Intervista agli attivisti Pd Claudio Mondello e Maria Elisa Pacifici, promotori della battaglia per l’istituzione del registro delle unioni civili a Roma, VI municipio.
Cari Claudio Mondello e Maria Elisa Pacifici, abbiamo saputo che in quest’ultimo periodo vi siete battuti nel municipio VI per un obiettivo davvero importante, ossia quello delle unioni civili e dell’istituzione, nel territorio, di un vero e proprio registro delle unioni civili.
E’ vero Giuseppe. Questa idea è venuta ad entrambi: Il sottoscritto, Claudio Mondello, e Maria Elisa Pacifici, iscritta al circolo Pd di Villaggio Breda. Volevamo fare qualcosa di concreto per l’avanzamento dei diritti civili nel nostro territorio e, al tempo stesso, volevamo portare avanti qualcosa che facesse tornare i cittadini ad interessarsi di politica (il nostro è uno dei territori con la più bassa percentuale di voto a Roma).
In che modo avete iniziato e pianificato questa vostra battaglia, interessante e, permettetemi, molto ambiziosa?
Abbiamo deciso di proporre una delibera di iniziativa popolare per l’istituzione del registro delle unioni civili nel nostro municipio. Per far ciò bisogna raccogliere mille firme e dopo, entro 60 giorni, il municipio deve votarlo in aula.
Avete pensato che, nonostante la svolta che ha dato Matteo Renzi al Partito Democratico in questi ultimi mesi, tale partito ospita al suo interno ancora numerose aree vicine al mondo cattolico e religioso e fortemente ostili a queste tematiche così laiche e progressiste (ahime)?
Sapevamo che questo tema non avrebbe trovato il favore in blocco di tutto il nostro partito dove notoriamente vi sono delle aree apertamente contrarie alle unioni civili, perciò abbiamo deciso di costituire un comitato dove vi siano persone che provengono da diverse esperienze politiche e appartenenti anche a partiti diversi, come ad esempio radicali, socialisti, ambientalisti, iscritti a Sel, ecc …
Bene. Come avete proseguito?
Dal 17 giugno abbiamo iniziato questo percorso e ci siamo sorpresi della grande partecipazione popolare che abbiamo riscontrato: abbiamo coinvolto comitati di quartiere e associazioni presenti sul territorio e ci siamo confrontati anche con l’Arcigay. Attualmente abbiamo superato le 500 firme e contiamo, nel giro di poco, di superare le 600. Le persone si sono rivelate molto sensibili al tema e al tempo stesso felici di sentirsi partecipi in qualche modo nel processo di “legislazione” del territorio nel quale risiedono.
Quali sono in concreto i primi risultati che avete ottenuto?
Per via del forte riscontro che abbiamo ottenuto siamo stati convocati il 17 luglio dalla Commissione servizi sociali e sanità del municipio ed abbiamo avviato un confronto con la commissione stessa, confronto che, siamo fiduciosi, ci porterà in breve tempo alla stesura di un testo condiviso per il registro delle unioni civili nel municipio VI. Siamo poi stati convocati di nuovo per la giornata di giovedì 24 luglio per confrontarci su eventuali emendamenti al testo (la base di discussione è il testo del registro già approvato nel XIV municipio). Attualmente hanno firmato la nostra delibera vari consiglieri del municipio di destra e di sinistra compreso l’attuale presidente Marco Scipioni.

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