
L’ICE, la polizia anti immigrazione di Trump, a Minneapolis, uccide, con tre colpi al volto sparati a sangue freddo, una donna, Renee Good, madre di tre bambini.
Proteste in tutte le città americane.
Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha fatto un discorso durissimo.
“Temevamo questo momento fin dalle prime fasi della presenza dell’ICE a Minneapolis.
All’ICE dico una cosa chiara e semplice: ‘levatevi dai coglioni’, andate via da Minneapolis.
Non vi vogliamo qui.
Dite di essere qui per creare sicurezza, ma state facendo esattamente l’opposto.
Le persone soffrono, le famiglie vengono distrutte… e ora qualcuno è morto.
Noi continueremo a cercare la verità, e a pretendere giustizia e lo faremo il più rapidamente possibile.
Pretendiamo che l’ICE lasci subito la nostra città e il nostro Stato.
Questa non è autodifesa, come vogliono far credere: è una menzogna, una vergogna.
Minneapolis non resterà in silenzio davanti all’abuso del potere federale.
Difenderemo la nostra comunità, la nostra gente e la dignità di ogni vita.”
Anche il sindaco di Chicago, Brandon Johnson, ha detto che le operazioni federali di controllo dell’immigrazione — in particolare quelle dell’ICE e delle forze federali a Chicago — sono una violazione della dignità umana e costituiscono di fatto una “campagna di abusi” nei confronti dei residenti locali.
Ha chiesto a organismi internazionali, come il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, di indagare sulle pratiche di immigrazione degli Stati Uniti e sulle retate considerate violente e arbitrarie. 
In altri interventi pubblici ha anche contestato l’uso di termini come “immigrato illegale” sostenendo che non esistono persone illegali, ma solo individui senza documenti, e che il linguaggio influisce sulla percezione umana delle persone migranti. 
Infine ha emesso ordinanze locali per proteggere i migranti: ha firmato ordini esecutivi per limitare l’uso di proprietà comunali da parte degli agenti federali dell’ICE (ad esempio parcheggi e aree della città) in modo da non facilitare le operazioni di controllo migratorio, e ha detto che la polizia locale non collaborerà con certe azioni federali.
Pure il sindaco di New York, Zohran Mamdani, è intervenuto e ha detto che “le notizie che arrivano da Minneapolis sono orribili”, e ha definito quella sparatoria come parte di “un anno pieno di crudeltà”.
Non ha esitato ad affermare che “quando gli agenti dell’ICE attaccano gli immigrati, attaccano tutti noi in tutto il Paese”.
Infine ha ribadito che New York resterà una città che difende gli immigrati in tutti i suoi cinque distretti, e ha detto chiaramente alle autorità cittadine, inclusa la polizia, di rispettare le politiche di “città rifugio”.
Dunque un’altra America esiste: quella dei sindaci che dicono no e della gente che scende in strada per protestare.
L’America non è tutta Trump. E non sarà Trump a decidere quanto vale una vita.
L’omicidio di Renee Good potrà essere l’inizio di una lotta che costerà al fascista americano il suo potere imperiale e antidemocratico, esercitato con l’odio e la violenza contro i più deboli.
Enrico Rossi

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