In Italia, la crisi che investe la politica, le Istituzioni, l’etica, lo sviluppo sociale, l’economia, la cultura, la ricerca scientifica, la sicurezza, non può essere più risolta con piccoli ritocchi della Costituzione o con una nuova legge elettorale. Occorre cambiare la classe politica impegnata solo a difendere i propri interessi.
Lo stato latente di confusione assoluta, instauratosi in Italia, per il disordine democratico, per la paura del terrorismo locale ed estero, per i segnali d’instabilità democratica, per la perdita d’identità ideologica e, soprattutto per la mancanza di sicurezza sociale, può essere eliminato solo con un radicale cambiamento generazionale, anagrafico e culturale dell’attuale classe politica, sia di destra, sia di sinistra.
La nuova classe politica, di cui l’Italia ha urgente bisogno, deve richiamarsi allo storico filone culturale laico, liberale e socialista, per poter riavviare un’azione atta a ripristinare:
– la fiducia popolare verso le Istituzioni e i Partiti politici;
– ad incentivare la ricerca e la formazione culturale multimediale;
– la centralità dell’uomo nell’ambito dello sviluppo sociale ed economico;
– il sistema liberale e libertario dello Stato
– la cultura popolare dei diritti e dei doveri, dei meriti e dei bisogni;
– il contributo del cittadino alla formazione e allo sviluppo dello Stato.
Il nuovo soggetto politico deve sviluppare e sostenere, nelle sedi istituzionali europee,
le ragioni dello sviluppo multimediale del Popolo italiano, nel contesto delle norme statutarie europee, contestualmente alle necessarie riforme, relative ai ruoli delle due Camere del Parlamento italiano e dell’Ordinamento Giudiziario, con riferimento alla legge Mastella.
Il nuovo soggetto politico si deve fare garante del libero mercato, e della difesa della parte debole nelle fattispecie dei servizi pubblici. Di pari passo, deve operare per ridurre il debito pubblico senza rendere insopportabile la pressione fiscale, causa della sempre più vasta area di povertà. Il nuovo impegno politico deve riguardare anche il settore della bioetica, dell’energia nucleare e soprattutto dell’impatto ambientale per poter stabilire le cause e le concause dell’inarrestabile fenomeno delle morti per tumore.
La nuova classe politica si deve far carico di ridurre il costo della politica, programmando la riduzione dei parlamentari, dei privilegi incomprensibili di cui godono gli attuali parlamentari, eliminando le Province e accorpando i Comuni piccoli.
Ciò, premesso s’invitano i Liberali, i Repubblicani, i Socialdemocratici, i Socialisti, i Radicali, i liberi Cittadini, che condividono, in via di principio, il presente appello, a far conoscere le proprie riflessioni sul contenuto e sull’opportunità di intraprendere unitariamente tele azione.
Domenico Civitano

Come si attua il ricambio generazionale se ben tre o quattro generazioni – i nati tra il ’20 e il ’90 e forse più – sono cresciuti e formati nell’Italia approssimativa e furba, prima fascista e poi della repubblicona? Mandiamo in Parlamento i quindicenni purché rigorosamente orfani? Potrebbe essere un’idea. M.S.
Una nuova politica ha bisogno anche di termini nuovi e di una nuova visione della società. Non si possono continuare a usare vecchi concetti per una nuova realtà. A nessuno interessano più le costituenti, i congressi, i seminari, le correnti di partito, se non a vecchi e nuovi burocrati della politica.
PROPOSTE
SPINTE PROPULSIVE
ANTICIPAZIONE DEL CAMBIAMENTO
FLEXICUREZZA (FLESSIBILITa’ E SICUREZZA SUL LAVORO E NELLA PROTEZIONE SOCIALE)
NUOVE TECNOLOGIE
FORMAZIONE PER TUTTO IL CORSO DELLA VITA
VALUTAZIONE CONTINUA
Queste parole d’ordine del socialismo europeo quanto sono presenti in quello italiano?
POLITICA ITALIANA 2007-2008
E’ in atto un mutamento epocale, la riforma elettorale è e dev’essere la prima, necessaria, operazione per procedere a passi spediti verso il superamento di questa fase (un quindicennio), denominata, a torto o a ragione, come II^ repubblica.
Sarebbe troppo facile dare il colpo di grazia (le positività ci sono e non bisognerà “gettare il bambino con l’acqua sporca”), anche se l’ansia foriera di nuovo e di meglio di chi intravede sorti magnifiche e progressive è prevalente e spinge a recidere senza indugio il cordone ombelicale con questa II^ repubblica agli sgoccioli.
Il bisogno di nuovo e la critica impietosa che trasmette il paese reale è certamente maggiore rispetto all’adattamento affrettato, ridotto e semplificato che ne danno i soggetti politici organizzati, quelli che hanno vissuto le precedenti stagioni. D’altronde non basta, viceversa, un ingenuo colpo di spugna sommario, un massimalismo giovanilista che si fonda sull’ignoranza come prova di verginità, spesso avamposti “gattopardeschi” con suggeritori-registi impresentabili dietro le quinte.
Oggi il polo laico, liberalsocialista e riformista che vogliamo rappresentare deve fare i conti con una memoria che và oltre l’immaginazione e la proattività, il dejà vu oltre il terreno scivoloso dell’innovazione. Ciò implicherà un incrocio di consensi minori o maggiori rispetto a ieri.
Nel merito socialismo o liberalismo ottocentesco sono ancora i fari puntati sul passato, più che sul presente e quindi rischiamo di perdere il treno. Se vogliamo ragionare nel presente non possiamo non considerare l’area euromediterranea come strategica e il sud Italia come l’avamposto dell’Europa verso l’Asia e il medio oriente, non possiamo ragionare come se l’assetto di Yalta fosse ancora attuale, non possiamo non immaginare l’energia pulita e rinnovabile come il fulcro del nostro Paese. Dobbiamo mettere a fuoco i temi della socialità in tutti i suoi aspetti (l’emancipazione dallo stato di bisogno e la conseguente propensione alla soggezione e alla mentalità difensiva) per poter declinare al meglio, insieme ad un numero sempre più ampio, lo spartito della libertà.
In quest’ottica la responsabilità, i doveri e le compatibilità sociali delle persone e delle imprese accompagneranno diritti e pretese (la coscienza di un consumo più
razionale di energia deve rendere consapevole della ricaduta sociale di abusi di libertà irresponsabili). Dovremo fare i conti con uno sviluppo che dovrà necessariamente superare la logica dei metodi quantitativi e della crescita continua, per rivalutare i metodi qualitativi e una qualità della vita di tipo nuovo, propri della “società del benessere”.
Francesco Attolico
attolico.dsepuglia@tele2.it
Noto che si sta infuocando lo spirito e la passione che ci portò a fondare il Polo laico liberale e socialista.
Chiedo a tutti di ritornare a dar vita ad un’iniziativa politica anche se parallelamente rivolgo un invito ad essere guardinghi per non ripetere errori del recente passato
Sono d’accordo con il progetto di Civitano e al riferimento, che fa di partiti come Socialisti, Liberali, Repubblicani, Radicali.
Sono quasi tutti considerati storicamente “rivoluzionari” in quanto hanno contribuito con anni di lotte a creare giustizia e liberta’. Era ed e’ dentro l’anima di questi progetti politici la capacita’ di guardare alla societa’ nel suo insieme, senza tutelare interessi particolari, come fa oggi certa sinistra nel creare odio fra lavoratori autonomi e dipendenti.
Questi partiti sono stati accusati ingiustamente di aver creato debito Pubblico, cosa e’ cambiato con i nuovi politici della seconda repubblica? Vogliamo davvero fare un paragone tra Craxi e Di Pietro? Perche’ non diciamo la verita’ sul debito Pubblico, che e’ derivato da uno Stato – ufficio di collocamento?
LE NUOVE GENERAZIONI NON SANNO COSA E’ LA POLITICA E QUESTA NON INTERESSA
Per offrire il quadro più ampio possibile dei contributi, inserisco il materiale pervenuto a Pensalibero. Buona lettura,
Claudio Tirinnanzi
Gruppo dei Centouno di Firenze:
BOZZA DI LETTERA-APPELLO PER UNA ASSEMBLEA NAZIONALE DI LIBERALDEMOCRATICI E LIBERALSOCIALISTI
1)-La crisi e l’incertezze che caratterizzano dai primi anni Novanta gli assetti e la rappresentanza della società italiana non potranno trovare soluzione confidando esclusivamente in modifiche alla legge elettorale e in operazioni di facciata sui partiti che della crisi sono stati attori determinanti.
L’apertura di una fase nuova non può avvenire senza l’avvento di soggetti politici nuovi e quindi senza la presenza di quel filone culturale laico, liberale e socialista che nel corso della storia del nostro Paese ha contribuito in maniera determinante alle sue conquiste democratiche, civili, sociali e di collocazione internazionale. E’ questa la condizione per una politica di sviluppo che realizzi una società basata sulla conoscenza.
