
“Partecipare come partner ad un concorso delle aspiranti Miss bellezza? Ma non scherziamo!”
Se questo è stato il primo pensiero ad una proposta giunta, inattesa, alla mia casa editrice, il secondo è stato invece un invito ad una riflessione più ponderata, cosa che ho fatto nei giorni successivi prima di dare la mia risposta.
Il facile e scontato giudizio di concorso per “oche felici” in costume da bagno associato ad una casa editrice che ha fatto del concetto di cultura un valore fondamentale per una crescita personale e sociale mi avrebbe portato lontano da lì, magari in altri lidi apparentemente più confacenti al mio progetto, eppure qualcosa mi diceva che proprio lì, o meglio anche lì, ci potevano essere i margini per una collaborazione proficua.

Ho provato ad assistere ad una delle selezioni allontanando da me ogni pregiudizio e preconcetto, limitandomi ad osservare quell’habitat insolito che avevo visto talvolta in Tv nel corso di telegiornali a caccia di gossip.
Ragazze giovani, certamente carine, ma in alcun modo “oche giulive”; piuttosto capaci di lucide analisi su se stesse e sul mondo che le circondava, in special modo quello scolastico (superiori o qualcuna i primi anni dell’università). Per qualcuna addirittura i primi contatti con il ruvido mondo del lavoro intrapreso al termine di un percorso scolastico poco soddisfacente per far fronte alle esigenze personali o familiari.
Sogni tanti, altrimenti cosa ci sarebbero venute a fare in quel luogo a mettersi in mostra per raggiungere una fascia attestante una collocazione tra le prime classificate e quindi con la possibilità di aspirare alle fasi successive?
Ma quello non era l’obiettivo della loro vita, almeno non lo era per moltissime di loro, che invece si vedono collocate in ruoli di ben altro genere.
«Cosa studi?» chiede ad una il presentatore della serata.
«Ho terminato il liceo scientifico e mi sono iscritta a medicina».
«Vuoi diventare medico, quindi».
«Vorrei diventare un cardiochirurgo…»
«E tu?» chiede ad un’altra.
«Sono al primo anno di ingegneria, vorrei specializzarmi in ingegneria aeronautica. Sono affascinata dalle ricerche spaziali».
«Io invece – dice con un ostentato orgoglio una moretta dallo sguardo luminoso – voglio fare l’insegnate di lettere. Mi sono appena diplomata al liceo classico ed ho avuto la fortuna di aver conosciuto la mia insegnante di lettere che mi ha portato a scoprire non solo le bellezze della materia ma l’importanza dell’insegnamento».
Ma anche altre professioni sono state enunciate: parrucchiera, estetista, assistente sociale, psicologa e persino meccanico “…perché ho sempre amato i motori e mio padre mi ha permesso di aiutarlo nel suo lavoro…”
Ma sono davvero ad un concorso di bellezza dove lo stereotipo vorrebbe queste ragazzine in corsa per diventare modelle, attrici o show girl?
E allora cosa ci fanno con quei costumi da bagno di fronte ad una giuria annoiata?
Mi risponde, senza che le abbia fatto la domanda, una ragazza carina ma che non definirei bellissima
«É stata la curiosità a portarmi qui e la voglia di mettermi in gioco. Fare i conti col mio corpo e con i suoi limiti è un modo per non aver paura del giudizio degli altri. So di non essere perfetta ma mi piaccio ed essere qui è il mio modo per dirmi che posso permettermi di fare anche questo senza dovermene vergognare. Se sarò selezionata andrò avanti con piacere, altrimenti non ne farò un dramma né mi sentirò sminuita».
É bello sentire queste cose da una diciassettenne, rassicurante: purtroppo i social massacrano chiunque non corrisponda a quei canoni imposti, pronti a deridere con inaccettabile cinismo, ogni imperfezione.
Quella ragazza magari potrà far riflettere alcune altre coetanee presenti alla gara e dare loro una forza in più per non dipendere dal giudizio degli altri, per non cercare di essere come quei modelli ostentati dai social o di non nascondersi perché non corrispondono a quelli.
E cosa potrebbe offrire allora una piccola casa editrice come la mia?
La lettura, ben si sa, non è tra le priorità tra i giovani e, onestamente, qualora decidessero di leggere sarebbe più facile per loro “scegliere” tra i titoli pubblicizzati dai media di scrittori che occupano le trasmissioni televisive di maggior successo, che affrontare il rischio di autori sconosciuti spesso esordienti…




