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Un quindicenne delinquente conclamato. Un ventitreenne servitore dello stato. Entrambi armati. Chi butti dalla torre, se costretto a scegliere?

De l’inizio e dell’evoluzione malefica di un incubo epocale. La situazione italiana è grave ma anche seria.

di Redazione Pensalibero.it | 8 Marzo 2020

­-La delinquenza minorile rappresenta un problema molto serio e  non esiste un uomo più pericoloso di un adolescente armato. Una tragedia, un ragazzo che perde la vita pensando, come tanti purtroppo, che fare rapine è un gioco, giusto per andare in discoteca.  E per ottenere rispetto.  Atteggiamento e comportamento tipico di una piovra italica che conosciamo molto bene. Di contrasto un ragazzo e una ragazza in auto.  E la reazione, istintiva, per sopravvivenza, di conservazione e legittima difesa, sua e della sua ragazza. Diritti naturali incontestabili perchè la reazione scatenata dalla paura di perdere la vita non conosce ragione. Chiunque avrebbe fatto lo stesso. Resta il dolore del carabiniere ventitreenne, della ragazza testimone e vittima nonché del dolore rabbioso di una famiglia che  probabilmente conosce  il comportamento delinquenziale del figlio, alla fine vittima anche lui.  In emulazione di quello della famiglia stessa. Almeno del padre. Il male che divora se stesso e con il quale non si gioca. Una reale rapina, ancorchè con un’arma farlocca, pare. E una reazione dovuta un terrore difficile misurare per l’intersecarsi di tante emozioni.

Il Carabiniere non ha colpe, ha solo lottato per sopravvivere e per proteggere la sua compagna a rischio della propria vita.

–Ma di tutto questo ormai non si parla da giorni. Tutto è passato in secondo grado a causa di un’altra piovra che ha cominciato a sfiorarci, prima, e poi avvinghiarci con i suoi orribili tentacoli tanto da farci cambiare totalmente   stile di vita. E ora comprendiamo che cosa davvero significa. Perché, all’affacciarsi del covid-19, quando ne parlavamo superficialmente, non ne conoscevamo realmente e pragmaticamente il significato recondito.

Dalla sera alla mattina, fra le tante nuove ordinanze ministeriali, piomba addosso anche  quella della chiusura delle scuole.

Boccuccia di rosa confessa che la situazione è nuova anche per lei. Forse pensava che fare il ministro fosse un gioco.  Bisogna ammettere la fortuna non le ha arriso mettendola di fronte a una situazione di  cotanta emergenza. Tranquilla, lo abbiamo appurato da come ha gestito la situazione, nonostante le obiettive e inusitate difficoltà. Ci si chiede , in tutta franchezza,   se non poteva essere prevista, l’emergenza, da quando si è cominciato a conoscerla, e,  con una certa lungimiranza,  prevedere  varie  opzioni work in progress dato che nessuno ha la palla di vetro.  Ci si chiede dunque se non si potevano   preparare le famiglie alla nuova, ipotetica ma probabile, evenienza.

E, ora, c’è da chiedersi anche quanto il provvedimento  sia stato opportuno, dato che osserviamo un inevitabile sparpagliamento  di ragazzi  girovaganti  che, comunque è arduo tenere relegati in uno pseudoisolamento. Mentre  sorvegliare a casa  i più piccoli costituisce un problema.  Circolano perfino  pubblicità di babysitteraggio  privato collettivo, che ovviamente non ha senso.  Forse, nostra opinione ma anche  di molti cittadini,   sarebbe più utile e saggio   riaprire le aule scolastiche , dove, considerando i pro e i contro, i ragazzi si controllano più facilmente.  Magari sotto un più stretto controllo nell’osservanza dei dettami  precauzionali previsti dal ministero  e  dal governo di concerto con la comunità scientifica.

Con sostegno  anche di  personale precario o supplente, proprio come  previsto  negli ospedali per gli operatori sanitari.

Ma inutile recriminare. E si comincia a parlare di babysitting  a spese delle istituzioni con il ripristino di vaucher troppo dimenticati ma tanto utili se usati in modo  e giusto e adeguato alla bisogna. Ma se ne parla, e si aprono tavoli. Come sempre. E quando decisioni saranno prese tutto sarà finito. Speriamo in bene.

E, perché no, nell’emergenza che speriamo duri poco,  adottare uno studente delle superiori che si occupi dei più piccoli aiutandoli nei compiti   on line, mantenendo una personale porzione di tempo per il proprio studio. Ma, pare,  bisogna aprire un tavolo anche su questa semplice operazione che risolverebbe non pochi problemi alle famiglie e alla scuola. Anche se non di facile  organizzazione, ma possibile con buon senso e buona volontà.

Perfino in emergenza, maledetta burocrazia.

Un problema serio si presenterebbe  se si dovesse isolare il Parlamento.

News

Intanto veniamo a sapere che il covid 19 non risparmia nessuno. Un poliziotto della scorta   di Salvini e lo stesso Zingaretti. Ai quali auguriamo pronta guarigione.

Anche Nardella si è messo in autoquarantena per 15 giorni avendo incontrato di recente il governatore del Lazio.

Mentre una decina di provincie del nord fino all’Emilia Romagna sono isolate, in entrata e in uscita,  soltano per motivi di  eccezionale gravità e urgenza.

La situazione italiana  è grave ma anche seria.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: buon senso, emergenza, emilia romagna, figlio, governo, nardella, parlamento, scuola, situazione italiana, sostegno, stile di vita

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giovanni

    8 Marzo 2020 alle 23:25

    Bisognerebbe sapere chi è realmento l’uno e l’altro fuori dalla loro etichetta. Meglio non giudicare.

    Rispondi
    • Carla Ceretelli

      9 Marzo 2020 alle 09:52

      Temo di non aver capito il cpmmento

      Rispondi

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