secondo quanto affermato in una nota del ministero, le forniture saranno trasferite dalle forze di sicurezza israeliane una volta ottenuta la piena autorizzazione da tutte le autorità competenti. I parenti e i sostenitori degli ostaggi israeliani ancora detenuti nella Striscia di Gaza si sono riuniti a Tel Aviv per una manifestazione settimanale, prima di marciare verso la sede dell’ambasciata degli Stati Uniti nella città. I relatori hanno chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di esercitare pressioni sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu affinché ponga fine alla guerra a Gaza e raggiunga un accordo per il ritorno degli ostaggi ancora detenuti. Fonti che hanno familiarità con i dettagli dei negoziati per l’accordo sulla liberazione degli ostaggi affermano che c’è un cauto ottimismo per i progressi che si stanno registrando. Lo riferiscono i media israeliani, sottolineando che la valutazione tra le fonti è che entro due settimane sarà possibile raggiungere un accordo. Hamas starebbe creando problemi riguardo al numero di prigionieri da rilasciare per ogni rapito, ma a causa dell’influenza del Qatar – riferiscono le fonti – si stanno facendo progressi sulla questione.
Attivisti di destra hanno assalito l’auto del deputato Ayman Odeh, leader del partito Hadash, mentre quest’ultimo passava davanti a una manifestazione anti-governativa a Ness Ziona, nel centro di Israele. Lo riferisce il Times of Israel. Secondo i resoconti dei media, i contro-manifestanti hanno urlato contro Odeh e danneggiato la sua auto. In un video, si vedono teppisti sputare, calciare e picchiare sull’auto mentre chiamavano Odeh “terrorista” e alcuni hanno cantato “morte agli arabi”.
I membri delle tribù beduine si stanno ritirando dalla provincia di Sweida, nel sud della Siria. Lo riferiscono i media siriani. La Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta dagli Stati Uniti, ha rilasciato una dichiarazione, ieri pomeriggio, smentendo le notizie secondo cui oltre 30 palestinesi sarebbero stati uccisi dagli spari israeliani nei pressi della sua struttura nella Striscia di Gaza meridionale. Sì ma non è detto che si arrenda, ripeto.
Giuseppe Basilico

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