• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Un vibratore per gli Stati Uniti d’Europa

Il corrispettivo politico del vibratore è il referendum consultivo: non vale nulla, ma fa tanto godere. E di questi tempi ce n’è bisogno.

di Florenza Carsi | 4 Luglio 2016

Anche in politica arriva quel punto in cui t’accorgi si tratta di chiacchiere. E non di chi la fa (la politica) ma di quelli che votano. Elettori brontolanti che dimenticano il perché di ieri e son pronti a ripartire dal via (ancora e di nuovo). Dopotutto, anche il popolo sbaglia ed ha memoria corta. Se vogliamo ricordare i casi più drammatici: Hitler lo hanno eletto; ad applaudire mussolini non erano in due o tre gatti (come i professori universitari senza tessera del partito fascista). Il popolo (santo, invocato, super mega-giga), come tutti noi singoli individui, fa fesserie. Campione in Gran Bretagna. Forse sarà di nuovo campione in Austria. Nell’Est Europa ha già vinto le olimpiadi. Qui ci stiamo andando vicino con il “no” al referendum. Quando è così, chefffai?
Sono una concreta che per lavoro guarda al futuro delle imprese. Osservo bilanci, centri di costo, manager. E l’Europa sembra un’azienda in perdita, in mano ad azionisti litigiosi (e idioti) in un momento difficile. 
M’è capitato di fare quella intraprendente. Casomai t’aggiri con un vestito da urlo (una gonna a portafoglio un po’ retrò, notevole davvero), decolleté chiari, senza calze e gambe estive del giusto colore (e v’assicuro che è dura per una che odia i discorsi da mare). Capelli tirati su. Orecchini carini. Insomma, sai di essere in forma e che sotto quella camicetta mezza sbottonata ci sarebbe (per quell’uomo che c’arrivasse) l’equivalente di una bella bottiglia di prosecco da sorseggiare lentamente. Sai tutto questo ed entri in una riunione affollata di maschi pronti a sgallettare ma t’accorgi che tra loro non c’è un sol uomo (dico, uno solo). Uno di quelli con due neuroni comunicanti. In grado di mettere un filtro tra il pensiero e la bocca. Orbene, quando t’accorgi che non c’è quello buono a cui dedicarti, chefffai? Riponi le tue armi, aspetti fine giornata. Cacci fuori dalla valigia il secondo migliore amico della donna (dopo il diamante) e ti diverti da sola.
È più o meno questa la sensazione di fronte alla nostra bella Europa: una riunione di fessi. Gente che non porteresti a letto neppure se fossero gli ultimi disponibili. Ragazzoni isterici proni alle miserie e all’urlo recriminatorio che (alla fine) equivale a insultare la barista perché il boccale di birra non è colmo, perché le noccioline sono finite e perché la tazza del bagno è così stretta che si è dovuto (necessariamente) farla fuori. Gentuccia. Uomini da due lire (fuori conio) che parlano polacco, ungherese, rumeno, ora perfino danese e inglese. Domani chissà, francese, tedesco o anche italiano se si faranno infinocchiare dalle fesserie populiste sull’euro, sull’onestà in politica (mai stata) e i migranti (sempre stati). Come uscirne?
Il corrispettivo politico del vibratore è il referendum consultivo: non vale nulla, ma fa tanto godere. E di questi tempi ce n’è bisogno.
Un bel referendum consultivo in Italia (a vanvera) perché nasca il nucleo degli Stati Uniti d’Europa: Italia, Francia Germania in uno stato federale con difesa ed esteri in comune (la moneta e la banca centrale già c’è), sarebbe una bella (inutile) goduria. Poi, chissà. Intanto, si saprà se gli europei possono ancora godere e sognare. Se c’è vita c’è oltre le fesserie dei vari Nigel Farage de noantri (compresi in nostri due o tre).
Se così fosse, farei la mia parte. Per stimolare la raccolta di firme anche per quegli spiritosoni (o quelle) ai cui piacerebbe un appuntamento al buio, potrei valutare una cena. Conosco un amico pallanuotista (davvero notevole) che farebbe il volontario per quelle che amassero la tartaruga sotto i pettorali (!). 
Per quanto mi riguarda, per allora, potrei essere di nuovo una single (ma spero di no). Oppure il mio quasi-fidanzato potrebbe darmi una dispensa papale (per libera mignotaggine a scopo di patria… tipo la Contessa di Castiglione che tanto piaceva al mio Prof. di Storia). Oppure, non diciamo nulla a nessuno (caro il mio firmatario o firmataria) e farei vedere cosa saprebbe fare (!) una femminuccia italiana attizzata per la sua bella Europa
(Londinium, in una cameruccia d’albergo pronta per una settimana di riunioni)

Pubblicato in : Editoriale, Florenza CarsiTag: banca centrale, europa, francia, francia germania, futuro, germania, gran bretagna, italia, lavoro, mare, mussolini, professori, referendum, stati uniti, Stati uniti d'europa

Info Florenza Carsi

Florenza Carsi, libero professionista. Cura un proprio blog sul social Facebook

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Pippo Sanese

    11 Luglio 2016 alle 07:17

    L’articolo è abbastanza divertente ed in parte vero per quanto riguarda il vibratore fate voi ma sono cose da donnette da due lire ! Io non sono più interessato agli argomenti per superati limiti di età . A i miei tempi le donne erano meno disponibili e non c’era bisogno di pastcchine colorate , ma avevamo un motto; ” chi sei ,sei, alle nove dietro al pagliaio”

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    6 Luglio 2016 alle 10:19

    Cara Florenza, dici bene ” Uomini da due lire “, ma non dimenticare le donnette da mezza lira. Nella media coppie o vibratori da due lire e mezzo, Ne vale la pena?

    Rispondi
  3. vincenzo

    4 Luglio 2016 alle 16:35

    L’ Unione europea non è stata voluta dai popoli, ma dai poteri finanziari e industriali. Il suo successo principale, benchè pochi se ne siano accorti, è stato concentrare in una fasci sempre più ristretta di gente il potere reale d’acquisto. A parte questo, ricordiamoci che, in migliaia di casi, quello che prima dell’euro costava 1000 lire, subito dopo l’euro è costato 1 euro (equivalente di1920 lire). E nessuno ha fatto un cazzo (né un vibratore) per evitarlo. E quelli a reddito fisso come me son rimasti fottuti. Probabilmente gli inglesi più maturi si sono rotti i coglioni di queste (ed altre fregature).

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti