In concomitanza con la manifestazione del 1° Marzo “ La giornata senza
immigrati & 24 ore senza di Noi” si è concretizzata la prima azione giudiziaria da tempo programmata dal “Comitato per regolarizzare i clandestini che lavorano e non delinquono”. Il comitato aveva iniziato una campagna tesa a far presentare agli extracomunitari che non hanno beneficiato della
dichiarazione di emersione ex L. 102/09 – per qualsiasi ragione – un atto che è
finalizzato: 1- ad un informale dichiarazione di soggiorno che va incontro ad
una proposta di legge che si sta elaborando; 2 – alla richiesta di permesso di
soggiorno oltre il termine di cui alla L. 102/09.
Un ragazzo ucraino, 25 anni ed iscritto alla Rondine, titolare di una di
queste richieste c.d. “tardive”, in riscontro alla quale lo Sportello Unico per
l’Immigrazione di Milano aveva emesso un provvedimento di rigetto, ha
presentato ricorso al TAR della Lombardia.
Il ricorso, ad opera del Sen. Avv. Felice C. Besostri e dell’Avv. Gino Di
Maro, solleva l’incostituzionalità di diverse norme su cui si poggiano le tanto
contestate leggi che impediscono agli extracomunitari c.d. clandestini, e di
fatto clandestini contro coscienza, di poter essere regolarizzati ed
integrarsi.
E’ bene evidenziare – e su questo punto c’è sempre da parte della Rondine un
richiamo puntuale ed attento – che oggi un extracomunitario, entrato in Italia
senza visto di lavoro, che ha un datore di lavoro che lo vuole assumere nella
sua azienda non può essere assunto.
Il datore di lavoro deve privarsi di un dipendente, che magari conosce ed
apprezza, e l’extracomunitario non può lavorare, almeno regolarmente.
Stesso discorso per le famiglie che vogliono assumere una badante.
Il ricorso solleva anche l’illegittimità delle esclusioni delle domande
presentate direttamente dagli extracomunitari oltre il termine del 30/9/09
quando non c’è stata la dichiarazione di emersione da parte del datore di
lavoro “a nero”.
Questo corposo secondo punto apre, di fatto, la strada a tante lavoratrici e
tanti lavoratori alla regolarizzazione.
Questo il ricorso.
Seguirà nei prossimi giorni un dettagliato atto di pubblica denuncia teso a
far saltare le contraddizioni e l’ipocrisia intorno non solo alla legge ultima
c.d. di “sanatoria”, ma anche la normativa sulla c.d. “chiamata diretta”.
Le due iniziative vanno di pari passo finalizzate anche ad un momento di
confronto con le forze politiche senza pregiudizi e, dunque, a 360°.
Con un colpo di cannone partito dalla corazzata Aurora iniziò la Rivoluzione d’
Ottobre, oggi il nuovo colpo di cannone è già partito.
Rondine
Associazione Lavoratori Paesi Est Europa
Via Pellegrino Rossi n. 96, Milano
tel/fax 02/700552400
e-mail: rondine.pres@gmail.com

Buuum ! Il colpo di cannone dovrebbe aprire una sanatoria sulla sanatoria ,cancellando il concetto di clandestinità e di irregolarità ; perchè il nostro Paese sia aperto alle iniziative di chi vuol fare come gli pare ,senza leggi nè burocrazia. Siamo davvero per divenire quel Paese del bengodi che certe istanze “libertarie” prefigurano ? Come per le banane ,basta dare a tutti il bollino blu , e la legge è rispettata ! Che diamine ,ci volevano gli avvocati per sistemare tutto !
Però….c’è qualcosa che mi torna poco…