Anche in politica arriva quel punto in cui t’accorgi si tratta di chiacchiere. E non di chi la fa (la politica) ma di quelli che votano. Elettori brontolanti che dimenticano il perché di ieri e son pronti a ripartire dal via (ancora e di nuovo). Dopotutto, anche il popolo sbaglia ed ha memoria corta. Se vogliamo ricordare i casi più drammatici: Hitler lo hanno eletto; ad applaudire mussolini non erano in due o tre gatti (come i professori universitari senza tessera del partito fascista). Il popolo (santo, invocato, super mega-giga), come tutti noi singoli individui, fa fesserie. Campione in Gran Bretagna. Forse sarà di nuovo campione in Austria. Nell’Est Europa ha già vinto le olimpiadi. Qui ci stiamo andando vicino con il “no” al referendum. Quando è così, chefffai?
Sono una concreta che per lavoro guarda al futuro delle imprese. Osservo bilanci, centri di costo, manager. E l’Europa sembra un’azienda in perdita, in mano ad azionisti litigiosi (e idioti) in un momento difficile.
M’è capitato di fare quella intraprendente. Casomai t’aggiri con un vestito da urlo (una gonna a portafoglio un po’ retrò, notevole davvero), decolleté chiari, senza calze e gambe estive del giusto colore (e v’assicuro che è dura per una che odia i discorsi da mare). Capelli tirati su. Orecchini carini. Insomma, sai di essere in forma e che sotto quella camicetta mezza sbottonata ci sarebbe (per quell’uomo che c’arrivasse) l’equivalente di una bella bottiglia di prosecco da sorseggiare lentamente. Sai tutto questo ed entri in una riunione affollata di maschi pronti a sgallettare ma t’accorgi che tra loro non c’è un sol uomo (dico, uno solo). Uno di quelli con due neuroni comunicanti. In grado di mettere un filtro tra il pensiero e la bocca. Orbene, quando t’accorgi che non c’è quello buono a cui dedicarti, chefffai? Riponi le tue armi, aspetti fine giornata. Cacci fuori dalla valigia il secondo migliore amico della donna (dopo il diamante) e ti diverti da sola.
È più o meno questa la sensazione di fronte alla nostra bella Europa: una riunione di fessi. Gente che non porteresti a letto neppure se fossero gli ultimi disponibili. Ragazzoni isterici proni alle miserie e all’urlo recriminatorio che (alla fine) equivale a insultare la barista perché il boccale di birra non è colmo, perché le noccioline sono finite e perché la tazza del bagno è così stretta che si è dovuto (necessariamente) farla fuori. Gentuccia. Uomini da due lire (fuori conio) che parlano polacco, ungherese, rumeno, ora perfino danese e inglese. Domani chissà, francese, tedesco o anche italiano se si faranno infinocchiare dalle fesserie populiste sull’euro, sull’onestà in politica (mai stata) e i migranti (sempre stati). Come uscirne?
Il corrispettivo politico del vibratore è il referendum consultivo: non vale nulla, ma fa tanto godere. E di questi tempi ce n’è bisogno.
Un bel referendum consultivo in Italia (a vanvera) perché nasca il nucleo degli Stati Uniti d’Europa: Italia, Francia Germania in uno stato federale con difesa ed esteri in comune (la moneta e la banca centrale già c’è), sarebbe una bella (inutile) goduria. Poi, chissà. Intanto, si saprà se gli europei possono ancora godere e sognare. Se c’è vita c’è oltre le fesserie dei vari Nigel Farage de noantri (compresi in nostri due o tre).
Se così fosse, farei la mia parte. Per stimolare la raccolta di firme anche per quegli spiritosoni (o quelle) ai cui piacerebbe un appuntamento al buio, potrei valutare una cena. Conosco un amico pallanuotista (davvero notevole) che farebbe il volontario per quelle che amassero la tartaruga sotto i pettorali (!).
Per quanto mi riguarda, per allora, potrei essere di nuovo una single (ma spero di no). Oppure il mio quasi-fidanzato potrebbe darmi una dispensa papale (per libera mignotaggine a scopo di patria… tipo la Contessa di Castiglione che tanto piaceva al mio Prof. di Storia). Oppure, non diciamo nulla a nessuno (caro il mio firmatario o firmataria) e farei vedere cosa saprebbe fare (!) una femminuccia italiana attizzata per la sua bella Europa
(Londinium, in una cameruccia d’albergo pronta per una settimana di riunioni)
Un vibratore per gli Stati Uniti d’Europa
Il corrispettivo politico del vibratore è il referendum consultivo: non vale nulla, ma fa tanto godere. E di questi tempi ce n’è bisogno.

L’articolo è abbastanza divertente ed in parte vero per quanto riguarda il vibratore fate voi ma sono cose da donnette da due lire ! Io non sono più interessato agli argomenti per superati limiti di età . A i miei tempi le donne erano meno disponibili e non c’era bisogno di pastcchine colorate , ma avevamo un motto; ” chi sei ,sei, alle nove dietro al pagliaio”
Cara Florenza, dici bene ” Uomini da due lire “, ma non dimenticare le donnette da mezza lira. Nella media coppie o vibratori da due lire e mezzo, Ne vale la pena?
L’ Unione europea non è stata voluta dai popoli, ma dai poteri finanziari e industriali. Il suo successo principale, benchè pochi se ne siano accorti, è stato concentrare in una fasci sempre più ristretta di gente il potere reale d’acquisto. A parte questo, ricordiamoci che, in migliaia di casi, quello che prima dell’euro costava 1000 lire, subito dopo l’euro è costato 1 euro (equivalente di1920 lire). E nessuno ha fatto un cazzo (né un vibratore) per evitarlo. E quelli a reddito fisso come me son rimasti fottuti. Probabilmente gli inglesi più maturi si sono rotti i coglioni di queste (ed altre fregature).