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Un segreto sepolto nel cimitero dei libri

di Bepi La Medica | 10 Febbraio 2013

CARLOS RUIZ ZAFON “L’OMBRA DEL VENTO” Mondadori, Milano 2012

lombra-del-vento-carlos-ruiz-zafon-L-6HW9PCNon leggo molti romanzi, in questa fase della mia vita. Un’amica mi ha segnalato questo libro prevedendo che mi sarebbe piaciuto. Sì, mi è piaciuto. Non solo la trama e i colpi di scena, ma anche il linguaggio e certe tesi di fondo mi hanno affascinato.

Il tema del destino, ad esempio. Ossia che nell’inizio di qualsiasi storia è già scritta la conclusione. E al destino non ci si può sottrarre, non tanto perché ci casca addosso imprevedibilmente ma perché ce lo andiamo a cercare.

“In genere il destino si apposta dietro l’angolo, come un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, le sue incarnazioni più frequenti. Ma non fa mai visite a domicilio. Bisogna andare a cercarlo. […] Nulla succede per caso […] Tutto, in fondo, è governato da un’intelligenza oscura. […] Il tutto fa parte di qualcosa che non riusciamo a intendere, ma che ci possiede. […] Come sempre il destino aveva ordito la sua trama e, quando la storia cominciò, il finale era già stato scritto.”

Un altro tema riguarda i libri. Non per nulla questo romanzo tratta di un segreto sepolto in un cimitero di libri, il cimitero dei libri dimenticati.

“Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi l’ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza. […] E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai. Ognuno di questi libri è stato il miglior amico di qualcuno. […] I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro.”

E i libri contengono parole, parole che sollecitano la fantasia e ti fanno fuggire, andare via, scappare dalla vita quotidiana che non corrisponde ai sogni.

“Ignoravo il piacere che può dare la parola scritta, il piacere di penetrare nei segreti dell’anima, di abbandonarsi all’immaginazione, alla bellezza e al mistero dell’invenzione letteraria. […] Viviamo in un mondo di ombre […] e la fantasia è un bene raro. Quel libro mi ha insegnato che la lettura può farmi vivere con maggiore intensità, che può restituirmi la vista. Ecco perché un romanzo considerato insignificante dai più ha cambiato la mia vita.”

Il libro è costruito intorno ad un romanzo che il protagonista trova proprio nel “cimitero dei libri dimenticati”. “E’ una storia d’amore, di odio e di sogni vissuti all’ombra del vento.” E il libro “maledetto” fa ritrovare al protagonista inquietanti parallelismi con la propria vita.

Il libro di Zafòn contiene anche riflessioni sulle donne e sull’amore.

“Le donne capiscono subito quando un uomo si è perdutamente innamorato di loro […] Nei miei sogni di adolescente, lei e io saremmo sempre stati due amanti che fuggivano in sella a un libro, pronti a dileguarsi in un mondo immaginario fatto di illusioni di seconda mano.[…] Se solo avessi riflettuto, avrei capito che quella dedizione assoluta era un’inesauribile fonte di pena; ma forse era proprio perché soffrivo tanto che la adoravo sempre più, schiavo dell’eterna stupidaggine di stare dietro a chi ci fa del male.[…]Una donna come si deve ti cambia la vita, amico mio, e ti fa ringiovanire di vent’anni.“

Inoltre: “Le vere donne si conquistano a poco a poco. E’ una tattica psicologica, come le mosse del torero […] Gli uomini […] si scaldano come lampadine: bollenti in un attimo, fredde un istante dopo. Le donne, invece […] si scaldano come un ferro da stiro […] Il cuore della donna è un meccanismo complesso, insensibile ai rozzi ragionamenti del maschio avventuriero. Se si vuole davvero possedere una donna, bisogna imparare a pensare come lei. Tutto il resto, il morbido involucro che ti fa perdere la ragione e l’onore, viene di conseguenza.”

Il libro, mi dicono, è stato un successo editoriale nello stesso anno (2004) in cui Dan Brown con il suo “Codice Da Vinci” e Oriana Fallaci con la “Forza della ragione” sono stati i campioni delle vendite.

Concludo segnalando la più divertente osservazione di Zafòn: “La gente mette il becco dappertutto. L’uomo non discende dalla scimmia bensì dalla gallina”.

SOMMARIO: Il Cimitero dei Libri Dimenticati – Miseria e compagnia 1950/1952 – Forma e sostanza 1953 – Città di ombre 1954 – Nuria Monfort: memorie di spettri 1933/1955 – L’ombra del vento 1955 – 27 novembre 1955: post mortem – Le acque di marzo 1956 – 1966 Dramatis personae

Pubblicato in : Invito alla lettura

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