
Quello della Politica Estera non è in assoluto un principio “non negoziabile”, si possono concentrare infatti all’interno delle coalizioni tendenze e sfumature differenti, così accadde anche nel passato, anche nella Prima Repubblica. Quel che non è possibile oltrepassare é la linea matura delle regole internazionali post-belliche e delle alleanze che attorno ad esse si sono create e che in questa fase turbolenta del pianeta sono state messe in discussione anche da coloro che furono delegati dall’insieme delle Nazioni, unite, affinché fossero sempre rispettate, e mi riferisco al Consiglio di Sicurezza.
E’ inaccettabile, ma è accaduto più volte, che nei paesi democratici di democrazia liberale si concedano discreti alibi alle nazioni che hanno calpestato ripetutamente il diritto internazionale accettando i “doppi standards” come prassi. I casi sono noti, conclamati, denunciati pur sapendo che non ci sarà alcuna Corte Internazionale in definitiva a giudicarli fatto salvo una larga convergenza di grandi ed influenti nazioni.
Ma i criminali di guerra che si sono manifestati in questi tre anni non credo verranno giudicati.
Ora, per un blocco di forze democratiche che si accinge a chiedere di governare una democrazia liberale come la nostra devono essere chiari i fondamentali. Il diritto va fatto rispettare, la sovranità degli Stati pure, e i mezzi dissuasivi perché questo accada devono essere efficaci.
Nessuno pretende di considerare il conflitto permanente come dottrina esclusiva per arrivare alla pace, ma i casi del recente passato ci insegnano che solo i rapporti simmetrici di forza portano al tavolo del negoziato e non gli auspici ed i sospiri romantici.
Non esiste e non esisterà, per quanto riguarda il centro sinistra una linea rigida valevole per sempre e per tutti, se ne faccia una ragione anche il presidente Conte, non ci sarà alcuna scorciatoia subalterna ai potenti che miri alla pace perpetua, ma un duro lavoro di ricucitura dell’ordine scappato di mano, di riorganizzazione di valori ed interessi fondati su sicurezza e pace dell’unione europea alla luce del disimpegno americano, nessun cedimento a chi del Diritto ne ha fatto strame.
L’Italia ha generosamente ricostruito un modello di pace e coesistenza nel continente europeo, ha svolto un ruolo decisivo nel Mediterraneo e nel vicino Oriente, ha saputo mantenere un rapporto attivo ad Est, prima e dopo la fine della Guerra Fredda. La linea non può essere in discussione perché é il profilo geostrategico di un paese cerniera fra Est e Ovest, fra Nord e Sud del Mondo.
Meno ci si agita in modo scomposto (come sta facendo l’attuale esecutivo sul tema migratorio) e più autorevole sarà il ruolo della Nazione Italiana.
Bobo Craxi

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