Per superare strozzature ed arretratezze che ledono capacità di competere nel mondo, dinamismo interno e coesione sociale tutte le politiche debbono essere fondate su priorità precise:
• l’ampliamento dell’area di libera scelta dei cittadini e delle imprese;
• l’incentivazione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica;
• il rafforzamento dell’istruzione e della formazione del capitale umano;
• l’adeguamento delle infrastrutture materiali e immateriali;
• la tutela ambientale.
L’obiettivo fondamentale è quello di creare progressivamente un Paese più aperto e vivace nel quale il merito dell’individuo sia la forza fondamentale capace di garantire più sviluppo sostenibile e più equità. Un Paese nel quale diritti e doveri vadano di pari passo. Un Paese nel quale la responsabilità della comunità verso la persona sia accompagnata dalla responsabilità della persona verso la comunità.
2)- Liberaldemocratici e Liberalsocialisti devono oggi fondare sui valori comuni la realizzazione di un soggetto politico nuovo che permetta loro di essere, assieme, protagonisti della stagione che si va aprendo nella società italiana.
Ad essi proponiamo, ai fini della elaborazione di un programma comune, i seguenti temi prioritari:
a)- Politica di costruzione europea fondata sul riconoscimento dei diritti fondamentali, delle libertà individuali, pluralismo, diversità, concorrenza, libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali e conferma dei rapporti transatlantici.
b)- Revisione costituzionale che differenzi le funzioni fra i due rami del Parlamento e riforma in senso liberale della giustizia in modo da garantire la separazione fra politica e magistratura.
c)- Apertura dei mercati alla concorrenza anche nel settore dei servizi pubblici, eliminazione delle rendite di posizione in campo economico, riduzione della pressione fiscale e del debito pubblico, trasparenza nei settori bancario e finanziario e corretta informazione per i risparmiatori.
d)- Rispetto della volontà individuale nel campo della bioetica, libertà della ricerca, ambiente inteso come risorsa non deteriorabile ma disponibile, politica energetica che non escluda lo sviluppo dell’energia nucleare ai fini di ottenere costi competitivi e migliorare l’impatto ambientale.
e)- Centralità del cittadino e delle sue prerogative democratiche a cominciare dal diritto dovere di eleggere i propri rappresentanti; garanzie democratiche all’interno dei partiti al fine di rilegittimare il loro ruolo.
f)- Equità sociale, riconoscimento dei meriti e dei bisogni al fine di aiutare coloro che subiscono la durezza dell’emarginazione sociale ed economica.
g)- Riforma della pubblica amministrazione, riduzione dei centri di costo, eliminazione delle Province, accorpamento dei Comuni meno popolati.
h)- Sistema di apprendimento lungo tutto il corso della vita tramite un sistema integrato di educazione, istruzione, formazione e lavoro.
i)- Laicità dello Stato, diritti civili, pari opportunità per i generi.
3)- Convinti che solo una salda intesa può garantire a liberaldemocratici e liberalsocialisti un ruolo da protagonisti per una nuova e indispensabile stagione della politica, invitiamo partiti, associazioni, circoli, giovani, donne e uomini che si richiamano ai valori della cultura laica liberale e socialista a partecipare alla assemblea nazionale che si terrà entro il mese di febbraio del 2008.
BOZZA rielaborata da Federico Baldini
1)-La crisi e l’incertezze che caratterizzano dai primi anni Novanta gli assetti e la rappresentanza della società italiana non potranno trovare soluzione confidando esclusivamente in modifiche alla legge elettorale e in operazioni di facciata sui partiti che della crisi sono stati attori determinanti.
L’apertura di una fase nuova non può avvenire senza l’avvento di soggetti politici nuovi e quindi senza la presenza di quel filone culturale laico, liberale e socialista che nel corso della storia del nostro Paese ha contribuito in maniera determinante alle sue conquiste democratiche, civili, sociali e di collocazione internazionale. E’ questa la condizione per una politica di sviluppo che realizzi una società basata sulla conoscenza.
Per superare strozzature ed arretratezze che ledono capacità di competere nel mondo, dinamismo interno e coesione sociale tutte le politiche debbono essere fondate su priorità precise:
• l’ampliamento dell’area di libera scelta dei cittadini e delle imprese;
• l’incentivazione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica;
• il rafforzamento dell’istruzione e della formazione del capitale umano;
• l’adeguamento delle infrastrutture materiali e immateriali;
• la tutela ambientale.
L’obiettivo fondamentale è quello di creare progressivamente un Paese più aperto e vivace nel quale il merito dell’individuo sia la forza fondamentale capace di garantire più sviluppo sostenibile e più equità. Un Paese nel quale diritti e doveri vadano di pari passo. Un Paese nel quale la responsabilità della comunità verso la persona sia accompagnata dalla responsabilità della persona verso la comunità.
