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Una commovente Madama Butterfly accende l’entusiasmo del pubblico pisano al Teatro Verdi

di Stefano Mecenate | 28 Novembre 2011

Un allestimento nato nel 2000 (e da allora più volte rappresentato con costante successo in varie tournée all’estero, Giappone compreso), primo frutto del progetto di respiro internazionale “Scolpire l’opera” con cui il Festival Pucciniano ha voluto creare, negli anni, un connubio fecondo fra scultori o pittori contemporanei e opere pucciniane.

Questa è la straordinaria Butterfly che il Teatro Verdi di Pisa ha presentato quale seconda opera di un cartellone che ha saputo colpire e coinvolgere il pubblico degli amanti della lirica per la varietà delle proposte e per l’interesse delle novità.

Un allestimento suggestivo, con le scene potenti dello scultore giapponese Kan Yasuda,  sculture evocative e simboliche che nulla riferiscono dell’iconografia tradizionale di quest’opera eppure tutto suggeriscono delle atmosfere sognanti e drammatiche che contiene, i raffinati costumi della stilista Regina Schreker che sceglie taffetà bianchi, veli impalpabili e una simbolica tunica di tulle rosso per Butterfly  piuttosto che i tradizionali  kimoni e le luci di Fabrizio Ganzerli  che tingono sapientemente la scena di sfumature diverse a seconda della situazione emotiva. La regia di Vivien Hewitt, in pieno spirito pucciniano e memore del successo degli allestimenti passati, propone una rilettura moderna che evidenzia l’aspetto epico-eroico dell’opera senza tuttavia privarla di quell’aspetto intimista che ne segna alcune delle pagine più belle.

Una storia che sa raccontare molto quella che la Hewittci narra, dove l’amore è il fulcro e la morte, forse, la necessaria conseguenza. In mezzo c’è la gioia e poi l’attesa e la speranza, il dolore e l’umiliazione, l’amicizia e la fedeltà ma anche il tradimento e la superficialità. E’ il mondo dei sentimenti puri che si scontra con quello degli interessi effimeri ed egoistici “…Così mi sposo all’uso giapponese per novecento novantanove anni. Salvo a prosciogliermi ogni mese...” E quella lama che ha immolato il padre della piccola Ciò Ciò San, porta incisa una frase che solo chi ha sentimenti puri è in grado di comprendere ed apprezzare “Muore con onore chi non può vivere con onore”; per gli altri quel pugnale è solo un coltello e gli Ottoké sono “Quei pupazzi?…”

Una serata caratterizzata da frequenti e calorosissimi applausi, segno di una partecipazione che ha coinvolto un teatro colmo di pubblico di ogni età, e da un’emozione palpabile che ha segnato l’intera opera. Merito certamente della cornice regia/scene/costumi/luci, sicuramente ma anche del cast che, dopo un avvio forse un po’ incerto ha saputo coinvolgere e travolgere. Donata D’Annunzio Lombardi, non nuova a questo ruolo,  è stata una più che convincente Butterfly sia vocalmente che dal punto di vista interpretativo; Leonardo Caimi è stato un buon Pinkerton, vocalmente non sempre al meglio ma che ha saputo rifarsi nei momenti topici facendosi perdonare certe inesattezze.  Nel ruolo del console Sharpless il baritono Sergio Bologna, affidabile e generoso, mentre Suzuki è stata interpretata con molta passione dal mezzosoprano Hermine Claude Huguenel. Goro  è il tenore Mauro Buffoli, lo Zio Bonzo il basso Choi Seung Pil; il Principe Yamadori è il tenore Veio Torcigliani; il Commissario Imperiale il basso Claudio Ottino, L’Ufficiale del Registro il basso Jorge Aguilera; Kate Pinkerton il mezzosoprano Eva Corbetta.

In alcuni punti forse un po’ troppo enfatica la direzione del M° Roberto Zarpellon, direttore di talento e fra i maggiori protagonisti della vita culturale e musicale italiana. Orchestra e Coro del Festival Puccini, Maestro del Coro Francesca Tosi.

Pubblicato in : MusicaTag: atmosfere, festival puccini, madama butterfly, teatro verdi di pisa, yasuda

Info Stefano Mecenate

giornalista, critico musicale, editore, regista di opere liriche: ama conoscere e mettersi in gioco, ama le sfide e il lavoro di squadra.
Si occupa di comunicazione e marketing ma preferisce la cultura in tutte le sue espressioni e ad essa dedica tempo ed energie con entusiasmo e convinzione. Ha lavorato per quotidiani nazionali, emittenti radio televisive locali, riviste culturali; ha collaborato e collabora con Istituzioni pubbliche per la progettazione e l’organizzazione di eventi. Legge e ascolta musica non appena ha tempo, si riposa ogni tanto e non fuma.

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