Ma se un editore come me, scusate l’autocelebrazione, che ha navigato nel mondo della grande e della piccola editoria per quasi trent’anni, sceglie di pubblicare il libro di un autore sconosciuto significa che quel libro merita di essere pubblicato e principalmente merita di essere letto.
Quindi proporre a queste ragazze autori loro sconosciuti può essere una proposta intrigante, una sorta di sfida nella sfida, un modo per dare loro, in quel contesto ludico, l’opportunità di una scoperta che potrebbe rivelarsi piacevole.
La scelta è fatta, dreamBOOK edizioni sarà partner della manifestazione MISS LITORIALE 2023, giunta alla sua 41^ edizione, che si tiene sulla costa pisana di Tirrenia.
L’accordo con l’organizzatore, un dinamico Stefano Bini, è stato facilissimo stante anche la sua volontà di dare un imprinting diverso al suo concorso: dreamBOOK offrirà alle tre classificate di ogni selezione uno dei volumi del catalogo della casa editrice; alla vincitrice della finale un buono acquisto per scegliere i titoli che la incuriosiranno di più. A dare i premi non sarà l’editore, che parteciperà alla prima serata solo per presentare il progetto, ma gli autori stessi dei libri omaggiati.
Chi meglio di un autore può raccontare il suo libro? Chi meglio dell’autore può trasmettere le emozioni che stanno dentro la sua narrazione a colei che lo riceverà?
Così è stato: alla serata di apertura ho partecipato con piacere, ormai certo della scelta fatta; mi piaceva l’idea di essere parte di una storia all’interno della quale giovani ragazze “giocano” senza mai perdere la loro identità, quella raggiunta e quella ambita.
Alla domanda del presentatore: «Cosa consiglierebbe di leggere durante questi giorni estivi» ho risposto provocatoriamente: «…quello che non si è letto finora; un genere letterario (giallo, thriller, romanzo d’amore, biografia) che non abbiamo mai preso in considerazione per pregiudizi o per convinzione. Se l’estate è trasgressione, trasgrediamo anche in questo campo e immergiamoci in un mondo sconosciuto che potrebbe rivelarsi ricco di sorprese».
Mi era sembrata la risposta più giusta perché anche io, per anni, avevo evitato il giallo e il thriller come generi letterari non interessanti, salvo poi, per curiosità e per lavoro, doverci fare i conti e scoprire che ci sono piccoli gioielli che meritano di essere conosciuti.
E quando il presentatore mi ha chiesto: «Ma perché una casa editrice ad un concorso di bellezza», non ho avuto dubbi nella risposta: «Perché si può fare e condividere la cultura ovunque, anche nei luoghi che sembrano più lontani. Scoprire come ognuna delle concorrenti abbia un mondo interiore ricco di progetti, di sogni, di desideri, mi ha fatto pensare come il libro, che per antonomasia è il luogo dei sogni, dei desideri, dei progetti, possa essere al loro fianco e divenire un ulteriore strumento, per loro, per continuare a sognare e a scoprire i sogni degli altri».
Nelle serate successive si sono succeduti due giovani autori: Valerio Cioni, che ha proposto il suo urban fantasy IL LIBRO, e Giulia Perlongo, appena diplomata al liceo classico, che ha proposto il suo romanzo scritto l’anno precedente SORAYA – LA RAGAZZA CHE SI RIBELLO’ AL SISTEMA.
Due momenti di grande significato: il mondo fantastico di Cioni, che ha sapientemente illustrato il suo romanzo, ha portato i presenti in una America degli anni ’80 nella quale un libro “magico” trovato per caso da alcuni adolescenti, mette a soqquadro la cittadina portandovi scompiglio e terrore fino ad un “lieto fine” che non dice però la parola fine e lascia spazio ad un seguito che potrebbe rivelarsi non meno inquietante.
I “mostri” che il libro evoca e che si insinuano nella tranquilla quotidianità della cittadina, sono metaforicamente le paure che si insinuano nella nostra vita di ogni giorno prendendo la forma di incubi e minacce. Una narrazione giovane e fresca che ha già entusiasmato gli amanti di questo genere letterario e che non ha mancato di trovare il consenso e l’apprezzamento delle finaliste della serata.
Non meno consenso ha avuto il romanzo di Giulia, di tutt’altro genere ma non meno attinente ad una realtà che è sotto i nostri occhi: sotto ricatto, una giovanissima ragazza egiziana, orfana di entrambi i genitori, per salvare il fratello sarà costretta da una banda di malavitosi a diventare loro spia presso la casa di un ricercatore americano. Da Il Cairo a Washington, una successione di rocamboleschi eventi le faranno conoscere gli affetti familiari, l’amore per un ragazzo, il senso di colpa per ciò che si trovava costretta a fare…

La vincitrice del concorso Miss Litorale 2023 Viola Morelli, 15 anni di Collesalvetti in provincia di Livorno ma che al mare va nella pisana Tirrenia.
Ma la vita di Soraya sarà ulteriormente messa alla prova e solo quei legami affettivi che avrà saputo creare le consentiranno di uscirne fuori vincitrice.
È stato significativo il fatto che fosse una ragazza, praticamente una coetanea, a porgere quel libro alle finaliste di quella serata, quasi un invito a fare come lei, a non arrendersi, a credere in ciò che si fa, a mettersi in gioco. Lei lo ha fatto vincendo la sua timidezza e mettendo nelle mani di un editore la sua opera prima quando aveva solo diciassette anni.
Quel libro pubblicato è la dimostrazione che anche i sogni più difficili si possono avverare e lei lo ha offerto con l’entusiasmo di una ragazza felice di averci provato e di non essersi fermata di fronte alle inevitabili difficoltà iniziali.
Anche la serata finale ha avuto il suo fascino: a consegnare il buono per ritirare i libri è stato proprio il patron della manifestazione, Stefano Bini, come era giusto che fosse. Ci ha creduto in questa partnership, l’ha caldeggiata e sostenuta, ed era giusto che fosse lui a dare alla vincitrice assoluta di questa edizione, la quindicenne Viola Morelli, le “chiavi” del catalogo dreamBOOK dove accedere per scoprire, tra gli oltre cento titoli presenti, quelli che maggiormente stuzzicano la sua curiosità.
Un’esperienza piacevole, importante, che mi ha insegnato a non giudicare mai con stupidi pregiudizi e a cogliere, in ogni occasione, una opportunità per parlare del valore immenso della cultura, del fascino del libro (quello cartaceo che ancora amo più degli ebook), della sua capacità, anche in una società ipertecnologizzata dove l’immagine conta più delle parole, di creare suggestioni, emozioni, riflessioni, e tanti tanti sogni ad occhi aperti.
Stefano Mecenate

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