2)- Laici, Liberaldemocratici e Liberalsocialisti devono oggi fondare sui valori comuni la realizzazione di un soggetto politico nuovo che permetta loro di essere, assieme, protagonisti della stagione che si va aprendo nella società italiana.
Ad essi proponiamo, ai fini della elaborazione di un programma comune, i seguenti temi prioritari:
a)- Politica di costruzione europea fondata sul riconoscimento dei diritti fondamentali, delle libertà individuali, pluralismo, diversità, concorrenza, libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali e conferma della centralità del rapporto di amicizia e collaborazione con gli Stati Uniti d’America anche e soprattutto nella lotta al terrorismo islamofascista e nella risoluzione del conflitto araboisraeliano che non può prescindere dalla nascita di uno Stato Palestinese indipendente e democratico e dal diritto di Israele non solo di esistere ma di vivere anche in pace e in sicurezza. Ruolo da protagonista per l’Italia nel Mediterraneo nello sviluppo della democrazia dell’area con inoltre la proposta di integrare la Turchia nell’Unione Europea e Israele nella NATO. Ripensare al ruolo strategico dell’Italia nei paesi dell’America Latina a forte presenza italiana come Argentina e Brasile con i quali si deve avere un rapporto forte e privilegiato, favorendo non solo i rapporti economici tra quei paesi e l’Unione Europea ma anche facilitando l’immigrazione di quelle popolazioni nel nostro Paese al quale sono profondamente legati.
b)- Revisione costituzionale che differenzi le funzioni fra i due rami del Parlamento con la possibilità di arrivare ad un sistema monocamerale tramite l’abolizione del Senato e riforma in senso liberale della giustizia in modo da garantire la separazione fra politica e magistratura.
c)- Apertura dei mercati alla concorrenza anche nel settore dei servizi pubblici, eliminazione delle rendite di posizione in campo economico, riduzione della pressione fiscale e del debito pubblico, trasparenza nei settori bancario e finanziario e corretta informazione per i risparmiatori.
d)- Rispetto della volontà individuale nel campo della bioetica, libertà della ricerca, ambiente inteso come risorsa non deteriorabile ma disponibile, politica energetica che non escluda ma anzi prenda in seria considerazione lo sviluppo dell’energia nucleare ai fini di ottenere costi competitivi e migliorare l’impatto ambientale.
e)- Centralità del cittadino e delle sue prerogative democratiche a cominciare dal diritto dovere di eleggere i propri rappresentanti; garanzie democratiche all’interno dei partiti al fine di rilegittimare il loro ruolo.
f)- Equità sociale, riconoscimento dei meriti e dei bisogni al fine di aiutare coloro che subiscono la durezza dell’emarginazione sociale ed economica.
g)- Riforma della pubblica amministrazione, riduzione dei centri di costo, eliminazione delle Province e delle Prefetture, accorpamento dei Comuni meno popolati.
h)- Sistema di apprendimento lungo tutto il corso della vita tramite un sistema integrato di educazione, istruzione, formazione e lavoro.
i)- Laicità dello Stato, diritti civili, pari opportunità per i generi.
3)- Convinti che solo una salda intesa possa garantire ai laici, liberaldemocratici e liberalsocialisti un ruolo da protagonisti per una nuova e indispensabile stagione della politica che porti avanti una nuova Italia basata sulla ragione e sulla ragionevolezza contro ogni demagogia e populismo di destra come di sinistra, una nuova Italia in cui l’amor di patria, lontano da ogni razzismo e nazionalismo, sia un sentire comune talmente forte da toccare i cuori e le menti anche di coloro che sono immigrati nel nostro Paese creando cosi’ un’unica comunità nazionale, ed infine una nuova Italia che compia davvero una Rivoluzione Liberale cosi’ da diventare più libera e più giusta, invitiamo partiti, associazioni, circoli, giovani, donne e uomini che si richiamano ai valori della cultura laica, liberale e socialista a partecipare alla assemblea nazionale che si terrà il IX Febbraio del 2008.
PUCCIO CARTONI: “La bozza , e soprattutto il “giallo” ,mi sembra vadano bene . Non sto ad appuntare miei particolari ,perché il sistema non sarebbe idoneo al momento . Ora non servono precisazioni ,che possono meglio emergere in seguito . Caso mai occorre pensare bene alle mosse da compiere , in relazione. “ Puccio
GINO DI MARO: “Non so per liberaldemocratici se intendi il pensiero o il gruppo dei Dini e Bordon.
