
Questo è quanto emerge inequivocabilmente dalle elezioni suppletive in due collegi della nostra regione.
Non sorprende la sconfitta del centro-destra, che era ampiamente prevista. Lascia piuttosto impressionati la dimensione della disfatta, l’abulia della Casa delle Libertà e la sua incapacità di porsi in alternativa al centro-sinistra.
La CdL è in crisi irreversibile per molti motivi: per l’autoreferenzialità dei suoi dirigenti, l’azione dei quali appare ispirata più alle ragioni degli equilibri interni che alle esigenze e ai problemi della società toscana; per aver privilegiato mediocri compromessi con la maggioranza di centro-sinistra piuttosto che formulare proposte di sviluppo diverse; per essersi chiusa ad ogni contributo che non provenisse dalle oligarchie di partito.
In questa situazione, mentre la società toscana lancia segnali continui di disagio verso un potere da sessanta anni incapace di rinnovarsi, è evidente che non potrà esserci un’alternativa di governo per la Regione senza una iniziativa decisa di nuovi soggetti politici.
Tale iniziativa potrà scaturire dai gruppi politici e dalle associazioni che si rifanno ai valori della cultura laica, liberale e riformista. Se sapranno agire con unità di intenti essi potranno costituire il nucleo attorno al quale costruire una proposta alternativa per la società toscana.
GRUPPO DEI CENTOUNO

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