Nel secondo caso sono fermamente contrario ad avere rapporti con certe persone.
Sulla Giustizia io inserirei anche la necessità, quasi vitale per la nostra Italia, di lavorare per avere un sistema “Giustizia” con norme chiare e dunque GIUSTE.
In tutti i programmi si salta sempre questo punto che ci pone, come nazione, a livelli di paesi incivili”.
CHIARA BORIOSI: propone l’aggiunta “laddove si parla di obbiettivi, del serio intento di istituire e radicare in questo paese ciò che non si è mai voluto far nascere, ovvero una autentica cultura liberale che oggi più che mai è l’unico strumento in grado di garantirci laicità, rispetto dei diritti individuali e di quelli di tutti, senza discriminazioni di genere, colore, appartenenza religiosa.”
ADALBERTO SCARLINO propone di riformulare l’inizio nel seguente modo: “1)-La crisi e le incertezze che caratterizzano dai primi anni Novanta gli assetti e la rappresentanza della società italiana non potranno trovare soluzione confidando esclusivamente in modifiche alla legge elettorale (Il proporzionale, senza sbarramento o con sbarramento minimo, resta naturalmente il nostro sistema preferito, per garantire, da liberali, la rappresentanza- e la ricchezza- di tutte le opinioni in generale e di quelle delle minoranze in particolare ) e in operazioni di facciata sui partiti che della crisi sono stati attori determinanti.” Propone inoltre di integrare il punto g) come segue: g)-“ Riforma della pubblica amministrazione, riduzione dei centri di costo, eliminazione delle Province e dell’ipotesi delle città metropolitane sciaguratamente previste dalla “riforma “del titolo V° della Costituzione, accorpamento dei Comuni meno popolati.”
Carissimo Mimmo
ho letto con attenzione il tuo articolo di cui condivido totalmente il contenuto. Ma devo muoverti una osservazione. A leggerlo con attenzione sembra un proclama. E la gente è stanca anche dei proclami , sia pure fatti in totale e perfetta buona fede. Mesi fa tenni presso il mio studio una riunione per verificare se era possibile costituire un movimento locale per porre all’attenzione del paese le vecchie problematiche a tutt’oggi inevase , dopo anni e anni di squallida politica che, come tu dici, pensa solo ai propri affari. Fu un grande successol : la saletta piena . Ma decisi di non proseguire perchè prima che tutti se ne andassero ebbi la solida sensazione del “vai avanti tu che a me viene da ridere”. La gente , nonostante i soprusi e la malapolitica che vive, non è ancora matura e consapevole del fatto che per fare una lotta occorre unirsi e partecipare tutti insieme e….. non lasciare fare a pochi (cosa che attualmente è il fulcro della attuale politica: poche persone che fanno e disfanno su di un imtero popolo). Il mio augurio è che la tua iniziativa abbia successo perchè so che nasce dal tuo cuore. Un mio suggerimento ? Difficile , ma non lascerò che tu pensi che io sia uno dei soliti che ama disquisire e basta. Occorre essere operativi sul territorio con delle manifestazioni forti e compatte . Le idee ci sono ma questo spazio è troppo ……. virtuale per esporle. Un caro saluto e un abbraccio. Francesco Toto
Caro Civitano ,intanto ,vorrei modificare l’ordine degli addendi ,vedendo nel primo punto(quello della fiducia) una sommatoria di tutte le istanze proposte e proponibili . E come sommatoria ,arriva in fondo ,di conseguenza.
Poi noto la centralità dell’uomo ,che per non richiamarsi semplicemente ad istanze egocentriche, dovrebbe coniugarsi con la centralità del cittadino .Ed al valore del gruppo sociale ,chiarendo bene che nel” libertario” non ha campo l’immagine dell’homo homini lupus .
Andrebbe riconosciuta l’eguaglianza “di fronte alla legge” di tutti i cittadini ,per poter richiamare tale principio in ogni campo ,dal lavoro ,al pensionamento ,alla tassazione , alla giurisdizione . Per poter davvero ridurre ed eliminare assurdi privilegi , automatismi di caste , riserve ed esenzioni ,che oggi mortificano valori dimostrati o dimostrabili.
Poi prima di eliminare le Province ,e con uno studio funzionale delle esigenze ,dei compiti ed attività ,vedrei di eliminare davvero Enti ripetitivi ed utili solo ad “occupare” le eccedenze della classe politica .Se si tratta davvero di invitare ,oltre ai liberali , anche socialdemocratici, Repubblicani e Socialisti (giustamente ,come culture ) .